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ADOZIONI A DISTANZA SU INTERNET

Un Natale di speranza per Callo

Incontro con padre Kizito, missionario che rischia la vita per aiutare i bambini e gli ultimi della terra. Storia di Callo, bambino sudanese che presto sarà libero
22 dicembre 1998 - Alessandro Marescotti

Padre Kizito Padre Kizito è un missionario comboniano che vive a Nairobi, in Kenya. L'ho conosciuto prima tramite Internet e poi di persona. Mi ha raccontato alcuni giorni fa questa storia a cui voglio dedicare l'articolo per il Natale per questa rubrica. E' la storia di Callo, un bambino del Sudan. In quella terra padre Kizito non può andare. Il regime fondamentalista islamico del Sudan glielo vieta. Non vuole impacci fra i piedi: quel regime deve portare a termine il lavoro sporco della eliminazione fisica del popolo dei Nuba per impossessarsi delle sue terre, ricche di petrolio (secondo fonti americane lì ci sarebbe più vasto giacimento petrolifero del mondo).

Come adottare su Internet i bambini di strada
Padre Kizito ha creato da anni un gruppo di volontari che gestisce due comunità di accoglienza a Nairobi (Koinonia e Kivuli) e che sono sostenute economicamente in Italia da un'associazione di volontariato internazionale, Amani (che significa pace nelle lingue africane), presieduta da padre Kizito. Tramite Internet si può sapere tutto ciò che serve sull'accoglienza e l'adozione a distanza di questi bambini; l'indirizzo è:
http://www.peacelink.it/amani.html

A padre Kizito e ai "suoi" bambini è stato dedicato anche il libro "Apri una finestra sul mondo" (per riceverlo si può scrivere a PeaceLink, c.p.2009, 74100 Taranto, i proventi sono destinati ai bambini di strada di Nairobi).
Per aiutare i bambini di padre Kizito: ccp 37799202 intestato a: Associazione Amani, via Gonin 8, 20147 Milano
Ma ad aiutare il popolo dei Nuba padre Kizito ci va lo stesso, di nascosto, con voli a bassa quota che sfuggono ai radar militari e nei quali ogni volta si gioca la vita. Ci porta medicinali e cibo ad alto contenuto proteico. E il Vangelo: perché lì i cristiani vengono perseguitati. "Perché ci vai? Perché rischi la vita per loro?", chiedo. "Perché loro mi vogliono bene e io voglio bene a loro", mi risponde. Ma la sua non è una missione solo per i cristiani: padre Kizito è rispettato e amato dai Nuba di fede musulmana che il governo del Sudan vorrebbe schiacciare. "Non è un conflitto di religione - spiega padre Kizito - è una lotta per il rispetto dei diritti umani". Poi ci racconta la storia di questo bambino: "Ogni volta che mi vedeva scappava, si nascondeva dietro gli alberi. Un giorno me lo volevano portare vicino perché lo accarezzassi e lui si dimenava come un maialino che va al macello. Si contorceva e gridava. Ho chiesto perché facesse così. E ho saputo che i suoi genitori erano stati portati via da mercanti di schiavi."

Preghiera per un bambino africano
Dio sorrise, piegandosi su un piccolo ragazzo sudanese
che non andava a scuola nè conosceva la sua preghiera,
e disse:

"Sai, ho un bambino proprio come te. La sua pelle ha lo stesso colore della tua, vive in un rifugio come il tuo, spesso è affamato come te, ed è dimenticato proprio come lo sei tu...

Lo incoraggiai a venire e vivere nel tuo mondo, così che potesse avere molti amici e giocare il gioco del tempo, il gioco delle lacrime e del sorriso, dell'incertezza e del fallimento. Lo mandai nel mondo degli uomini ed egli trascorse tutta la sua vita insegnando loro la via dell'amore.

Alcuni provarono ad ucciderlo, ma non ci riuscirono: egli vive. Vive dentro di te in modo che tu possa crescere nella felicità e nella libertà, che tu possa vincere la solitudine e l'ingiustizia. Lo sai, in lui tu sei anche mio figlio adesso. Io mi specchio nei tuoi occhi, e così ti chiamo... Gesù."

Padre Kizito
Padre Kizito ci parla di quest'altra grande piaga: la schiavitù. Noi pensiamo che non esista più alle soglie del 2000 ma lì quel bambino la temeva e sospettava che il sorriso e le braccia tese di padre Kizito fossero il gesto ipocrita di una mercante di schiavi. "Questo bambino si è pian piano fidato di me. Ho conosciuto il suo nome: Callo. Essendo orfano alla fine mi seguiva sempre come un cagnolino. Ha imparato qualche parolina d'inglese. E l'ultima volta, prima che prendessi l'aereo per ritornare a Nairobi, mi ha sussurrato nell'orecchio in inglese: padre Kizito, portami a Nairobi che ho tanta voglia di imparare l'inglese con te".

Ora padre Kizito ha trovato due genitori a Nairobi che sono disposti ad accogliere quel bambino. Questo Natale potrebbe essere un Natale diverso per tutti i bambini che hanno fame di cibo, fame d'affetto, fame di conoscenza, voglia di rinascere alla vita.

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