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Pena di morte: il muro si e' incrinato

Il Papa ottiene negli Usa la grazia per un condannato a morte e rilancia una grande sfida di civilta'. Ma perche' opporsi alla pena di morte? Ecco le ragioni di una scelta
1 febbraio 1999 - Alessandro Marescotti

Si e' inceppata la macchina della morte. Giovanni Paolo II, dopo aver lanciato negli Stati Uniti l'ennesimo appello contro la pena capitale, ha ottenuto che per Darrel Mease quella pena fosse tramutata in ergastolo. "Noi non ci facciamo condizionare da nessuno", era la regola non scritta ma ostentata con sicurezza in tante occasioni. Ma il muro americano si e' incrinato quando il Papa in Missouri, uscendo dalla chiesa, e' passato davanti alla panca del governatore Carnahan, gli si e' avvicinato e ha detto: "Abbia pieta' di Darrell Mease, signor governatore".

Una pena che aumenta gli omicidi

Ma quali sono le ragioni di chi sostiene il no alla pena di morte?

Una di queste sta nella sua innefficacia. Presentata come "deterrente" contro la violenza, la pena capitale si e' paradossalmente rivelata in alcune occasioni un'amplificatore della violenza omicida. I ricercatori statunitensi William J.Browers e Glenn L.Pierce sono giunti - mediante una ricerca statistica effettuata sulla citta' di New York - a documentare che, dopo ogni esecuzione capitale, gli omicidi in media sono aumentati invece di diminuire. Mediamente infatti si verificano due omicidi in piu' nel mese immediatamente successivo ad una esecuzione capitale. Questo a causa dell'effetto "brutalizzante" prodotto dalle esecuzioni: lo Stato da' l'esempio e i cittadini imitano. Di effetti boomerang come questo gli Stati Uniti ne hanno collezionato almeno un altro: la diffusione delle armi da fuoco, lungi dal rendere piu' sicuri i cittadini, ha aumentato le sparatorie e con esse le vittime innocenti.

L'inefficacia della pena di morte, sostiene Ezzat A.Fattah, professore di criminologia all'universita' Simon Fraser in Canada, e' evidente in quanto chi si arma sapendo di affrontare uno scontro a fuoco "fronteggia ogni genere di rischio mortale senza essere intimorito dalla prospettiva della morte immediata. Com'e' pensabile che egli possa essere scoraggiato dal remoto e limitato rischio di essere condannato alla pena capitale?"

Una pena illegale

Un'altra ragione che mobilita il mondo civile contro la pena di morte sta nella sua disumanita' che fa tutt'uno con la sua illegalita' di fondo. "Nessun individuo potra' essere sottoposto a tortura o a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti", recita l'articolo 5 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo. Secondo Amnesty International la pena di morte viola questo principio. Nel "Rapporto sulla pena di morte nel mondo", Amnesty International chiede infatti: "Se appendere una donna per le braccia fino a che ella provi un dolore lancinante e' condannato come tortura, come si puo' allora definire la sua impiccagione? Se applicare 100 volts di elettricita' alle parti piu' sensibili del corpo di un uomo provoca disgusto e sdegno, quale deve essere la reazione piu' giusta quando vengono applicati 2.000 volts sul suo corpo fino ad ucciderlo?"

E infatti il quotidiano Kansas City Star, molto letto nel Missouri, ha scritto in occasione della visita del Papa: "Se le autorita' dello Stato sono convinte, come dicono, che la pena di morte sia una punizione giusta e umana invitino Giovanni Paolo II ad assistere. Altrimenti sorge il dubbio che le autorita' abbiano sulla pena di morte gli stessi dubbi che abbiamo noi".

Alessandro Marescotti

NO ALLA PENA CAPITALE

Pensieri illustri


"Comunque si possa giudicare la pena di morte dal punto di vista puramente teorico, sta di fatto che all'atto pratico, come esecuzione, essa ha qualcosa di cosi' innegabilmente ripugnante, di cosi' disonorevolmente barbarico che, a mio giudizio, basta ad annullare qualsiasi argomento di carattere astrattamente politico e culturale, che si volesse usare in suo favore."
Thomas Mann, scrittore tedesco

"Leggendo la storia, non sui testi di scuola o su quelli usati dagli studenti svogliati, ma consultando le fonti originali di ogni epoca, si resta veramente disgustati, non per i crimini commessi dai cattivi, ma per le punizioni inflitte dai buoni. Una comunita' e' molto piu' violenta per l'impiego ruotinario delle punizioni che per i crimini sporadici che vi avvengono."
Oscar Wilde, scrittore inglese

"Uccidere chi ha ucciso e' un castigo senza confronti maggiore del delitto stesso. L'assassinio legale e' incomparabilmente piu' orrendo dell'assassinio brigantesco."
Fedor Dostoevskij, scrittore russo

"Parmi un assurdo, che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volonta', che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ne ordinino uno pubblico."
Cesare Beccaria, illuminista italiano

"Bisogna mettere termine agli orrori dei quali noi siamo testimoni. La mia morte servira' alla grande causa dell'umanita'. Io muoio come muoiono tutti i miei compagni: fieramente, serenamente, protestando sino all'ultimo momento contro l'ingiustizia."
Lettera di Nicola Sacco, condannato innocente alla sedia elettrica negli Stati Uniti

"Io sono innocente! Io posso tenere alta la fronte! La mia coscienza e' netta! Muoio come ho vissuto, lottando per la liberta' e la giustizia. Oh, che io possa dire a tutti la verita'. Oh! che io possa dire a tutti gli uomini che non e' per questo delitto mostruoso che io sono condannato! Io so che non ho sofferto invano. Ecco perche' porto la mia croce senza cadere."
Lettera di Bartolomeo Vanzetti, condannato innocente alla sedia elettrica negli Stati Uniti

"Il criminale funge da capro espiatorio di cui la societa' ha bisogno per risolvere quell'ampio conflitto emotivo che deriva dalle proprie malefatte"
Dennis Chapman, biologo inglese

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