Editoriale

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Un progetto condiviso per il futuro della città
    PeaceLink raccoglie l'appello della Camera di Commercio di Taranto per creare un think tank che elabori le idee di un nuovo sviluppo

    Un progetto condiviso per il futuro della città

    Mentre nel mondo si costruisce una nuova prospettiva di sviluppo con la wiki-economia, l’open source e la condivisione delle innovazioni della terza rivoluzione industriale, a Taranto siamo fermi al carbon coke della prima rivoluzione industriale.
    2 novembre 2014 - Alessandro Marescotti
  • ILVA, quei soldi non all'AIA ma alle bonifiche ambientali
    A Taranto, come a Brescia, rischia di fallire il principio "chi inquina paga"

    ILVA, quei soldi non all'AIA ma alle bonifiche ambientali

    PeaceLink ha espresso contrarietà al riutilizzo nell'ILVA del miliardo e 200 milioni sequestrato dalla magistratura milanese per presunta evasione e frode fiscale.
    2 novembre 2014 - Alessandro Marescotti
  • PeaceLink intervista Virginio Bettini

    PeaceLink intervista Virginio Bettini

    30 ottobre 2014 - Alessandro Marescotti, Laura Tussi
  • "ILVA, aiuti di Stato vietati dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea"
    PeaceLink scrive alla Commissione Europea dopo il trasferimento del “tesoretto” di 1,2 miliardi di euro all’Ilva in forza del decreto legislativo n.61 del 4 giugno 2013

    "ILVA, aiuti di Stato vietati dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea"

    In Europa l'AIA viene pagata dai privati e non dallo Stato. La somma di 1,2 miliardi di euro (frutto per la magistratura milanese di una truffa ai danni dello Stato) doveva rimanere "chiusa in una cassaforte" a garanzia del futuro di Taranto e degli stessi lavoratori dell’ILVA
    29 ottobre 2014 - Alessandro Marescotti
Taranto, diario del 2 novembre

Profumo di cioccolata in tazza in casa, puzzo di cokeria fuori

A Taranto abbiamo chiesto i dati alla ASL e, dopo parecchie resistenze, hanno dovuto rivelare il numero terribile: in città ci sono 8900 malati di cancro. L'Istituto Superiore della Sanità ha certificato che qui a Taranto i bambini si ammalando di cancro con frequenza maggiore: il 54% in più rispetto alla media regionale.
2 novembre 2014 - Alessandro Marescotti

Per chi legge e non è di Taranto, farà un po' di difficoltà a capire, e cercherò di raccontarla così la nostra storia.

Stamattina in casa c'era un bel profumo di cioccolata in tazza.

Ma, aperta la finestra, è entrato quell'inconfondibile odore di cokeria.

Oggi dovevo fare le misurazioni degli IPA cancerogeni. Me l'ero ripromesso, perché ieri notte, tornando da Brindisi a Taranto, si vedeva una nube impressionante di fumo che usciva dall'ILVA. Una nube densa, lattiginosa, compatta, che proseguiva per chilometri e si dirigeva verso la città. Era come la scia di una cometa che illuminava il buio della notte e dava un'immagine spettrale alla mia città. La vedevo bene quella scia, venendo da Brindisi: l'ILVA sulla destra, la città sulla sinistra. E, fra l'una e l'altra, quella nuvola cancerogena che sovrastava le case. ILVA di notte a Taranto

Pur essendoci abituato, non vi nascondo che mi ha fatto impressione. Mi ha dato un senso di rinnovata inquietudine. E mi sono chiesto se stavamo facendo abbastanza.

Anche stamattina il vento veniva dall'area dell'ILVA.

I valori degli IPA hanno confermaro quello che attendevo.

Quelli che leggerete sono gli IPA cancerogeni che respiriamo e misuriamo noi stessi, perché a Taranto accade di tutto, anche che i cittadini si facciano le misurazioni dei fumi che respirano quotidianamente.

Stamattina il puzzo di cokeria è stato disgustoso.

Quell'odore confermava i dati delle misurazioni: l'olfatto ha chiuso il cerchio.

In questa pagina trovarete i dati percentuali della qualità dell'aria, così come è stata misurata. Quelli che troverete sono gli IPA, ossia gli idrocarburi policiclici aromatici, la più pericolosa fonte cancerogena per i polmoni dei tarantini. Gli IPA provengono al 99% dall'ILVA. A dirlo non siamo noi ma l'Arpa stessa. Ed essi sono solo la punta di un iceberg tossico che proviene dall'ILVA: tonnellate di inquinanti di ogni genere che fanno di Taranto una città unica in Italia per quantità di emissioni. Emissioni che sono state al centro di una perizia ordinata dal Tribunale e che ha portato sul banco degli imputati non solo gli inquinatori ma anche quei politici che se la ridevano di tutta questa storia. E che ci hanno lasciati soli, senza venire neppure ai funerali degli operai che morivano per inquinamento. Neppure ai funerali dei bambini. Eppure erano in prima fila quando i Riva li invitavano ai convegni per illustrare che ILVA era diventata una fabbrica modello.

 

A Taranto abbiamo chiesto i dati alla ASL e, dopo parecchie resistenze, hanno dovuto rivelare il numero terribile: in città ci sono 8900 malati di cancro. L'Istituto Superiore della Sanità ha certificato che qui a Taranto i bambini si ammalando di cancro con frequenza maggiore: il 54% in più rispetto alla media regionale.

 

La mia vita a Taranto è fatta così, anche la domenica mattina: mentre mio figlio dorme, misuro gli IPA cancerogeni. Utilizzo lo stesso strumento dell'ARPA, un analizzatore Ecochem PAS2000.

 

Intanto in TV (Rai Movie) stamattina stavano mandando in onda un film sulla strage nazista di Marzabotto: "L'uomo che verrà".

 

Lì la strage l'hanno fatta tutta d'un colpo: 770 persone.

 

Quella che vedete nell'immagine è la bambina protagonista del film in cui emerge la freddezza, la mancanza di umanità, l'obbedienza cieca ad una causa superiore. Il cinismo. L'indifferenza verso il dolore delle persone. Martina, la bambina protagonista del film "L'uomo che verrà"

 

Ma torniamo ai dati di inquinamento di cui vi volevo parlare.

 

Ieri, mentre tornavo da Brindisi e vedevo la scena dantesca della cometa cancerogena, gli IPA dell'ILVA non erano ancora discesi sulla città, erano sospesi per aria. E i dati che emergevano dalle misurazioni intorno alla mezzanotte erano questi:

  • aria buona: 31%
  • accettabile: 50%
  • mediocre: 19%

 

Durante la notte quegli IPA sparati verso l'alto sono discesi, come se avessero il paracadute, lentamente sulle nostre case.

Stamattina i fumi si erano raffreddati ed erano scesi dal cielo sulle case a poco a poco. Sono  "atterrati" sui nostri balconi assieme alle polveri e assieme agli IPA che - come le diossine - sono "appiccicati" sulle polveri. E ce li siamo respirati. Le diossine si mangiano, gli IPA si respirano. 

Ed ecco cosa c'era in quel puzzo che avvertivamo affacciandoci oggi sul balcone:

 

  • aria buona: 0%
  • accettabile: 0%
  • mediocre: 1%
  • cattiva: 44%
  • pessima: 55%

 

Mentre i dati delle misurazioni scorrevano sul display, in TV andava in scena la strage di Marzabotto. Un finale terribile.

E intanto i tarantini portavano i fiori ai loro defunti. Oggi è la loro giornata. Come di prassi, portano un panno e dell'acqua per togliere le polveri rosse dell'ILVA. Fatta pulizia, possono finalmente leggere la data di morte dei loro cari.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy