Editoriale

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Il 25 Aprile R-Esistiamo con TeleJato e Pino Maniaci
    L'attualità della Resistenza

    Il 25 Aprile R-Esistiamo con TeleJato e Pino Maniaci

    65 anni fa i partigiani vinsero contro il nazifascismo. Oggi nuovi partigiani lottano in ogni parte del mondo. E lottano anche contro le mafie. Come Pino Maniaci, direttore di TeleJato, che rischia di chiudere con l'arrivo del digitale terrestre. Oggi non accontentiamoci di commemorare i partigiani di ieri, r-esistiamo con i partigiani di oggi
    25 aprile 2012 - Alessio Di Florio
  • L'Italia va alla guerra contro l'antimafia
    Pino Maniaci, Graziella Proto, Piera Aiello.

    L'Italia va alla guerra contro l'antimafia

    Se è povero il Paese che ha bisogno di eroi, cos'è un Paese che i propri eroi li schiaffeggia, li maltratta, giocando letteralmente a palla con la coscienza civile e con il loro impegno quotidiano?
    14 luglio 2009 - Alessio Di Florio
  • Presidente, non firmi il pacchetto sicurezza
    Lettera aperta al Presidente della Repubblica

    Presidente, non firmi il pacchetto sicurezza

    Mi sembra un doveroso gesto di solidarieta' umana ricordarci di chi sta peggio e valutare con vigile attenzione la congruenza tra gli alti principi espressi nella carta costituzionale e un provvedimento che ad esempio impedisce alle madri straniere di registrare i neonati all'anagrafe, senza che la nostra sicurezza aumenti di una virgola.
    10 luglio 2009 - Carlo Gubitosa
  • Rifiuti illeciti, Veneto come la Campania

    Rifiuti illeciti, Veneto come la Campania

    Mentre Galan aspetta dal governo «un piano serio» per poter eventualmente accogliere parte della spazzatura della Campania, si scopre che proprio il Veneto segue la regione di Bassolino nella classifica per il traffico illegale di rifiuti. La sorpresa emerge dal «Rapporto Ecomafia 2008» di Legambiente, che colloca appunto il Veneto al secondo posto.
    5 giugno 2008 - Nicolussi Moro
Anniversario strage Capaci, funerali Placido Rizzotto, Festa della Repubblica 2 Giugno

La fiera della (vuota) retorica di Napolitano e Co.

A parole vengono declamati i più grandi ideali democratici e s'invoca la lotta civile contro le mafie. E nei fatti si chiude TeleJato, la Tv di Pino Maniaci, unica d'antimafia d'Italia e si esegue un'incostituzionale parata militare
29 maggio 2012 - Alessio Di Florio

Pino Maniaci, TeleJato

"Retorica, retorica, retorica a buon mercato!". Sembrano voci di uno dei tantissimi mercati rionali che animano le piazze di tante parti d'Italia. E invece è la cronaca politica e sociale delle ultime settimane. Il ventennale della strage di Capaci, i funerali del sindacalista Placido Rizzotto (il cui corpo han finalmente trovato degna sepoltura dopo decenni) e, fra pochi giorni, la Festa della Repubblica stanno offrendo occasioni per altissimi discorsi celebrativi e un immenso mare di retorica. Napolitano, addirittura commosso nel giorno del funerale di Placido Rizzotto, ha ripetuto le parole di Giovanni Falcone sulla mafia che prima o poi troverà una fine come ogni "fenomeno umano" e invocato l'opposizione sociale e civile contro ogni mafia della società civile.

E' la stessa invocazione che fece il 16 Novembre 2006 davanti a don Ciotti e all'associazione Libera, riuniti a Roma per la prima edizione di Contromafie. Ricordammo in quell'occasione che Napolitano era (ed è) rappresentante delle stesse istituzioni che, mentre "la società civile si è sempre impegnata nel fronte antimafia. In questi anni è proprio la politica, ufficiale, di palazzo, che è stata latitante, pesantemente assente (tranne quando era in manette)" chiudendo affermando che "l'antimafia sociale ogni giorno innerva il tessuto civile italiano alle frontiere della legalità, nei luoghi dove più il peso mafioso e camorristico è imperante" ma ha bisogno di "un serio e profondo impegno della politica" e non di appelli e retorici discorsi che rimandano sempre ad altrui responsabilità.

Il 14 luglio 2009 si denunciava che "Pino Maniaci ha rischiato otto anni di carcere, strumentalmente trascinato in tribunale dai poteri forti che lui quotidianamente denuncia. E, in questa vicenda, l'Ordine dei Giornalisti Siciliano (quello di cui, da anni, Riccardo Orioles denuncia la latitanza e la connivenza con Mario Ciancio Sanfilippo) è stato protagonista fino alla fine. Costituendosi parte civile e accusando Pino di 'abuso dell'esercizio della professione di giornalista' in quanto non iscritto all'ordine (in realtà gli è stato impedito ...)", una vicenda che evocava pesantemente il ricordo di Antonio Russo, che ebbe identica sorte prima di essere ucciso sulle alture del Caucaso. E mentre accadeva questo le decine di quotidiane denunce di Pino e le intimidazioni, le minacce che quotidianamente subiva(e subisce) cadevano nell'indifferenza istituzionale.

Oggi la situazione è ancora peggiore. La rivista Casablanca, fondata proprio in quegli anni da alcuni dei collaboratori storici di Pippo Fava (giornalista assassinato dalla mafia nel 1984) sopravvive, ma solo sul web. Da anni ormai non è più possibile stampare il periodico, che viene diffuso solo sul sito http://www.lesiciliane.org/casablanca. TeleJato, la televisione antimafia di Pino Maniaci di San Giuseppe Jato, sta per chiudere per "ordine di Stato". Fra pochi giorni in Sicilia avrà inizio lo switch-off, il passaggio al digitale terrestre. E TeleJato sarà costretta a chiudere, non più autorizzata. Per la legge Mammì TeleJato, in quanto televisione comunitaria, è una onlus che non ha un bilancio che consente di partecipare all'asta per le frequenze del digitale terrestre. Se non si è una grande impresa commerciale e non si è dotati di enormi capitali non si può più trasmettere...

"L'Italia è una Repubblica democratica" recita il primo articolo della Costituzione. Quella Costituzione invocata ad ogni occasione e ai cui altissimi ideali civili dicono tutti di ispirare e uniformare la propria azione politica, da Napolitano in giù. Repubblica viene dal latino res-pubblica, cosa pubblica. Ma loro al bene della "cosa pubblica", alla democrazia, alla libertà di espressione (art. 21 della Costituzione) hanno preferito, stanno nettamente ponendo avanti l'economia più spicciola, la forza del denaro e delle lobby mercantili. Se non si è una grande impresa commerciale e non si è dotati di enormi capitali l'articolo 21 non conta e la denuncia delle mafie e dell'illegalità diventa solo un insignificante dettaglio.

La Repubblica è democratica. E se c'è un qualcosa che democratico non è e, anzi, ne rappresenta la totale negazione, è l'uso delle armi, l'esistenza degli eserciti e l'esercizio della guerra. Gli eserciti fanno guerre, e le guerre uccidono, non costruiscono ma distruggono. La guerra è morte, dalla guerra nasce solo altra guerra. La forza militare è l'esatto opposto, il contrario più totale della democrazia. Essa è depositaria della violenza più bruta, che cancella ogni ratio e dove prevale solo l'arroganza e il ferro. Una democrazia non può quindi mai e poi mai esaltare la violenza delle armi, la potenza del proprio apparato bellico. Essa dovrebbe invece addirittura averne vergogna, in quanto la "necessità" delle armi è una sua sconfitta, una sua resa. Eppure, ancora una volta, anche quest'anno fra pochi giorni "celebreranno" la Repubblica con una tronfia e dispendiosissima parata militare a Roma.

Passano gli anni ma si sente sempre quel grido "Retorica, retorica, retorica a buon mercato!"...

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy