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    I CPT sono una scelta politica. L'immigrazione è impopolare. Una propaganda governativa contro l'immigrazione crea negli italiani la paura degli immigrati.

    CPT: Il Voto politico

    I CPT programmati per la gestione del territorio riflettono la preocupazione governativa di rispondere alle paure della popolazione italiana nei confronti dell'immigrazione. La campagna mediatica sostenuta da alcune forze politche nel passato crea nei cittadini italiani la psicosi verso l'immigrato.
    13 febbraio 2004 - P. Giorgio Poletti
    Fonte: Missionari Comboniani Castel Volturno

    CPT : il voto politico

    Emergono sempre più i limiti dei Centri di Permanenza Temporanea, un progetto governativo per la gestione del territorio. Anche al Ministero ci sentiamo ribattere dal responsabile di questi centri che chi li ha voluti è la sinistra nel ’98.

    E’ questa la giustificazione che l’attuale forza governativa richiama continuamente. Nel ’98 erano altri tempi. Ora questi CPT sono il fallimento dell’attuale gestione. La responsabile ministeriale è dura, irremovibile, si sente tradita, ha concesso ad alcuni di visitare questi centri e questi visitatori hanno dato alla stampa i risultati della loro indagine, mettendo in evidenza le miserie che hanno incontrato. Mi fermo a parlare con il responsabile ministeriale dei CPT. Insisto non bisogna chiudere le visite ai centri anzi bisogna aprirle sempre più altrimenti si rivela la paura che trapelino le situazioni interne di questi “carceri”. Il pubblico deve sapere. E’ proprio dei regimi dittatoriali (io ne ho l’esperienza diretta) nascondere le notizie, controllare l’informazione, far si che i cittadini rimangano all’oscuro di quello che succede. I CPT sono un tentativo di rassicurare la popolazione italiana che ha paura dell’immigrazione, anche se questa paura viene continuamente montata da forze politiche che hanno una concezione della vita rigida e sorpassata e non credono in una società diversa da quella attuale e si asserragliano nella fortezza: è la chiusura mentale e anacronistica che spesso nasconde la difesa dei privilegi. E’ la difesa dei privilegi e dei beni di piccoli gruppi di persone che detengono le chiavi dell’economia e della politica, a scapito della maggioranza. D’altronde questi ultimi anni, la politica governativa è tutta tesa a favorire delle elite nei vari campi: a preparare i privilegiati che dovranno in futuro governare. Ci si chiede giustamente come sia possibile essere governati da persone che in un paese normale forse sarebbero rinchiusi come individui pericolosi.
    Uno dei primi passi è aprire le porte il più possibile ai visitatori, all’informazione, i cittadini hanno il diritto ad essere informati. Tutte le forze politiche e il mondo dell’Associazionismo possono elaborare progetti alternativi per la gestione del territorio. Gli immigrati non sono tutti criminali come oggi ci vogliono far credere. Oggi l’immigrazione è impopolare, molti italiani sono contro una politica dell’accoglienza e soprattutto contro una progettualità positiva orientata al futuro e allora le forze politiche calcolano i voti possibili…
    Nei CPT si trova di tutto: excarcerati, tossicodipendenti, extossicodipendenti, gente senza documenti, psicotici, gente che non è in regola con i documenti, gente che ha avuto il foglio di via, tutti sono considerati criminali da neutralizzare, non esiste più il criterio di malato, di bisognoso di cure. Non si fa nessuna distinzione tra sano e malato e si fa discriminazione tra italiani e immigrati. Se non sbaglio proprio a Roma ho capito che predomina la gestione poliziesca dell’evento. Anche la sicurezza dei CPT dipende soprattutto dalla Polizia. Le commissioni di Pubblica Sicurezza alzano sempre più sbarramenti: muri altissimi, reti, inferriate, creando un mondo a parte senza possibilità di riscatto. Ed è gravissimo che sia proprio la Polizia a gestire l’immigrazione e di fatto i CPT. La gestione interna è affidata ad associazioni che rivelano i loro limiti nell’offerta di servizi che si rivelano non qualificati.

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