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    Oggi il governo italiano non appoggia la messa al bando delle armi nucleari

    "Valori divisivi"

    Lo sapete che Paolo Gentiloni era uno dei promotori della lotta ai missili nucleari di Comiso? E che l'attuale ministro della Difesa era una pacifista no global?
    20 maggio 2017 - Alessandro Marescotti

    Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio

    Dice Luciana Castellina: "Uno dei più attivi nella protesta a Comiso fu l’attuale ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Lavorò al mio fianco nel giornale, che diressi insieme a Rodotà e Napoleoni, Pace e guerra. Era responsabile proprio della sezione degli esteri. Ha scritto anche un libro su quell’esperienza". 

     

    Quello che vedere è il libro a cui si riferisce la Castellina.

     

    Oggi Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio, si schiera dall'altra parte e, di fronte alla scelta di avviare negoziati in sede ONU per dichiarare illegali le armi nucleari, fa dire all'Italia che questo processo è "divisivo".

    Infatti secondo il governo il negoziato "giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari, costituisce un elemento fortemente divisivo che rischia di compromettere i nostri sforzi a favore del disarmo nucleare".  Gentiloni ha scrisse questo libro

     

    Ecco questa è la posizione del governo italiano.

     

    Il criterio di scelta è: non scegliamo una cosa giusta se è "divisiva".

     

    Gandhi, Martin Luther King, don Lorenzo Milani, Gesù. Tutte persone che hanno fatto scelte "divisive".

     

    Ma la lotta che Paolo Gentiloni faceva negli anni Ottanta a Comiso sui missili nucleari non era "divisiva"?

     

    E non era "divisiva" la visione del mondo di Roberta Pinotti, attuale ministro della Difesa, anche lei pacifista di tutto rispetto, marciatrice per la pace da Perugia ad Assisi, attiva nel Genoa Social Forum contro il G8 di Genova nel 2001 e attivista del Forum sociale mondiale di Porto Alegre "contro il neoliberismo e la guerra"?

    La lotta di Comiso del 1981-1982

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