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Virus Melissa

E' vecchio di un mese ma lo resuscitano in tempo di guerra: perche'?

30 marzo 1999 - Alessandro Marescotti

"Non accettate posta elettronica dalla sconosciuti". Da oggi TG1 e altri TG nazionali hanno seminato panico fra gli utenti Internet consigliando di "cancellare i messaggi di posta elettronica provenienti da persone che non si conosce" per evitare di farsi cancellare la memoria del computer dal virus "Melissa". Il TG1 ha detto che e' una precauzione simile a "non accettare caramelle dagli sconosciuti". L'enfasi posta sul virus "Melissa" e gli annunci sparati ripetutamente in video sono pura disinformazione: Melissa non ha il potere di cancellare il disco rigido e non si trasmette tramite messaggi di posta elettronica. Melissa si trasmette tramite file Word con marcoistruzioni e "contagia" solo gli utenti che si inviano questo tipo di file; ma per beccarsi Melissa occorre aprire il file ignorando le istruzioni precauzionali che segnalano all'utente la presenza delle macroistruzioni.

Altri file di testo allegati (esempio gli .rtf) sono assolutamente inattaccabili da Melissa.
Ma la prova che tale disinformazione non sia casuale deriva dal fatto che Melissa era un virus noto da piu' di un mese. Si ha buona ragione di ipotizzare pertanto che questa notizia sia finalizzata ad arginare la mobilitazione intensa che su Internet, tramite la posta elettronica, sta rapidamente coordinando il movimento per la pace. Come ai tempi del movimento della Pantera il fax favoriva l'estendersi della mobilitazione, oggi la posta elettronica, molto piu' efficiente ed economica del fax, sta diffondendo l'ondata di mobilitazione contro la guerra.

Questa notizia "sparata" con enfasi dal video arriva esattamente il giorno dopo l'invio in tutta Italia, da parte di PeaceLink, di volantini elettronici da stampare e diffondere per annunciare la grande manifestazione per la pace a Roma (sabato 3 aprile ore 15).

Il falso allarme di Melissa crea problemi a PeaceLink per la diffusione dell'appello dei Premi Nobel per la pace da firmare e portare nelle scuole: era un'anteprima nazionale che stavamo preparando da tempo. Ora e' molto probabile che verranno date istruzioni nelle scuole per non aprire quei messaggi e diversi utenti Internet in buona fede seguiranno l'invito del TG1 di cancellarli. Tutto cio' genera amarezza perche' il virus della disinformazione non e' meno pericoloso di Melissa.

La creazione di una rete capillare antiguerra, di una spina dorsale di indirizzi di posta elettronica per favorire l'incontro citta' per citta' di delle persone di pace e buona volonta', sta dando frutti eccellenti: e' forse temuta questa "ondata per la pace" che mette via e-mail in contatto sempre piu' navigatori in rete?.

Questa guerra - a differenza dei tempi del Golfo - non trova piu' le forze della pace bloccate con mezzi di comunicazione lenti e limitati (nel 1991 i volantini della manifestazioni arrivavano a volte fuori tempo massimo). Si sta sperimentando la ragione per cui PeaceLink in origine e' nata otto anni fa subito dopo la guerra del Golfo: una mobilitazione corale, rapida, informata. PeaceLink e' stata per anni tenuta sotto controllo. Adesso che e' esplosa la controinformazione pacifista in rete, la strategia di controllo cambia: non aprite la posta elettronica, cancellatela.

Perche' non hanno dato la "notizia" di Melissa un mese fa quando questo virus e' nato?
Perche' lo "rendono noto" solo ora che siamo in guerra?
Lo "scoop televisivo" su questo virus e' NATO a comando o e' a comando NATO?

La risposta sembra darla il generale Carlo Jean quando afferma:
"L'informazione e' potenza".
Il generale, in una relazione al Centro Alti Studi Difesa di Roma, ha spiegato: "Ormai ci si deve orientare a combattere due guerre parallele: una sul campo di battaglia, l'altra sui media. I media creano rilevanti condizionamenti all'uso della forza. In particolare, determinano la tendenza di privilegiare opzioni a basso rischio, a basso costo (perdite) e di breve durata. Il consenso dell'opinione pubblica e' piu' condizionato dalla forma che riveste il messaggio che dal contenuto dell'informazione. Il consenso non e' comunque lineare. Non obbedisce a meccanismi di tipo "stimolo-risposta". Si rafforza quando le informazioni coinvolgono i valori dominanti del pubblico che le riceve. La "giusta causa" dell'intervento e' diventata una necessita' comunicativa. Anche obiettivi derivati dalla "realpolitik" devono rivestirsi dell'"idealpolitik".
(Il Manifesto 26/3/99)

Il generale parla di una battaglia denominata "softwar" esercitata dai media: "Essa si svolge sul campo comunicativo, parallela alla Cyberwar e alla Netwar che si combattono sui campi di battaglia". Chi usa Internet per la pace conduce la sua battaglia informativa che confligge con i piani militari: il movimento su Internet sta diventando un arcipelago di piccoli media che, uniti assieme, rischiano di diffondere troppa controinformazione a basso costo. Vedo gia' le facce rilassate e soddisfatte dei generali quando constateranno che gli utenti Internet non apriranno la posta elettronica diffusa dai pacifisti.

PeaceLink aveva acquisito una notevole capacita' di diffusione dei messaggi di posta elettronica grazie alla diffusione degli SOS medici e umanitari; in pochi giorni era in grado di saturare la rete ottenendo una notevole grado di penetrazione nelle sue pieghe piu', dalle parrocchie agli ospedali, dall'Italia al Kenya. Ora con l'allarme del virus Melissa e la relativa disinformazione sara' piu' difficile penetrare in nuovi strati di utenti e diffondere gli appelli di pace in rete. Ma avvieremo una informazione per gli utenti per difendersi da Melissa, ed e' cosa facile. Molto piu' difficile e' difendersi dal virus del fanatismo bellico e dell'informazione di guerra.

Oggi Pio Castagna, attivista a Taranto di Pax Christi, si rifiuta di farsi visitare dal medico militare compiendo un'obiezione di coscienza e rendendo noto che la sua infermita' per causa di lavoro la vuole sottoporre, da civile, a una commissione medica di civili e non di militari.
Oggi nella mia scuola 8 studenti su 10 erano contro questa escalation bellica e gli insegnanti davano volentieri un contributo per il movimento per la pace.
Un'obiezione di coscienza per i militari in ferma triennale che dovessero essere usati per azioni di terra e' in fase di preparazione.

Tutto questo circola e circolera' sulla rete.

Cresce la consapevolezza che il monopolio dell'informazione rapida e globale non e' piu' in mano solo a "loro". Ecco perche' il virus Melissa diventa oggi la notizia bomba. "L'informazione e' potenza", lei ha ragione, generale Jean.

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