Editoriale

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Il Pacifico impegno di Obama: dalla Libia all’Iran mette le basi in Australia
    il lancio di un missile potrebbe provocare un vero e proprio contrattacco con forze nucleari strategiche

    Il Pacifico impegno di Obama: dalla Libia all’Iran mette le basi in Australia

    gli sforzi per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari potrebbero provocare reazioni pericolose, incluso il perseguimento del paese di altri sistemi di armi non convenzionali
    19 novembre 2011 - Rossana De Simone
  • "NATO per mentire"
    Prova il nuovo videgioco e costruisci le tue bufale

    "NATO per mentire"

    Dopo il lungo addestramento della guerra di Libia, anche tu puoi imparare a mentire in modo professionale e a fare carriera nel mondo dei mass media. Impara a mentire, la verità non deve essere più un problema insormontabile, e soprattutto non provare sensi di colpa.
    6 novembre 2011 - Mauro Biani e Alessandro Marescotti
  • Genocidio nella "nuova" Libia
    Tawergha

    Genocidio nella "nuova" Libia

    Denunce inascoltate fin da giugno. Gli ex “ribelli” di Misurata hanno espulso, derubato (con molte uccisioni) gli abitanti di un’intera città nera vicino Misurata. E a metà settembre Jibril aveva dato via libera
    31 ottobre 2011 - Marinella Correggia
  • Accade a Cagliari

    Prove di guerra, aerei israeliani a Decimomannu

    Come riporta la stessa stampa israeliana, ciò rientra nella preparazione di un attacco agli impianti nucleari iraniani
    5 novembre 2011 - Manlio Dinucci
Leggete questa storia e pensate alla guerra di Libia che ogni giorno porta in rosso il bilancio statale e va avanti senza copertura finanziaria

C'era una volta la democrazia

Una volta i parlamentari si opponevano alle nuove spese militari e avevano a cuore che nessuna tassa di guerra fosse imposta senza il loro consenso
4 giugno 2011 - Alessandro Marescotti

C'era una volta un re che voleva fare le guerre e aveva bisogno di imporre nuove tasse. Ma il parlamento non voleva. Bombardamento Nato

Questa è la storia del parlamento inglese che esigeva l'applicazione di un principio fondamentale della Magna Charta: "No taxation without parliamentary consent". Ossia nessuna tassa senza consenso parlamentare.

Per la sua dura opposizione alle spese militari, il parlamento inglese venne sciolto per due anni consecutivi, nel 1625 e 1626, da Carlo I. Ma il re fu costretto a convocare il parlamento per nuovi prelievi fiscali indispensabili per coprire le spese delle sue campagne militari, che anche allora erano "umanitarie" (si trattava di una spedizione in soccorso degli ugonotti assediati a La Rochelle).

Il Parlamento presentò la Petition of Rights (Petizione dei diritti), in cui si chiedeva al re di non applicare tasse senza consenso dei rappresentanti del popolo. Ma dato che il re non voleva rinunciare alla sue velleità militari, sciolse il parlamento e governò in modo assolutistico, con imposizioni fiscali gravose per il mantenimento e il rafforzamento della flotta regia (la tassa si chiamò Ship-money).

Per lunghi 11 anni,  dal 1629 al 1640, il Parlamento non venne più convocato e il periodo fu chiamato "la lunga tirannia". Nel 1641 fu presentato un documento (la Grande Rimostranza) che stabiliva il controllo parlamentare sulle forze armate. Carlo I considerò inaccettabile che il parlamento potesse controllare l'esercito e fermare le guerre. Mandò allora i soldati a far arrestare i leader dell'opposizione. Questi ultimi furono avvertiti in tempo e riuscirono a mettersi in salvo. E cominciò la sollevazione popolare contro un re che spendeva i soldi dei sudditi in guerre senza controllo parlamentare. Vi furono anche altre motivazioni che indussero gli inglesi alla sollevazione popolare, ma questa che avete letto è sicuramente una delle più importanti in quanto suscitò un principio di per sé rivoluzionario: l'indignazione.

A capeggiare la rivolta contro le spese belliche "without parliamentary consent" allora non c'erano personaggi del calibro e del valore di Pierluigi Bersani.

Scrivendo questa storia non posso che pensare alla guerra di Libia che ogni giorno porta in rosso il bilancio statale e va avanti senza copertura finanziaria, nell'indifferenza della maggioranza dei parlamentari.

Tanto stanno spendendo soldi nostri. E lo fanno senza chiederci un parere, senza convocare neppure un'assemblea per sondare gli umori degli iscritti e degli elettori, nonostante il partito di opposizione si definisca democratico. Eppure c'è Internet, si possono fare rapidi e gratuiti sondaggi online sui siti dei partiti. Potrebbero almeno per sentire cosa ne pensano i cittadini e conteggiare le loro opinioni favorevoli e contrarie. C'è qualcosa che non va.

C'era una volta la democrazia.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy