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A Madrid un crimine contro l'umanita'

Gli attentati e le persone

Ogni morte violenta e' ingiusta. PeaceLink e' dalla parte delle vittime.
Giacomo Alessandroni12 marzo 2004 - Giacomo Alessandroni

Amnesty International ha espresso oggi la piu' ferma condanna nei confronti degli attentati che hanno finora provocato 175 morti e 400 feriti in tre differenti stazioni ferroviarie di Madrid.

"Gli attacchi deliberati contro i civili non possono mai essere giustificati. Chi colpisce pendolari che si recano al lavoro dimostra il proprio totale disprezzo per i più basilari principi di umanita'" - ha dichiarato l’organizzazione per i diritti umani. "La dimensione di questo attacco nei confronti della popolazione civile e' senza precedenti in Spagna. Nella misura in cui gli attentati sono parte di un attacco massiccio nei confronti dei civili nel perseguimento degli obiettivi di chi li organizza, si tratta di crimini contro l'umanita'".

Amnesty International ha infine aggiunto che "occorre fermare gli attacchi e sottoporre i responsabili a un processo che rispetti gli standard internazionali".

Amnesty International, Roma, 11 marzo 2004


PeaceLink aggiunge la sua firma a questo scarno, quanto fermo, comunicato. La vita umana e' l'unica cosa che Wall Street non potra' quantificare con nessun importo. Ogni volta che tenta di farlo commette un errore. Sempre in difetto. Non e' importante chi uccide: se l'ETA, se gli integralisti o un qualsiasi fanatico di turno.

Certo, se fossero stati gli integralisti islamici per il Governo spagnolo si prospetterebbe una situazione scomoda, avendo appoggiato "senza se e senza ma" la guerra contro l'Iraq; diversamente Jose' Maria Aznar si sentirebbe, a dir poco, sollevato. Ma queste considerazioni le lasciamo fare ai politici, ai venditori, venditori nel senso letterale del termine, quelle persone abituate a dare un prezzo a tutto, vita umana inclusa. Noi crediamo che la cosa piu' importante di tutte sia la vita umana e il suo rispetto, quindi parleremo d'altro, dell'unica cosa che ci interessa in questa tragica vicenda.

La conoscenza del volto degli attentatori, purtroppo, oltre a non interessarci, non ci e' di nessun conforto, non cambia il fatto che una madre dovra' spiegare ai suoi figli che "il babbo, da stasera, non cenera' piu' con noi". "Perche' mamma? Siamo stati cattivi?". Non e' il caso di andare oltre. Volevamo solo porre l'attenzione sulla vita umana.

Questa domanda e', e sara', echeggiata nelle mura di molte famiglie, molti figli la stanno ponendo ai loro genitori. E al lutto si aggiunge la rabbia. La rabbia per un fatto ben preciso: per quanto l'amore verso mio figlio possa essere smisurato e senza confini, non sara' mai abbastanza grande per colmare un vuoto che sara' "per sempre". La vita e' una sola; anche se le religioni insegnano che c'e' un paradiso, e se io credo in questo insegnamento spiegatemi perche' in queste parole non riesco a trovar pace.

"Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perche' saranno saziati". Ma qui non c'e' giustizia. Non e' giusto che un padre venga strappato a suo figlio. Non e' giusto che un figlio venga sottratto all'amore dei suoi genitori. Non e' giusto che una fidanzata scopra che l'uomo della sua vita l'ha lasciata per sempre. No. Qui non c'e' nessuna giustizia. L'uomo non e' stato giusto con se' stesso.

Ora a nulla valgono le analisi geopolitiche di turno, se io che non conosco nessuna di queste persone provo dolore, mi vengono i brividi al solo pensiero di cosa provano i "familiari delle vittime". Che termine, e' cosi' logoro e abusato ogni giorno che spesso lo sento e non rifletto sul suo immenso carico di dolore che nessuna sentenza di nessun tribunale potra' alleviare.

e quando la pioggia cadra'
mi bagnero' all'acqua della vita
e quando il sole risplendera'
sciughero' il mio viso
al sole che non abbaglia
che soltanto illumina
senza niuno turbare
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