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    Il Rogo del Centro di permanenza temporanea di Amsterdam

    6 novembre 2005 - P.Giorgio Poletti
    Fonte: Missionari Comboniani Castel Volturno - 06 novembre 2005

    Una breve notizia in televisione e ancora una volta la tragedia di Amsterdam passa quasi inosservata tra l’indifferenza mediatica. La nostra televisione dedica tempo a futilità e a sciocchezze che fanno e creano audience. Sono programmi politicamente neutri che però addormentano la nostra capacità politica critica.. Invece brucia il Centro di Permanenza Temporanea, chiamato anche Centro di detenzione, muoiono 11 immigrati in attesa di deportazione, ci sono vari feriti e siamo subito tentati di cambiare canale. Le poche notizie fanno balenare il dubbio che ci siano inadempienze e poca efficienza dei soccorsi. Il bilancio è tragico.
    Ormai l’Europa è disseminata di queste carceri. Quell’Europa che pochi anni fa doveva diventare la “Casa Europea” è diventata oggi il carcere europeo. L’Europa che doveva essere il luogo di esperienza della libertà e democrazia e diventata per gli immigrati luogo d’esilio e di sfruttamento. La maggior parte di loro non può neanche tornare indietro. La deportazione è per loro tragica e vergognosa.
    Ci difendiamo da quella che consideriamo un’invasione. Ancora una volta vogliamo controllarla secondo i nostri criteri “economici”. Alcuni giorni fa ho ascoltato uno dei responsabili della Migrantes nazionale che prospettava un futuro negativo e problematico per gli italiani e come solo la presenza massiccia di immigrati possa aprire prospettive positive realizzabili. Vivo in un mondo, Castel Volturno dove la presenza degli immigrati sostiene l’economia della zona: agricoltura, collaboratrici domestiche, bariste, operai ed operaie. A questo mondo di volti e storie umane non viene riconosciuto il diritto di vivere decentemente. Gli sbarramenti legali per ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno sono tali che nel migliore dei casi diventa una via dolorosa... Quanti immigrati passano la loro vita ad espletare pratiche volute da una mentalità disumana.
    E la via crucis che ho fatto in questi anni alle porte di alcuni dei CPT (Centri di Permanenza Temporanea) dispersi in Italia: Lamezia Terme, Crotone, Caltanissetta (Pian del Lago), Agrigento...
    Mi chiedo se può sempre dominare la politica nell’edificazione di questi carceri? Questo è possibile perchè spesso siamo indifferenti al dolore altrui, perchè la televisione ha il potere di isolare il dolore e la sofferenza e invece di avvicinarla la allontana e la politica ci adegua al pensiero dominante. D’altronde basta schiacciare il telecomando e passare a qualcosa di “più interessante” come l’isola dei famosi o altri...
    Eppure questi immigrati stanno costruendo il nostro futuro! A molti italiani il futuro proprio non interessa: bisogna avere figli e figlie e amarli per pensare al futuro... Si è rotta la continuità delle generazioni: ogni generazione pensa per se... In questo mondo spesso dominato dall’ipocrisia pubblica ci sono anche voci, c’è anche tanta speranza, e io vedo tanti segni. Oggi una bambina di 6 anni mi ha consegnato il suo salvadanaio con dentro le monetine risparmiate. Sul salvadanaio c’era la dicitura: “Per i bambini di Padre Giorgio”. Sono i bambini figli di immigrati che vivono in difficoltà. Robert e Margherita, i loro maestri, li stanno preparando per il Natale. Non c’è proselitismo religioso, ma si tratta di rivivere una storia, quella del Presepio, che tocca tutti anche se in maniera diversa. Fabiana ha 4 anni e mezzo è nigeriana, scura come il carbone, bellissima ,sarà la Madonna e Ivan, ucraino, biondissimo, sarà San Giuseppe e gli altri bambini di tre anni saranno i pastorelli...
    I bambini non sono razzisti, purtroppo lo diventano. Tutti noi abbiamo dentro un po’ di razzismo, anch’io che ho cercato di dedicare la mia vita ai poveri e agli africani. La nostra cultura è razzista perchè divide il mondo tra ricchi e poveri. E i poveri hanno sempre un colore diverso dal nostro. I bambini dell'asilo
    Da tempo giovani, volontari, gruppi e pochi politici e un partito, gridano contro la vergogna dei Centri di permanenza Temporanea. La tragedia di Amsterdam: Il Centro di Permanenza o Centro di detenzione come la TV l’ha chiamato, bruciato. I morti bruciati sono un avviso di quello che potrebbe succedere anche in Italia? Quanti morti e quanti centri devono bruciare perchè l’opinione pubblica “imbalsamata” dai programmi televisivi di intrattenimento prenda coscienza e recuperi la propria dimensione umana dicendo in maniera forte no a queste carceri che una mentalità repressiva e disumana ha creati.
    A poco sono serviti i sit-in di questi anni, le manifestazioni, gli incontri con le autorità competenti a Roma. Sui Centri di Permanenza Temporanea c’è sempre stato il rifiuto, sempre maggior chiusura e la sospensione dei Diritti Civili.
    I CPT sono materia politicamente delicata. In ballo c’è il voto degli italiani , allora si abbassa sempre più la nostra soglia di umanità. La propaganda contro gli immigrati crea malessere, paura e sconcerto e ancora una volta l’Italia, paese ricco prostituisce (basta pensare ai clienti italiani delle ragazze africane prostituite) e schiavizza i paesi poveri...(basta pensare al lavoro sommerso).
    Quanti roghi di CPT e di quanti morti bruciati abbiamo bisogno per riprenderci la nostra umanità?

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