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    IL SACRIFICIO DEGLI INNOCENTI SULL'ALTARE DELLA FEDELTA'

    Isacco, Abramo e… D'Alema

    20 maggio 1999 - Alessandro Marescotti

    Nell'Antico Testamento si narra che Dio chiese ad Abramo di salire sulla montagna e di sacrificare suo figlio Isacco come prova di fedeltà. "Se Dio vuole che io gli dia il mio unico figlio obbediro'", penso' Abramo, ma subito dopo egli udì la voce di Dio che, dopo averlo messo alla prova, gli diceva di non uccidere Isacco: "Ora so che temi Dio". La cosa fini' li', con un Abramo molto turbato e con quell'inquietante prova di fedelta' a lui richiesta.

    In un'epoca in cui il Dio del Castigo sembra essere stato sostituito dalla Nato e Abramo da Massimo D'Alema, come interpretare il voto parlamentare italiano del 19 maggio per lo stop della guerra? Appare essere, continuando nella metafora, quella voce suprema che dice di non uccidere Isacco. E Isacco ai miei occhi e' - in tutta la sua innocenza - il prof.Djordje Vidanovic, i cui messaggi di aiuto (nati a Nis sotto le bombe della Nato) sono circolati in tutto il parlamento italiano (1).

    Ma la metafora fin qui abbozzata mi si "inceppa" per diverse ragioni. Perche'?

    In primo luogo lo stop ai massacri di innocenti non lo chiede la Nato: questa nuova divinita' vuole sia la prova di fedelta' di Abramo sia il sacrificio di Isacco. Lo "stop" non proviene dunque da Dio Bill ne' dallo Spirito Santo di Solana.

    In secondo luogo lo stop non nasce neppure da un turbamento della coscienza di D'Alema. Abramo aveva il volto turbato e saliva con Isacco sul monte frastornato, confuso, con la morte nel cuore. D'Alema invece e' salito sul monte della guerra con la faccia sicura, le telecamere addosso e rilasciava interviste per dire con voce (apparentemente) convinta che il sacrificio di Isacco era "doloroso ma inevitabile".

    Accidenti: la metafora e' in effetti un po' difettosa. Ma proseguiamo.

    Ad un certo punto Abramo, pardon D'Alema, riceve un… FERMATI! E mentre lo riceve lo fa proprio e dice: BASTA, DEVO FERMARMI! E' una finezza che Abramo, il quale non era un politico navigato, non aveva. Cosi' D'Alema fa bella figura e Abramo no.

    Da a bene vedere dove viene la voce che gli impone di non uccidere Isacco?

    Non viene dalla Somma Divinita', non viene dalla coscienza del Servo Fedele… da dove dunque proviene?

    Ed ecco la novita' e, se vogliamo, l'eresia: lo stop proviene dalla Montagna che non vuole assistere al sacrificio dell'innocente. La montagna non vuol farsi mettere i piedi addosso dal Servo Fedele. La Montagna non vuole farsi bagnare dal sangue innocente di Isacco. La Montagna non vuole assistere in silenzio ad un crimine. E si ribella. Alla Montagna tutti avevano detto: tu sei grande ma non conti nulla, non puoi fare nulla, statti ferma, buona e calma. E invece no: la Montagna ha franato, sotto i piedi del Servo Fedele, sotto gli occhi accigliati della Somma Divinita'.

    La Montagna siamo tutti noi, cittadini della pace, che franeremo sempre di piu' per salvare la vita di Isacco e di tutti i bersagli innocenti di questa guerra.

    Note:

    [[Box4]](1) Scrivo tutto questo dopo aver ricevuto oggi la lettera dell'on.Angelici (PPI, Commissione Difesa), in risposta a PeaceLink, datata 13 maggio

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