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3 marzo 2004 - Alessandro Marescotti

“Quello che gli americani sanno e che gli italiani non devono sapere”. Così si intitola il dossier militare di PeaceLink. Sono documenti non secretati del Pentagono che certificano la trasformazione della base navale di Taranto in Base NATO. E’ tutto su http://italy.peacelink.org/disarmo
Il documento originale e' disponibile a questo indirizzo:
http://www.defenselink.mil/comptroller/fmr/11a/11aarch/11A09_Annex1_arch102002.pdf
Risulta che dall’ottobre del 2002 Taranto è diventata comando Nato con la sigla COMITMARFOR. Il parlamento non ne sapeva nulla. Si sapeva di finanziamenti Nato ma giungevano solo smentite se si parlava di base Nato.
Ancora oggi – nonostante i documenti del Pentagono esibiti da PeaceLink – il Ministero della Difesa si attesta con evidente imbarazzo sulla linea del “non confermare e non smentire”.
Taranto – acquisendo il nuovo status di base della Nato, la più grande del Mediterraneo - diventa l’unico “Headquarters” (Quartier Generale) della NATO candidato ad ospitare la flotta americana ancorata a Gaeta e che dal 2005 si dovrebbe trasferire per trovare una sistemazione più avanzata a sud-est. “Certamente a Taranto sarebbe meglio collocata, perché agli Usa preme il controllo del Medio Oriente”, ha dichiarato l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Taranto diventa un “HQ High Readiness Force” (comando proiettabile ad alta prontezza) per la Us Navy.
Esibendo documentazione non secretata del Pentagono, PeaceLink aveva scoperto nel 2000 l’installazione a Taranto del sistema Usa di comando e spionaggio C4i, unica città del Mediterraneo ad avere questo collegamento diretto con la Us-Navy.
Ma ecco altre novità: a Milano è operativa una “High Readiness Force”. Pronto intervento di tipo “Land” per l’Esercito Usa. Ma come mai a Milano nessuno ne sa nulla?

Note:

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 7/2004 del settimanale Carta.
Vi abbiamo allegato l'ultima e più aggiornata versione del Dossier di PeaceLink sulla nuova base Nato a Taranto.

Allegati

  • Dossier "N.A.T.O. a Taranto" (68 Kb - Formato pdf)
    Alle due basi navali (Mar Piccolo e Mar Grande) rischia di aggiungersi una terza base a comando Usa collocata nel molo polisettoriale. Con la concorrenza della logistica e della manutenzione Usa l'Arsenale non avrebbe futuro. Il trasloco della VI flotta Usa da Gaeta è previsto per il 2005. L'unica città candidata nel Mediterraneo è Taranto. A Gaeta gli americani non hanno portato ricchezza, dice il sindaco di quella città. E che futuro avrebbe Taranto? Diventerebbe città bersaglio del terrorismo internazionale, con un innalzamento del rischio di disastro nucleare. Un sondaggio: il 56% di tarantini è contro una base Usa in città. Il no sale all'83% se c'è rischio nucleare.
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