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    La storia di Miriam, Aki e Angelo

    “Italia, il paese delle mille possibilità”

    16 marzo 2005 - Chiara Esposito

    L’autrice di questo articolo si chiama Chiara ed io sono orgoglioso di essere suo fratello.
    Chiara è venuta a trovare me e la mia/sua famiglia durante il periodo natalizio insieme al marito Peppe ed alla sua splendida bimba che si chiama Anna Chiara.
    Ho invitato tutti loro ad una festa organizzata in occasione dell’Epifania per tutti i bambini, figli di immigrati, dell’ asilo messo in piedi tra mille sacrifici dai Missionari Comboniani di Castel Volturno e dai soci laici dell’Associazione “Black and White”.
    Chiara è rimasta così impressionata dalle storie spesso drammatiche degli immigrati del litorale Domitio e dei loro bimbi da scrivermi questa lettera una volta tornata a Reggio Emilia la città in cui da qualche anno si è trasferita.
    La riporto integralmente.
    Francesco

    “Italia, il paese delle mille possibilità”
    E’ così che viene visto il nostro paese agli occhi dei milioni di extra comunitari che ormai da anni vi approdano in cerca di un futuro migliore.
    Alcuni realizzano le loro speranze riuscendo a trovare un lavoro in regola, abitazioni decorose, un’educazione scolastica per i loro figli e buone opportunità per il domani.
    Ma quanti invece restano delusi e intrappolati in una vita di sfruttamento e di degrado? Tantissimi, troppi!
    Vorrei soffermarmi sull’Africa, terra di fame e povertà.
    Molti Africani sfuggono dal loro paese e giungono nel Sud Italia, pensando di essere ormai salvi ma, ahinoi, non sanno di essere sbarcati in una terra a suo modo altrettanto arida e difficile, dove non si muore certo di fame ma di degrado, dove la vita spesso è dura anche per chi ci è nato, dove regna l’ignoranza, la disoccupazione e di conseguenza lo sfruttamento, dove la gente è “assai” e non c’è posto per nessuno!
    Immaginate quindi lo sgomento di queste persone che dopo aver lasciato il loro paese, facendo sacrifici enormi, racimolando i risparmi di una vita si imbattono in una vera e propria fregatura.
    Molti cadono e non si rialzano più, non ne hanno più la forza!
    Ma voglio raccontarvi di chi ce l’ha fatta, augurandomi che la loro storia possa essere di aiuto e di conforto a qualcuno.
    Mi riferisco ad una splendida famiglia che ha scelto di trasferirsi nel Nord Italia.
    Questa è la storia di Miriam di 34 anni, suo marito Aki di 37 e il loro figlioletto Angelo che ne ha appena compiuto 5.
    Loro sono originari della Nuova Guinea, hanno vissuto 8 anni a Napoli ma quando è nato Angelo hanno realizzato che nonostante il clima mite e la proverbiale allegria dei napoletani questa città non dava loro le giuste opportunità per il futuro e così hanno fatto di nuovo i bagagli e sono partiti per il Nord Italia, arrivando in Emilia Romagna, tra le regioni più produttive d’Italia insieme alla Lombardia e al Veneto.
    Qui, non senza difficoltà iniziali come l’impatto con il clima rigido, si sono pian piano inseriti e hanno finalmente trovato quello che cercavano, quello che ogni famiglia merita.
    Hanno lavori in regola, una casa calda ed accogliente, due automobili per spostarsi comodamente ed Angelo frequenta la scuola ed il corso di calcio.
    Sono finalmente felici e non più frustrati, sono realizzati ed ogni tanto prendono l’aereo e tornano in Africa a trovare i nonni.
    Il messaggio di speranza di Miriam è dunque che una volta lasciata la propria patria un posto vale l’altro e quindi diventa fondamentale non perdere di vista l’obiettivo che è quello del lavoro e del miglioramento del proprio livello sociale e non bisogna quindi lasciarsi incantare dal clima e dagli splendidi paesaggi del Sud Italia che purtroppo da soli non contribuiscono alla crescita dell’individuo.
    Piuttosto percorrendo qualche centinaia di chilometri c’è la possibilità reale di migliorare la qualità della vita per gli adulti e soprattutto per i bimbi che rappresentano il nostro futuro.
    Coraggio fratelli, l’importante è crederci e non mollare mai!

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