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Le contraddizioni europee di Mario Monti

Il Presidente del Consiglio in una intervista a Die Welt ha affermato di esser "convinto che non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa". Eppure è tra i fondatori del Gruppo Spinelli che ha come obiettivo un'Europa federale.
16 gennaio 2012 - Nicola Vallinoto

“Sono convinto che non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa. Già solo per il fatto che non ne abbiamo bisogno”, così ha sentenziato Mario Monti in un’intervista rilasciata al giornale tedesco Die Welt poco prima dell’incontro bilaterale dell’11 gennaio a Berlino con Angela Merkel.

Flash mob della Gioventù federalista europea davanti a Montecitorio per la federazione europea, Roma 14 gennaio 2012

L’affermazione del Presidente del Consiglio ha fatto saltare dalla sedia Barbara Spinelli che in un articolo pubblicato il giorno seguente sul Fatto Quotidiano e intitolato “Il paradosso dell’europeista che non crede nell’Unione” la considera, a dir poco, “sconfortante”. Si tratta di “una brutta capitolazione, perché se non ne abbiamo bisogno ora, quando?” È vero “non sono più in gioco pace e guerra”. L’editorialista continua dicendo che “secondo Monti l’utopia è già realizzata grazie alla sussidiarietà. Ma la sussidiarietà funziona se l’Europa ha una sovranità statuale: altrimenti non significa nulla. Non saremmo nella fossa, se l’Unione esistesse.”

Una frase che sorprende anche i federalisti europei perchè pronunciata da un ex Commissiario europeo che è, tra l’altro, tra i fondatori del Gruppo Spinelli di cui fanno parte personalità del mondo politico e culturale europeo come Ulrich Beck, Amartya Sen, Daniel Cohn Bendit, Jacques Delors, Joschka Fischer e Guy Verhofstadt.

Il Manifesto del Gruppo Spinelli afferma chiaramente che l’obiettivo principale resta l’Europa federale e post-nazionale, l’unica strada per superare definitivamente l’Europa intergovernativa e i rigurgiti nazionalisti mai sopiti. Per il Gruppo Spinelli l’Europa federale è un obiettivo da realizzare di cui abbiamo, oggi più che mai, urgentemente bisogno. La crisi economico e finanziaria, infatti, ha reso evidente la mancanza degli Stati Uniti d’Europa.

Una dichiarazione di Monti più aperta a uno sviluppo federale dell’UE, alla vigilia dell’importante incontro con la Cancelliera, avrebbe rafforzato le posizioni più avanzate presenti nel partito di Angela Merkel. Come quella di Ursula von der Leyen, ministro tedesco del Lavoro e vicepresidente della CDU, che a inizio settembre aveva affermato sul settimanale Der Spiegel che il suo obiettivo sono gli Stati Uniti d’Europa. Per la von der Leyen “questa è l’unica soluzione per superare le differenze economiche che dividono i governi europei. La moneta comune non è sufficiente ad affrontare la concorrenza globale e solo l’unione politica europea permetterà di integrare definitivamente le politiche finanziarie, fiscali ed economiche lasciando finalmente esprimere la grande forza rappresentata da un’Europa unita.”

Peccato davvero che Mario Monti non abbia voluto far pesare la nuova credibilità del governo italiano nei confronti di Francia e Germania spingendo l’acceleratore verso gli Stati Uniti d’Europa. Eppure il suo discorso al Senato del 17 novembre con l’affermazione “Non esiste un noi e un loro: l’Europa siamo noi” aveva fatto sognare i sostenitori di un’Europa libera e unita.

Note:

Il manifesto del Gruppo Spinelli
http://www.spinelligroup.eu/manifesto/

L'articolo è stato pubblicato su iMille.org e in via di pubblicazione su Eurobull.it.

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