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    AZIONE ECCLESIALE NON VIOLENTA

    5 settembre 2003 - Padre Giorgio

    Daniele Comboni


    Il 5 Ottobre è per noi Comboniani una data importante: la canonizzazione del nostro fondatore Daniele Comboni, un uomo che ha dato tutta la sua vita per l’Africa e gli Africani del suo tempo. Daniele Comboni non può essere trasformato in un’immaginetta, in un “santino” che non turba gli animi, non deve turbare il sistema. C’è il pericolo che anche noi Comboniani in fondo facciamo parte del sistema. L’opinione pubblica ci dirà che siamo bravi e per la verità i miei confratelli sono veramente bravi e il più delle volte eroici…

    La domanda è: che cosa ce ne facciamo del Comboni: metteremo il suo ritratto su qualche altare, gli dedicheremo qualche cappella, raccoglieremo un po’ più di denaro o è per tutti noi un pungolo ad attualizzare il suo carisma, la sua vita nel nostro tempo?

    La missione assume nuovi volti. Il processo di globalizzazione ha annullato spazi e tempi: i popoli si muovono e soprattutto il denaro si muove. Dove viene gestito il denaro a livello internazionale si programma anche la vita. Oggi sono moltitudini in movimento da tutti i paesi impoveriti: c’è un “continente” in movimento, i nuovi poveri che si aggiungono ai poveri di sempre lasciati morire di fame, di AIDS e di guerra.

    I “nuovi schiavi” in movimento ci interpellano come cristiani e missionari a prendere posizione per loro come fece Daniele Comboni. E’ un errore pensare che l’integrazione tra immigrati e italiani sia in aumento. Non è vero. Esistono invece mondi paralleli e sommersi, in particolare il mondo africano. Questi immigrati si rivolgono, a volte, ai servizi che associazioni o lo Stato offrono. Emergono dall’anonimato nella speranza di ottenere un servizio, un aiuto ma ritornano subito nel loro mondo. Gli africani non sono voluti perché neri, hanno il difetto di essere neri e troppo visibili. La nostra società li rifiuta perché a paura di perdere la purezza della razza.

    Perché non diciamo a noi stessi che siamo razzisti e che il nero non ci piace, oppure “piace solo sulla strada a prostituirsi”. Oggi non si tratta solo di “salvare le anime” ma di salvare soprattutto i corpi. Comboni si preoccupò di salvare i corpi, insieme alle anime…

    Per questo che al pomeriggio del 5 ottobre, dopo la liturgia di canonizzazione di Daniele Comboni in Piazza S.Pietro ci ritroveremo a recitare il Rosario davanti a Montecitorio per protestare contro la legge Bossi-Fini. Non è solo una azione Comboniana ma è aperta a tutti coloro che si ritrovano contro la legge e contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

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