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    AZIONE ECCLESIALE NONVIOLENTA

    Azione Ecclesiale Nonviolenta davanti a Montecitorio il 5 ottobre nel nome del nuovo Santo Daniele Comboni

    7 ottobre 2003 - Padre Giorgio Poletti
    Fonte: missionari comboniani

    g. scarpati, padre giorgio durante la manifestazione davanti a Montecitorio


    .Domenica 5 ottobre con il sit-in davanti a Montecitorio si è conclusa la seconda fase dell’Azione Ecclesiale Nonviolenta iniziata in giugno con l’incatenamento dei Comboniani davanti alla Prefettura di Caserta.

    Il Papa ha riconosciuto il nuovo santo Daniele Comboni protettore dell’Africa e degli africani.

    E’ stato significativo che nello stesso giorno gli Istituti Missionari Comboniani abbiano organizzato un momento di preghiera davanti a Montecitorio a difesa degli immigrati in Italia e in particolare degli Africani.
    Maria Pia Garavaglia (vicesindaco di Roma) e gli immigrati, davanti a Montecitorio


    Il Comboni apostolo dell’Africa è oggi vivo e attraverso i comboniani “fa causa comune” con i nuovi schiavi del nostro tempo, questi non più deportati come in passato oggi vengono attirati dalla nostra propaganda mediatica che colonizza i paesi emergenti e li attrae nel nostro “paradiso”.

    Domenica 5 ottobre davanti a Montecitorio la moltitudine di africani, insieme a un gruppo di immigrati polacchi, la maggior parte senza permesso di soggiorno, ha solo chiesto che vengano riconosciuti i loro diritti fondamentali: alla vita, al lavoro, alla casa, alla sopravvivenza.

    E’ il minimo. Il permesso di soggiorno è il sogno della loro vita, perchè permette loro di passare dall’inferno al paradiso e di essere riconosciuti come essere umani.
    E’ grave che lo Stato favorisca la criminalità non favorendo la regolarizzazione di questi immigrati, di questo mondo sommerso che non ha altra scelta se non di vivere obbligatoriamente al margine, facile preda della criminalità.

    All’Azione Ecclesiale Nonviolenta davanti a Montecitorio, con la presenza di comboniani e comboniane, di una moltitudine di africani, Agnese Ginocchio, cantautrice di Alife (Ce) ha aperto l’incontro con una canzone da lei composta sull’Azione Ecclesiale Nonviolenta iniziata in giugno a Caserta, poi si sono susseguiti i vari interventi: Padre Franco Nascimbene della Commissione Giustizia e Pace dei Comboniani ha spiegato il senso del sit-in, poi intervallati da canti in inglese hanno parlato Maria Pia Garavaglia, vice sindaco di Roma che ha portato l’adesione e i saluti del sindaco Veltroni,
    Maria Pia Garavaglia (vicesindaco di Roma), Padre Giorgio e gli immigrati, davanti a Montecitorio


    Le suore comboniane Marina e Carmela della commissione Giustizia e Pace hanno letto alcune frasi di Daniele Comboni e abbiamo pregato. Poi ha parlato l’attore Giulio Scarpati, un amico dei Comboniani, che in passato ha interpretato in un film Padre Ezechiele Ramin, missionario Comboniano ucciso in Brasile. Tutti ricordiamo Giulio Scarpati per la sua interpretazione in “Medico in famiglia”
    .Alex Zanotelli ha ricordato i diritti degli immigrati e come il governo debba ascoltare… Ci sono stati due brevi interventi in lingua polacca, perché tra i presenti vi erano polacchi di Castel Volturno..

    Agnese Ginocchio ha letto la lettera di adesione di Alessandro Marescotti di Peacelink.

    Hanno parlato alcuni africani tra cui Suor Elena, comboniana africana, che ci ha fatto riflettere sullo sfruttamento delle donne.

    Tra canti e balli Agnese Ginocchio ha concluso la manifestazione, durata circa un’ora e mezza.

    Da una inchiesta fatta è stato unanime il riconoscimento di questo momento di Azione Ecclesiale non violenta per l’aspetto sereno e pacifico.
    Ancora una volta la stima per gli africani, per la loro dignità, per il comportamento tenuto è aumentata dentro di me.
    G. Scarpati, padre Franco Dell'Oro, davanti a Montecitorio


    L’Azione Ecclesiale Non violenta, a favore degli immigrati continua con la futura manifestazione di Novembre 15, vigilia della festa delle Migrazioni, quando rilasceremo i permessi di soggiorno in nome di Dio davanti alle prefetture di Italia. E’ questa una presa di posizione netta e decisa che vuole fare riflettere tutti coloro che si dicono cristiani e cattolici e di altre religioni affinché prendano posizione a favore degli immigrati.

    Un ringraziamento a tutte le associazioni, amici e volontari che ci hanno aiutato e in particolare a Peacelink, a Alessandro Marescotti e Enrico Marcandalli e altri di cui non conosco il nome che ci hanno sostenuti “mediaticamente” e ci incoraggiano nella nostra azione.

    Padre Giorgio Poletti
    (Comboniano)
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