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Ho letto il resoconto della Moschetti del suo incontro con Renzi a Taranto, e la cosa mi ha suscitato le seguenti quattro riflessioni in ordine sparso. Matteo Renzi e Annamaria Moschetti nella Prefettura di Taranto



1 - Renzi dice che non e' accertato il nesso tra aumento di mortalita'
ed emissioni Ilva, ma forse ignora che questo nesso e'
scientificamente provato, e le prove sono agli atti del processo Ilva
per disastro ambientale.

2 - Renzi domanda se i tarantini vogliono chiudere lo stabilimento, ma
forse ignora che in un regime di economia di mercato la chiusura di
una azienda e' un atto dovuto quando questa azienda perde milioni di
euro al giorno.

3 - Renzi teorizza che l'azienda puo' essere ambientalizzata, ma forse
ignora che l'azienda non puo' essere resa eco-compatibile perche' i
costi sarebbero insostenibili e perche' lo stabilimento e' stato
progettato con la parte piu' inquinante piu' vicina al centro abitato.

4 - Renzi chiede quali alternative ci sono alla chiusura, ma forse
ignora che da anni i cittadini di Taranto chiedono una riconversione
industriale simile a quella che ha rilanciato l'economia di Pittsburgh
e del bacino della Ruhr, riconversioni che non sono sogni nel cassetto
o fantasie ambientaliste, ma prove storiche tangibili della
possibilita' concreta di passare da un modello economico centrato
sull'industria siderurgica ad un modello economico centrato sul
turismo, la green economy, le bonifiche e l'archeologia
industriale, a cui si possono aggiungere le opportunita' offerte
dall'industria dei farmaci cannabinoidi gia' fiorente in Olanda dove
il clima e il terreno sono molto meno favorevoli che in Puglia, le
opportunita' offerte da un contesto agroalimentare ricco di
eccellenze, dall'olio al vino (nel 2016 il miglior vino rosso d'Italia
e' un primitivo di manduria), le opportunita' offerte da una costa che
non ha nulla da invidiare alle mete piu' ambite delle crociere, da un
porto con una collocazione strategica degna dei piu' frequentati scali
commerciali, da una cittadinanza pronta a qualunque impegno civile,
sociale e professionale pur di liberarsi una volta per tutte dal
fardello di un'economia industriale preistorica non piu' adatta a
sostenere le sfide del nuovo millennio.

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