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    RIFORMA DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI

    Pacifisti schedati? No grazie!

    15 ottobre 1999 - Alessandro Marescotti

    Gli 007 con la riforma possono - se autorizzati - violare la legge sulla privacy e utilizzare i dati delle intercettazioni provenienti da Echelon, il supersistema mondiale di intercettazione di e-mail, fax e telefonate

    Una delle cose a cui il movimento pacifista dovrebbe fermamente opporsi è l'attuale riforma dei servizi di sicurezza. Varata all'inizio di luglio come disegno di legge essa prevede la non punibilità per gli 007 che infrangono la legge. Fra le licenze degli 007 non c'è certo quella di uccidere, di sequestrare o di attentare all'ordinamento democratico, ma è prevista una serie di "attività non convenzionali" quali la violazione di domicilio, l'intercettazione e così via. Il tutto previa autorizzazione del Presidente del Consiglio. L'autorizzazione di tali iniziative illegali non è stata condivisa da Nello Rossi, magistrato del Csm. Dal Polo è venuta una debole opposizione in quanto la richiesta è: queste cose decidiamole insieme in un apposito organismo di "concertazione". L'analista e storico dei servizi segreti Giuseppe De Lutiis ha così commentato l'ipotesi di azioni "fuorilegge" degli 007: "Un infiltrato in un gruppo eversivo può far saltare una macchina per accreditarsi, ma questa azione deve essere approvata dal capo del Governo. Il danno da arrecare per i metodi usati deve essere sempre correlato al bene da tutelare e comunque sottoposto all'autorità politica. Comunque il presidente del Consiglio rende conto agli elettori".

    Questa analisi è convincente? La storia dei servizi di segreti in Italia è collegata strettamente non solo alle stragi ma a quella attività odiosa che si chiama "schedatura". Se questa riforma non consente l'impunità per le stragi (ci mancherebbe altro), apre però il varco per rendere legali le schedature che sono state vietate da diverse normative, ultima fra le quali la legge sulla privacy. Raccogliere "informazioni sensibili" attinenti alla sfera delle opinioni e dei convincimenti politici, filosofici, morali, ecc. è oggi vietato ma verrebbe ammesso per un "bene da tutelare", quale ad esempio l'appartenenza dell'Italia ad uno schieramento internazionale o la sua fedeltà e obbedienza in caso di una nuova guerra tipo Kossovo. Ed è proprio in coincidenza con quest'ultima che si sono verificati i più recenti inquietanti casi di raccolta di informazioni su cittadini (insegnanti) che avevano aderito a scioperi contro la guerra. Se il 90% delle forze politiche dovesse "concertare" in un apposito organismo l'ordine di schedare i pacifisti, chi potrebbe più opporsi? La legge lo consentirebbe. Potrebbero entrarti in casa, in macchina, sfilarti documenti dalla borsa, spedirti un virus nel computer, cancellarti le pagine web su Internet e non potresti neppure dire nulla se il presidente del Consiglio (o l'organismo di "concertazione") ha dato l'OK. E poco vale il principio che "il presidente del Consiglio rende conto agli elettori": i diritti costituzionali non si possono mischiare con le elezioni come se fossero polpette. Del resto quando un premier fosse già politicamente finito non sarebbe più giudicabile dal popolo ma avrebbe tuttavia già reso il servizio ai suoi padrini internazionali. Craxi insegna.

    Ma la corposa ragione per cui questa riforma preoccupa è che essa combacia con il silenzio politico (chi tace acconsente) su Echelon, la grande rete internazionale gestita dagli Stati Uniti che intercetta le telefonate, i fax, i messaggi di posta elettronica. Gli Stati Uniti sarebbero perseguibili legalmente per violazioni ripetute e continuate delle norme a tutela della segretezza delle comunicazioni compiute tramite Echelon. Il problema è che i servizi segreti italiani ufficialmente non possono usare tali informazioni senza violare la legge. Ora basterà una telefonata: "Hello Massimo, how are you?"

    Ma ci sbaglieremmo a rassegnarci accettando amaramente il fatto compiuto: in realtà il cammino della "riforma", nel momento in cui scriviamo, non è ancora giunto a compimento. Perché non intervenire come pacifisti per la cancellazione di norme così ambigue e pericolose?

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