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    Chiudere i Centri di Permanenza Temporanea

    CPTA: Centri di Permanenza Temporanea e Accoglienza

    Visita a due Centri di Permanenza Temporanea: un viaggio nelle condizioni disumane degli immigrati in attesa di identificazione e rimpatrio.
    27 gennaio 2004 - P. Giorgio Poletti
    Fonte: Missionari Comboniani Castel Volturno

    CPTA: Centri di Permanenza Temporanea e Accoglienza

    Controllare,reprimere, punire è la politica di questo governo e la filosofia della Legge Bossi Fini che ispira l’azione governativa nei confronti dell’immigrazione. Un’azione di criminalizzazione degli immigrati e la formazione di un’opinione pubblica contraria all’accoglienza rende sempre più difficile affrontare le difficoltà serenamente. Tutte le paure si concentrano sulla figura dell’immigrato e in particolare sull’uomo di “colore”.
    Ho visitato i centri di permanenza temporanea di Lamezia Terme e Crotone. Ho ascoltato testimonianze e visto con i miei occhi. Nei centri di permanenza temporanea e accoglienza vengono “imprigionati” immigrati dalle situazioni più diverse in un calderone dove tutte le situazioni e patologie vengono mescolate: ci sono gli immigrati che hanno scontato pene in carcere e che vengono poi portati in questi C.P.T in attesa di identificazione per essere poi rimpatriati. Questi non hanno avuto il processo di identificazione in carcere: lo Stato non sa chi sono quindi non può rimpatriarli. Ci sono gli immigrati che sono privi di documenti ma che non hanno compiuto crimini e non vogliono essere rimpatriati… Ci sono gli immigrati che pur avendo i documenti e avendo avuto un ordine d’espulsione entro 5 giorni vengono presi dalle Forze dell’Ordine e trasferiti in questi centri per poi essere accompagnati alla frontiera.

    Triple file di sbarre, gabbie come per polli, altissime, inferriate alle finestre, spazi ristretti, un cortiletto con doppie gabbie di ferro, altissime, 7 e più metri, e a Lamezia Terme non bastano ancora. L’Ispezione Governativa che veniva dopo di noi aveva intenzione di alzare ancora di più quella gabbia e aggiungere sbarre orizzontali: questo governo ha una paura folle… Il dramma è che fa diventare criminali anche coloro che non lo sono. La mancanza del permesso di soggiorno finisce per classificare uno come criminale e farlo entrare in una spirale di violenza psicologica e coercizione fisica esercitata dalle autorità su questi nuovi schiavi del nostro tempo. Schiavi utili all’economia italiana nei vari settori, sia al Sud come al Nord, in cerca di un futuro migliore al Nord del mondo. Gente che scappa dai loro paesi per molte ragioni e principalmente per politiche e guerre locali dove la responsabilità maggiore è dell’Occidente colonialista mediatico, multinazionale e politico. La criminalità organizzata internazionale dai budget favolosi si permette di comprare gli Stati e non solo nel Sud del Mondo ma anche nel nostro mondo. Non si capisce più dove inizia la legalità e finisce l’illegalità e sorge il dubbio che molte persone che dovrebbero essere i paladini dei diritti e della giustizia siano invece coinvolti. Sia nel mondo economico, politico come in quello religioso. Più ci si avvicina a questo mondo, a questo connubio tra economia, politica e religione e più c’è da spaventarsi… E’ il trionfo della bugia, dello spergiuro, non importa la verità, non importa la malversazione, essere fondamentalmente ladri, basta dire e non fare, dare da intendere. E’ il tipo di cultura camorrista che entra dappertutto...

    Ci sono Diocesi che partecipano direttamente e indirettamente nel grande business dei CPT. La Prefettura, teoricamente dopo un bando, da la gestione di questi nuovi carceri a associazioni o altri enti che diventano di fatto dei carcerieri. Da dispensatori della Carità a carcerieri e allora rimane il dubbio che solo il denaro sia il criterio che determina tutto.
    Nel CPT di Lamezia Terme c’è il direttore che ora gestisce il CPT che da giovane volontario aperto si è trasformato in un carceriere e la sua associazione ora gestisce il centro utilizzando gli ex tossico dipendenti. Costui cerca di convincerci della bontà della sua azione. Rimane sempre il dubbio che ancora una volta il business dell’immigrazione renda. Certo in questo centro c’è ancora una parvenza di umanità, rispetto a quello di Crotone.
    Il CPT di Crotone dai muri di cemento altissimi, supercarcere che probabilmente neanche i peggiori mafiosi e assassini hanno subito. E vedi poliziotti da tutte le parti, manganelli di gomma e pistola spianata dietro le spalle… e non basta ancora, bisogna sempre più aumentare le barriere e gli ostacoli. Anche in questo la solita associazione di volontari che diventano carcerieri, dove a giudizio del direttore dell’associazione c’è un coinvolgimento dell’autorità ecclesiale. … Ma ormai nella nostra vita e di cose ne abbiamo visto tante, non ci meraviglia più niente. L’Istituzione, anche quella Ecclesiastica vive della bontà e della fiducia della buona gente… e spesso persegue fini legati al denaro e al potere. Mentre usciamo da Crotone ci arriva la notizia sul CPT di Bologna e come siano stati utilizzati gli alimenti per sedare gli immigrati “imprigionati” nel centro.
    Chiudiamo questi centri e apriamo progetti reali per affrontare i problemi.

    Padre Giorgio
    MissionarioComboniano
    Tel.338-8562963

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