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    Lettera aperta da Genova

    Ai trecentomila di Genova, ai portavoce del Genoa Social Forum, a tutti i democratici

    Il 2 marzo comincia il primo processo per i fatti del G8. Gli imputati sono 26 manifestanti e rischiano pene altissime. Siamo preoccupati.
    12 febbraio 2004 - Haidi Giuliani, Comitato Piazza Carlo Giuliani, Lorenzo Guadagnucci, Comitato Verità e Giustizia per Genova


    Dai giorni di Genova sono passati due anni e mezzo ma non abbiamo dimenticato nulla. Nemmeno i dettagli. Non abbiamo dimenticato l’odore dei lacrimogeni, il frastuono degli elicotteri, il terrore di fronte a quegli agenti che inseguivano le persone e le arrestavano senza motivo. Non abbiamo dimenticato l’orrore della scuola Diaz, le manganellate, i calci, il sangue, le decine di barelle che uscivano dalla scuola, sfilando davanti ai dirigenti della polizia di Stato. Non abbiamo dimenticato le torture di Bolzaneto e neanche quelle del Forte San Giuliano. E non potremo mai accettare l’insensata uccisione di Carlo.

    Sono passati due anni e mezzo e continuiamo a chiedere giustizia. La cercheremo nei tribunali, ma la vogliamo anche nella società, e non importa se lo Stato ha già archiviato l’uccisione di Carlo, perché non c’è niente di archiviabile. La ricerca della verità non si ferma nelle aule dei palazzi di giustizia, perciò non ci stancheremo di mostrare e dimostrare come fu davvero ucciso Carlo. Abbiamo il dovere di farlo.

    Giorno dopo giorno, da quel luglio 2001, abbiamo sentito crescere in noi l’indignazione: migliaia di persone erano venute a Genova con gioia, spinte dalla voglia di fare qualcosa per un mondo più giusto; sono tornate a casa terrorizzate, ferite, umiliate. L’indignazione è cresciuta perché il terrore organizzato di quei giorni è ancora senza colpevoli e senza perché. Ci sono due inchieste della magistratura, e qualcuno forse dovrà rispondere per quanto accaduto alla Diaz e Bolzaneto, ma intanto alcuni degli indagati di grado più alto sono stati promossi. Non sappiamo ancora nulla delle responsabilità politiche e c’è chi vorrebbe riscrivere la storia di quei giorni. Quante volte abbiamo dovuto sentire dai politici, dai media, dalle troppe persone che ancora non conoscono i fatti, che Genova è stata devastata da migliaia di violenti? Quante volte ci hanno detto che le forze dell’ordine hanno solo risposto a un’aggressione? Lo hanno ripetuto fino allo sfinimento, tanto che molti hanno finito per crederci.

    Ci rivolgiamo ai trecentomila di Genova, ai portavoce del Genoa social forum che organizzò le manifestazioni, a tutti i democratici, perché ci aiutino a respingere queste menzogne. A Genova, nel luglio 2001, sono state commesse ingiustizie di ogni tipo. Tutto è documentato: ci sono libri, filmati, fotografie, decine e decine di testimonianze. Abbiamo girato l’Italia, in questi due anni e mezzo, per raccontare che cosa è stata Genova. Ma ancora non basta.

    Il 2 marzo comincia il processo contro 26 manifestanti. Sono accusati per episodi diversi ma a tutti viene contestato un reato gravissimo che si chiama “devastazione e saccheggio”. Comporta una pena minima di otto anni. Otto anni. Più di quanti se ne infliggano normalmente a uno stupratore. Non crediamo che sia compito nostro giudicare le singole azioni degli uni e degli altri. Ma è compito nostro impedire che si arrivi a una sentenza esemplare, con pene altissime, sproporzionate rispetto agli stessi episodi che il dibattimento dovrà dimostrare, e un gruppo di persone sbattute in galera per coprire le responsabilità politiche e operative di chi gestì l’ordine pubblico nei giorni del G8.

    Per queste ragioni vi chiediamo di venire a Genova il 28 e 29 febbraio e il 2 marzo, per le iniziative organizzate dai nostri comitati. E’ qualcosa che vi riguarda. Vi chiediamo di portare a Genova la memoria di quei giorni, il racconto di ciò che avete fatto, visto, subìto, delle scelte che avete compiuto; vi chiediamo di portare a Genova la vostra indignazione per le ingiustizie compiute in quei giorni e la vostra voglia di battervi affinché la verità sia rispettata nei tribunali e nella società.
    Nel fine settimana porteremo in piazza tutta la storia del G8: la Diaz, Bolzaneto, Forte San Giuliano, piazza Alimonda, l’assalto al corteo in via Tolemaide, le aggressioni a piazza Manin e in corso Italia. Parleremo dei diritti civili, di una petizione per migliorare le leggi dello Stato. Il 2 marzo ci piacerebbe attraversare Genova con la ‘carovana di pace’ che il 20 marzo raggiungerà Roma. Ci piacerebbe che la carovana, prima di arrivare a piazza De Ferrari, passasse dalla caserma di Bolzaneto, davanti alla scuola Diaz, in piazza Alimonda. Sono alcuni dei luoghi del G8: vi sono accadute cose che hanno indignato il mondo e che non devono accadere in un mondo di pace e di giustizia.

    Vorremmo vivere queste tre giornate con la forza delle nostre ragioni, senza esporci alla minima provocazione, senza rischiare contatti con chi probabilmente farà in modo di blindare la città. Non ci interessano, perché non ci convincono: abbiamo il vantaggio di non avere nulla da nascondere e molto, moltissimo da dire.

    Vi aspettiamo.

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