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    Il Medioevo del Terzo Millennio

    4 gennaio 2003 - Ezio Margelli

    Una rete di pacifisti canadesi ha annunciato la sua intenzione di inviare un gruppo di ispettori volontari negli Stati Uniti. I pacifisti hanno dichiarato che la loro iniziativa èstata ispirata dalle parole di George W.Bush che ha affermato che le nazioni più pericolose sono quelle che:

    • posseggono immensi depositi di armi chimiche, batteriologice e nucleari
    • ignorano le disposizioni delle Nazioni Unite
    • non firmano i trattati internazionali
    • sono andati al potere attraverso mezzi illegittimi.
    Su queste basi, hanno dichiarato i pacifisti canadesi, è chiaro che proprio il governoamericano costituisce una grande minaccia alla sicurezza mondiale.

    Questa notizia, oltre che essere di per sè "gustosa", ci offre lo spunto per alcune riflessioni.
    Il sistema economico e politico mondiale è ormai caratterizzato da una “visione unica” della quale anche noi facciamo parte. Infatti, non siamo più in grado di capire quali sono le realiviolazioni ai diritti umani e quali gli effettivi pericoli per la pace nel mondo. I mezzi di comunicazione di massa occidentali hanno indicato alcune aree della Terra come fonte di pericoloper l'umanità intera.
    Da tempo ci paventano il pericolo musulmano, l’integralismo, il comunismo, tutti elementipronti a minacciare la sicurezza offerta dal capitalismo occidentale. Tra attentati, guerrelocali, embargo, minacce economiche, non riusciamo più a capire dove stanno i "buoni" e dove i "cattivi". O meglio, per i mass media occidentali è chiaro quali sono i "buoni", anche se non sempre è perfettamente dimostrabile.
    Siamo davvero così certi che i nostri democratici governi siano al sicuro da tentazioni più omeno dittatoriali? Come è possibile che gli stessi paesi (Iraq in testa) che fino a qualchetempo fa venivano riforniti di tecnologie, armamenti e finanziamenti occidentali, ora sianodiventati il nemico numero uno dell'umanità? Per il diritto internazionale è veramente cosìovvio che un Paese possa decidere di intervenire a casa altrui per risolvere vere o presunte minacce alla sicurezza del mondo?
    Pensandoci bene, un effetto devastante per la pace nel mondo gli attentati dell'undici settembre l'hanno avuto: quello di costruire un clima mondiale fondato sul sospetto e la minaccia.
    Il vecchio detto "se vuoi la pace, prepara la guerra", è diventato legge dell'umanità. Infattiormai qualunque cosa è giustificabile in questo clima. Possiamo sentirci dire che la CIA ha la"licenza di uccidere" chiunque possa minacciare la sicurezza del mondo. Ma chi ha dato alla CIA questo diritto? Dall’altra parte ci dicono che la maggioranza delle popolazioni occidentali vuole la pace.
    Ma quale pace? Quella fondata sulla polizia internazionale, quella che può garantire alle multinazionali occidentali libero arbitrio sulle risorse mondiali, la pace della globalizzazionedei marchi. Questa è la pace come la intendiamo noi occidentali?
    Dalla pace come "assenza di guerra" si è passati alla pace come "preparazione alla guerra".
    Un bel risultato, non c'è che dire.
    Se qualcuno pensava che la storia dell'umanità fosse una continua evoluzione verso nuovi e progressivi concetti, rimarrà deluso. Alle soglie del terzo millennio ci troviamo in piena involuzione. Stiamo tornando ad una concezione medievale del mondo: un dio unico (ahimè ora nemmeno più tanto spirituale),un'economia unica (la nostra), un complesso sistema di rapporti di vassallaggio basati sullaforza militare, una massa indistinta di diseredati (i paesi poveri) da utilizzare come massa dimanovra e di sfruttamento. Questo è il mondo del terzo millennio, ma assomiglia molto di più aquello dell'anno mille. Da questa concezione nasce la giustificazione alle nostre "crociate".Chi non rispetta o semplicemente non condivide le nostre convinzioni, deve essere distrutto (culturalmente e fisicamente).
    Abbiamo bisogno presto di un nuovo Rinascimento. Dobbiamo riprendere il concetto di uomo erimetterlo al centro dell'umanità. Chi vuole, come noi, la pace (quella vera, basata sullasolidarietà, sul rispetto degli altri, sul confronto culturale) deve impegnarsi sempre più perquesto nuovo rinascimento. Non sarà facile. Le forze che vogliono la guerra o la falsa pacebasata sulla "sicurezza", sono sempre più imponenti. Dalla nostra parte possiamo contare solosulle "persone di buona volontà" e dobbiamo guardarci da chi vuole trovare nuove strade attraverso la violenza.
    I pacifisti canadesi ci hanno dato una lezione. Dobbiamo imparare a far emergere lecontraddizioni di questo mondo e studiarle per capire davvero dove stanno "i buoni" e dove "icattivi", sapendo che nel mondo che vogliamo i "cattivi" non esistono.

    Ezio Margelli
    Redazione di Sottovoce

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