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    associazioni e gruppi di varie città d'Italia si mobilitano contro i CTPA

    Manifestazione (sit-in) del 18 Giugno contro i CPTA (Centri di Permanenza Temporanea)

    il 18 giugno si terrà la manifestazione nazionale organizzata da gruppi e associazioni affinchè il Governo chiuda i Centri di Permanenza Temporanea.
    25 maggio 2004 - padre giorgio poletti

    BOSSI-FINI - Due giornate migranti
    Oggi e domani in 20 città per i permessi e contro i cpt
    CINZIA GUBBINI
    Il manifesto - 18 giugno 2004
    http://www.ilmanifesto.it
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    ROMA
    I padri comboniani, che finalmente si portano dietro «tutta la banda» - cioè diversi ordini di missionari, associazioni cattoliche e laiche - si inventeranno modi «creativi» per parlare dei centri di permanenza temporanea in Italia. Contemporaneamente in venti città, oggi e domani, sono in programma manifestazioni e sit-in. Obiettivo: riportare all'attenzione un paio di problemi che assillano in Italia più di due milioni di abitanti, cioè i cittadini stranieri. I punti al centro della protesta saranno due: il permesso di soggiorno e i cpt. Per i centri la parola dei missionari comboniani - che hanno promosso l'appuntamento - è scevra da ogni artefatto: «Vanno chiusi punto e basta. Sono una vergogna - dice padre Giorgio da Castelvolturno - lo dico come missionario, ma soprattutto come uomo. Ho visitato il centro di Lamezia Terme e ho visto delle cose inaccettabile: in quei posti si crea una psicosi collettiva, le persone si fanno del male, spinti dalla condizione in cui vivono». All'appello dei padri comboniani hanno risposto associazioni ecclesiali e laiche, tra cui Pax Christi, i Beati costruttori di pace, il Cimi - la conferenza degli istituti missionari - la Comunità San Benedetto di Genova e la Comunità Le Piagge di Firenze. Oggi è per lo più la giornata dedicata alle proteste anti-cpt, mentre domani si svolgeranno, prevalentemente, manifestazioni che puntano il dito contro gli effetti più nefasti della legge Bossi-Fini per quanto riguarda la permanenza in Italia degli immigrati. Le cose, infatti, stanno precipitando: l'ottica securitaria che ispira la Bossi-Fini ha scatenato il putiferio. Il tempo per i rinnovi dei permessi è aumentato in modo intollerabile. In alcune città occorre aspettare anche più di un anno, nel frattempo il famoso «cedolino» impedisce di vivere una vita normale: le aziende non assumono senza il documento «vero», a volte è impossibile iscrivere i figli a scuola, oppure viene revocata la residenza. E poi, sta arrivando l'estate, e sono migliaia le persone che non potranno partire per le vacanze. Le diverse associazioni, i centri sociali, i comitati antirazzisti, oltre al Tavolo migranti, che hanno indetto le mobilitazioni chiedono che il permesso di soggiorno sia sganciato dal lavoro anche in virtù della estrema flessibilizzazione delle forme contrattuali introdotta dalla legge Biagi. A questo si aggiungono richieste anche più dettagliate. A Verona chiedono il permesso di ricerca lavoro della durata di un anno, il rilascio di ricevute con valore legale per la patente, la tessera sanitaria, la ricerca della casa, l'eventuale mutuo. A Torino. oltre al focus sul cpt, si rammenta la precaria situazione della popolazione rom. Altre mobilitazioni si svolgeranno a Vicenza, Parma, Firenze, Napoli, Palermo, Rovigo, Treviso. In tutto, una ventina di città. In piazza oggi scende anche Lucca. L'appuntamento è alle 18 in piazza San Michele per protestare contro un'espulsione esemplare del clima corrente: quella di Salah Chufka, rappresentante della comunità marocchina. Il ricorso si discuterà in tribunale il 29 giugno. Alla manifestazione ha aderito anche la provincia.


    Manifestazione (sit-in) del 18 Giugno contro i CPTA (Centri di Permanenza Temporanea)

    La manifestazione contro i CPTA prevista per il 4 Giugno a causa della venuta del Presidente Bush è stata spostata a Venerdì 18 giugno.
    L’obbiettivo di questa manifestazione è la richiesta fatta al governo per la chiusura dei CPTA attualmente in funzione e naturalmente la non apertura di nuovi CPTA in altre regioni e province.
    Questa manifestazione contro i CPTA è sostenuta da numerosi gruppi e associazioni sparse in tutta Italia. La manifestazione ha carattere nazionale infatti si realizzerà in molte città d’Italia davanti a Prefetture, Questure o altri luoghi significativi. Qualche gruppo ha pensato di realizzare il sit-in davanti ai CPTA in funzione.
    I CPTA sono centri costruiti e organizzati principalmente per la deportazione degli immigrati. Previsti dalla Legge Turco-Napolitano, i primi CPTA sono nati nel ’98 e hanno avuto in questi anni un’evoluzione; si sono trasformati in autentiche prigioni, in un’ottica che vede nell’immigrazione un fenomeno non solo da padre Giorgio e padre franco davanti al CTPA di Lamezia Terme controllare ma soprattutto da reprimere. La legge Bossi-Fini ha esasperato la politica repressiva.
    In questi centri sono raccolti immigrati da identificare, gente uscita dalle prigioni e che deve essere ancora identificata, tossico dipendenti, ex-tossico dipendenti, psicotici, schizofrenici e anche semplici immigrati senza permesso di soggiorno, ed ovviamente donne arrestate con l’accusa di prostituzione.
    Costoro vengono raccolti in spazi angusti e senza le condizioni di assistenza alle molte patologie presenti. Sono numerosi i casi di autolesionismo.
    Mesi fa il dossier dei Medici Senza Frontiere ha rotto il muro del silenzio su questo sistema di repressione governativa, rivelando la carenza di assistenza adeguata e come questi immigrati vivano in condizioni disumane.
    Report, un programma televisivo, in una delle sue ultime puntate, ha portato all’attenzione pubblica il “ mistero” di questi centri sovvenzionati con il denaro pubblico, rivelando come dietro la costruzione di questi centri e la loro utilizzazione si celi un enorme giro economico a beneficio di gruppi e associazioni private. Il caso del centro di Lecce mostra come anche realtà ecclesiastiche siano coinvolte nella gestione (e cattiva gestione) di questi centri.
    Il Ministero degli Interni aveva offerto alla CARITAS nazionale la gestione di questi centri, ma ha ottenuto un rifiuto.
    All’interno delle Forze dell’Ordine molti poliziotti sono contrari all’istituzione di queste “nuove carceri” e non si ritrovano nel ruolo di “secondini”.
    Il mondo ecclesiale è poco informato e manca di sensibilità verso questo mondo di deportati che vive vicino a noi.
    Ci scandalizziamo e ci “stracciamo le vesti” giustamente quando scopriamo le torture perpetrate in Iraq, ma non abbiamo occhi e orecchie per quello che succede vicino a noi.
    Un gruppo di Deputati e Senatori sta preparando un “Libro Bianco” in seguito a numerose visite effettuate all’interno dei CPTA e a un monitoraggio preciso. Questo gruppo di deputati e senatori presenterà mozioni all’interno del Parlamento contro i CPTA.
    La posizione del governo è estremamente rigida: ha chiuso la possibilità di visite all’interno di questi centri, limitandole solo ai deputati nazionali. E’ assurdo questo clima di segreto e di voler nascondere al pubblico quello che succede all’interno di questi centri. E’ questa una logica non democratica e indegna di un Paese che si proclama democratico e rispettoso dei diritti umani.
    La manifestazione del 18 Giugno sarà pacifica e si realizzerà con la fantasia di ogni gruppo che si sta mobilitando per creare attorno adesione e collaborazione.

    Padre Giorgio Poletti
    Missionari Comboniani
    Castelvolturno 25/05/04
    338-8562963

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