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D'Alema in marcia con i pacifisti?

30 settembre 1999 - Alessandro Marescotti

Ho letto il messaggio di Mao Valpiana - direttore di Azione Nonviolenta - relativo alla presenza di D'Alema alla Marcia per la pace Perugia-Assisi. Mao Valpiana e' stato molto critico (1).

Anche io ho provato profondo disagio. Disagio nel vedere la disinvoltura con cui si passa da un bombardamento ad una marcia per la pace.

Pentimento? D'Alema come Oppenheimer o come il pilota di Hiroshima che grido' "mio Dio cosa abbiamo fatto"? Macche', in questi giorni D'Alema presenta il suo libro-intervista "Kosovo - gli italiani e la guerra" (Mondadori) in compagnia del generale Clark (cito dal Manifesto di ieri che dedica l'editoriale al "grande marciatore"). Gia', proprio in compagnia di quel "falco" che ha chiesto ripetutamente mano libera nei bombardamenti creando attriti nello stesso staff di Clinton tanto da venire ora destinato ad altro incarico, come hanno riportato i giornali.

Mi fece impressione la dichiarazione di D'Alema alla fine della guerra del Kossovo: "Sono stati giorni terribili, spero che non si ripetano mai piu'. Ma se fossimo chiamati nuovamente alle nostre responsabilita', non ci tireremo indietro". Ero in ospedale quando ascoltai queste parole che cito a memoria. Mi sono rimaste scolpite nella mente, come quelle di Clinton che defini' D'Alema "una roccia".

Mi immagino gia' un fantasma aleggiare nella prossima marcia: Giulio Andreotti. Lui le carte in regola le avrebbe, ha condannato l'intervento Nato in Kossovo... Ma ci immaginiamo cosa ne sarebbe della marcia Perugia-Assisi se marciasse anche lui il prossimo anno? E perche' non invitare anche Berlusconi quando diverra' - come credo probabile - presidente del Consiglio? Applicheremmo la "par condicio". E perche' non invitare lo Stato Maggiore della Difesa che ha condiviso con D'Alema le responsabilita' della "guerra umanitaria"? Che differenza c'e' fra D'Alema e il generale Arpino, capo di stato maggiore? Ha solo eseguito gli ordini del governo D'Alema. E il generale Celentano, capo della Folgore impegnata a Timor Est, dove lo mettiamo, ce lo dimentichiamo a casa? Tutti in marcia, quindi.

Bene questa e' stata la mia reazione interiore, uguale alla tua. Una reazione sorretta da un impulso di intransigenza morale. I concatenamenti logici si sviluppano a meraviglia quando l'arte della politica richiama alla mente l'arte della prostituzione. Le puttane vanno con tutti, facciamo attenzione a non perdere in dignita'.

Ma questa prima amara reazione la stempero nella soddisfazione di aver visto sfilare da Perugia ad Assisi il piu' forte movimento pacifista europeo, quello con cui devono fare i conti tutti, anche i presidenti del consiglio che hanno responsabilita' gravi come quella di aver ordinato bombardamenti in violazione di tutte le regole del diritto internazionale.

Questa forza non si e' squagliata e non la dobbiamo disperdere. Credo che gli organizzatori abbiano meriti che sopravanzano i dubbi e le difficolta' che condivido e che sento anzi dentro di me.

Una pacata e seria discussione puo' legittimamente nascere, sapendo pero' che, senza quella forza che e' stata messa in campo, D'Alema non sarebbe andato a Perugia.

Se D'Alema camminava li' era perche' siamo una realta' che non smobilita e con cui chiunque deve fare i conti. Perche' non essere soddisfatti di questo?

Caro Mao Valpiana, dentro di me stanno discutendo - mi accorgo - due persone con tesi diverse. E le lascio discutere. Rifletto con indecisione, non sapendo per chi propendere. Se non sono intervenuto prima era perche' le mie due anime stavano confrontandosi animatamente.

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