Impressioni disordinate sulla marcia Perugia Assisi
Cielo coperto e si va a camminare. Ci immettiamo nel sentiero di campagna scavalcando una rete. Passiamo dall’altro lato come fossimo fuggiaschi, come profughi, come clandestini che si affrettano a voler attraversare il confine. La pace si fa camminandosi a fianco passo dopo passo, conquistando ogni metro, guadando fiumi, offrendo il cibo. Si impara la pace imparando ad aspettarsi, imparando a fermarsi, si impara la pace. Ho imparato ad accompagnare, ho imparato a farmi condurre, ho dato fiducia, ho sorriso scoprendo i miei piedi infraciditi dall’acqua di una pozzanghera. Ci siamo riconosciuti e sorrisi, non ci eravamo mai visti. Ci siamo riconosciuti e ci siamo salutati e lungo il cammino ci siamo lasciati… andare. E mi sembra già pace il raggio prezioso di luce dorata arrivato per caso, appoggiato e silente tra i tuoi capelli. Ci siamo detti tutto quello che pensavamo perché non è pace l’assenso, non è pace il consenso. Ci siamo persi e ritrovati in quel popolo sgargiante in quei sorrisi da ragazzi, nelle rughe dei visi più maturi ci siamo ritrovati senza nemmeno metterci d'accordo... …ma io dico che ci stavamo cercando.



