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    Un inizio di riflessione sul fenomeno della prostituzione Nigeriana. Un esodo di ragazze da Benin City per prostituirsi sulle strade Europee.

    Prostituzione Nigeriana

    Vengono da una città della Nigeria: Benin City. Sono le ragazze che si prostituiscono sulle strade d' Europa. Sono circa 50000 le ragazze Nigeriane nel giro della prostituzione. Sono trafficate dal racket internazionale.
    15 aprile 2004 - P. Giorgio Poletti
    Fonte: Missionari Comboniani Castel Volturno

    PROSTITUZIONE NIGERIANA

    Sono migliaia le ragazze nigeriane che incontriamo sulle nostre strade, di giorno e di notte, alla periferia delle città o sulle strade di comunicazione.
    Alcuni anni fa, in Nigeria, ho chiesto a un vescovo nigeriano: Monsignore che cosa fate voi vescovi per le vostre figlie che a migliaia si prostituiscono in Europa? Sono stimate circa 50.000 le ragazze prostituite sulle strade europee. La risposta fu :” Caro Padre la Nigeria ha circa 120.000 milioni di abitanti, cosa vuoi che siano 50.000 persone”.
    Un altro vescovo nigeriano mi disse: “ La prostituzione nigeriana riguarda soprattutto una città : Benin City, parla con il Vescovo di Benin City.”
    Sono due delle tante risposte che io e il mio collega abbiamo ricevuto nel nostro viaggio in Nigeria alla ricerca di una spiegazione al fenomeno delle prostituite nigeriane sulle nostre strade.
    La prostituzione qualcuno dice che esiste fin dagli inizi della vita umana e può essere vero, ma soprattutto di questi tempi è inserita nel traffico di esseri umani a scopo sessuale. Non è certo una novità, da secoli esiste la schiavitù sessuale, ma oggi il fenomeno è a livello globale nei racket internazionali.
    La prostituzione esiste perché c’è una grande richiesta, sono milioni gli italiani di tutte le età, a volte anche adolescenti, che richiedono prestazioni sessuali alle ragazze sulla strada. Sono rapporti furtivi, il più delle volte sbrigativi. L’arcipelago del “cliente” è molto variegato e rivela soprattutto il fallimento nelle relazioni umane e soprattutto la difficoltà di vivere un’autentica relazione in famiglia, oppure semplice soddisfazione della pulsione sessuale. Sposati e non sposati si rivolgono a queste ragazze e spesso vengono coinvolti in rapporti dove a loro volta vengono sfruttati dalle ragazze. Spesso ricevo la telefonata del cliente attratto dalla ragazza che continuamente gli fa richieste di denaro, anche milioni e milioni, e i “gonzi” abboccano e danno, danno denaro… Le ragazze sono state addestrate ad abbindolare i clienti, hanno insegnato loro prima di partire come usare il loro corpo e tutte le “malie” possibili per abbindolare gli uomini europei. E gli italiani ci cadono continuamente...
    Negli anni africani vissuti in Mozambico, non ho mai avuto occasione di affrontare questo problema, anche perché la cultura mozambicana non favoriva la prostituzione.
    La prostituzione prosperava attorno alle grandi città soprattutto dove c’erano gli europei, i “bianchi” “azungu” che compravano il sesso con il denaro.

    Da anni a Castel Volturno insieme al mio collega abbiamo dovuto affrontare il problema della prostituzione, perché nella nostra zona è fiorente.
    Il mondo africano nigeriano incontrato a Castel Volturno è molto lontano dal mondo mozambicano che ho vissuto io, anche se ora le notizie che arrivano dal Mozambico rivelano che anche lì è iniziato lo sfacelo culturale portato dal liberalismo economico, dal consumismo…
    E’ un dubbio che ogni tanto mi viene: se l’Africa e gli africani rimanessero orfani dell’Occidente forse sarebbe meglio per loro? Schiavismo prima, poi colonialismo politico e ora colonialismo economico e corruzione stanno facendo degli africani (almeno di alcune nazioni) e del loro mondo un autentico letamaio: corruzione, scorie, prostituzione…

    Non conosco il mondo della prostituzione dell’Est, non ho voluto entrare, mi bastano i problemi delle ragazze prostituite nigeriane.
    L’Africa è molto grande e molti sono gli stati africani, differenti tra di loro per cultura, religione, lingua. Anche la potenza colonizzatrice europea ha condizionato notevolmente la crescita di queste nazioni. E’ diversa la colonizzazione portoghese dell’Angola, Mozambico, Guinea Bissau, Cabo Verde, da quella inglese dell’Uganda, del Sudan, della Nigeria.
    La stessa evangelizzazione ha creato notevoli diversità: essere evangelizzati dai missionari cattolici inglesi è molto diverso dall’evangelizzazione dei missionari cattolici portoghesi… Tra gli italiani c’è la convinzione che i “neri” siano tutti uguali.
    Noi parliamo di prostituzione nigeriana, ma è sbagliato perché la maggior parte delle ragazze viene dalla città nigeriana di Benin City e in una certa maniera aveva ragione quel vescovo quando diceva di rivolgersi al vescovo di Benin City per affrontare il problema (cosa che abbiamo fatto).
    Quale distruzione culturale ha subito Benin City, dove sembra che l’unico valore sia il denaro (in Italia non siamo molto lontani) dove c’è una fame di denaro spaventosa trasversale a tutte le istituzioni. La sproporzione tra uomini e donne, il basso livello culturale della donna, l’impossibilità di un futuro, la stessa famiglia allargata africana che può diventare una terribile trappola per queste ragazze, sono tutte cause che favoriscono l’esodo in massa delle ragazze da Benin City. Lo stesso mondo religioso-simbolico che esercita profondi ricatti sulla psiche di queste ragazze obbligandole ad osservare giuramenti (Vodu) e i racket ci sguazzano con questo giocando sulla credulità religiosa ed esercitando il ricatto giocando sulla paura, è uno dei motivi che impedisce l’uscita dalla prostituzione.
    Sono molti gli aspetti del fenomeno “prostituzione”.
    Penso alle nostre ragazze in “riabilitazione” e mi rendo conto sempre più della distruzione culturale alla quale sono state sottoposte. A quanta rabbia c’è dentro di loro, spesso vendute da un padre (se così si può chiamare) che sa che vengono in Italia a fare le prostitute e anche loro lo sanno, c’è anche in loro una responsabilità, una scelta anche se condizionata. Non è vero che sono completamente schiave. Il dramma è che il più delle volte acquistano una mentalità da “zoccola” e diventa molto difficile cambiarla, perché è un progetto esistenziale per cui sono partite: fare denaro in fretta, in qualunque modo.
    Il dramma è rinnovarsi dentro, cambiare maniera di guardare al mondo, agli altri, agli uomini (non tutti sono clienti) E’ questa un’impresa che ha del miracoloso.
    Pensiamo ad una ragazza che è stata sulla strada per tre anni, con decine di incontri giornalieri e che tipo di incontri, dove ha incontrato uomini di tutti i tipi, che cosa avrà dentro? Quale rabbia e frantumazione! Riescono a vivere in questo mondo il più delle volte utilizzando il meccanismo della dissociazione.
    E’ necessario un cambio culturale profondo a Benin City, una città che molto vive delle rimesse di denaro dall’estero, denaro del commercio della droga e della prostituzione. Il dio denaro domina…
    Un grande ruolo potrebbe avere la Chiesa di Benin City se si impegnasse a coniugare la presenza nelle chiese e la partecipazione ai sacramenti con l’impegno reale per la giustizia sociale e una società di valori, ma Dio rimane nelle chiese e spesso nelle sagrestie…
    Queste ragazze sono vittime di un modello culturale legato al denaro facile, d’altronde è il modello mediatico che noi esportiamo: l’Italia dei massmedia è il paese di Bengodi, basta rispondere a qualche domandina e ti danno migliaia e migliaia di euro.
    L’esempio italiano non è dei migliori: un paese alla deriva ( scrivendo questo mi chiedo se non sono pessimista, ma poi leggendo il giornale e guardandomi attorno e lontano all’estero non credo proprio), che squallore e che miseria le forze politiche che ci governano. Mi pongo una domanda: saranno ancora così fessi gli italiani da lasciarsi abbindolare dalla campagna politica in corso: “l’inglese e l’internet al primo anno di scuola”. Uno dei tanti manifesti fatti per abbindolare i gonzi.
    Certo se avete molti soldi allora continuate così, ma quelli che faticano a vivere…si spera che rinsaviscano!

    Padre Giorgio

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