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    Castel Volturno: il paese che non esiste

    Manifesto del buon governo

    Castel Volturno ed i suoi cittadini hanno bisogno di ritrovare la loro identità
    17 gennaio 2005 - P.Giorgio Poletti
    Fonte: Missionari Comboniani Castel Volturno - 17 novembre 2005

    Nel Palazzo Comunale di una Città della Toscana, su un’immensa parete due dipinti raffigurano gli effetti del governo della città. In uno fame, povertà, epidemie e guerra seminano morte e distruzione. Nell’altro dipinto si vedono prosperità, pace, ricchezza…effetti del Buon Governo.
    Alcuni economisti americani anni fa hanno detto che solo la guerra produce ricchezza. Certo è una ricchezza legata agli immensi arsenali di armi da rinnovare, ma è la ricchezza di alcuni a scapito dei molti. Possiamo dire che la barbarie arricchisce alcuni e fa morire tutti gli altri… Vedi la guerra oggi in Iraq.
    E non c’è dubbio che questa guerra come tante altre ha sullo sfondo il possesso delle risorse della zona. Da sempre un 15% della popolazione mondiale si mangia l’85% dei beni. Gli abitanti dei mondi impoveriti non interessano molto all’Occidente ricco, che fa del Sud-Est del mondo il suo campo di battaglia, cercando poi di tenere la guerra fuori dalla propria casa.

    Non lasciatevi illudere dai cartelli stradali che indicano Castel Volturno, di fatto questo paese non esiste. Esiste solo come cesso di Villa Literno, Casal di Principe, Giugliano ecc… che qui vengono a fare i loro bisogni. Siamo di fatto un quartiere ghetto di quei paesi. Qui quasi tutto è inquinato dalla camorra: droga e prostituzione, inquinamento e corruzione degli appalti.

    Castel Volturno ha bisogno di ritrovare la sua identità ai vari livelli: una politica che unifichi i vari centri nel rispetto delle loro differenze culturali in progetti che non siano solo di facciata.
    E’ necessario qualificare i servizi, basta pensare che ancora manca l’acqua in interi quartieri (vedi Mazzafarro), oppure le fognature, il comune non ha una politica economica che favorisca i collegamenti alla rete fognaria, ma spende 130.000.000 in una serata estiva con i Pooh, poi fra l’altro piove… E’ anche vero che l’estate e le feste patronali sono un grande business dove molti ci mangiano… Guai a toccare il santo….
    Il Litorale ha bisogno di pace, dobbiamo unire le forze, dobbiamo sederci veramente tutti attorno ad un tavolo e cercare soluzioni. L’Amministrazione futura deve avere una mentalità non razzista ma capace di mettere insieme le varie forze nell’elaborazione dei vari progetti.

    L’Amministrazione futura deve lavorare per trasformare gli abitanti di questo territorio in cittadini.
    Il territorio è attualmente terra di conquista, per la maggior parte non si tratta di abitanti-cittadini, ma di fruitori del territorio cercando di sfruttarlo economicamente il più possibile. Una immagine di Castel Volturno

    L’Amministrazione futura deve porsi il problema culturale come una delle priorità favorendo la scuola così come tutte quelle possibilità culturali che possano creare mentalità di legalità di interesse per il bene pubblico, di interesse per i cittadini.

    In un territorio distrutto dall’abusivismo edilizio e dalle cave di sabbia diventate depositi di scorie tossiche è necessaria un’educazione all’ambiente, all’ecologia.

    L’Amministrazione deve essere formata da cittadini che siano interessati al bene pubblico e non ai loro interessi privati o di partito. L’amministrazione deve essere trasparente. I cittadini devono essere informati e non trattati da semplici oggetti, ma da soggetti responsabili.

    L’Amministrazione deve mantenere le distanze dai potenti del territorio, non favorendo quelle famiglie che da lunga data non hanno nessun interesse per il territorio, lo hanno distrutto in passato e da quello che stanno facendo ora con la connivenza di tanti continueranno a distruggerlo..

    E’ necessario prendere la distanza dalla camorra che come un cancro avvelena tutto e tutti…in un territorio dove l’onestà e la legalità diventano cose eccezionali.

    Educare la popolazione alla legalità e all’onestà dei rapporti. Si vive sul territorio nell’ipocrisia dei rapporti, dove i “potenti” delle istituzioni fanno quello che vogliono. Ognuno vive nel suo piccolo mondo, preoccupato dei suoi piccoli o grandi interessi privati senza preoccuparsi di quello che succede intorno.

    Da tempo ci siamo accorti che la maggior parte degli abitanti di questo territorio non vuole la legalità, ma un luogo dove poter muoversi a piacimento per realizzare i propri affari ed è drammatico che questa maggioranza voti l’illegalità.

    C’è un fenomeno enorme di disoccupazione. I giovani sono abbandonati e indotti a perdersi acquistando una mentalità camorrista, la logica del più forte, del prepotente. Mancano progetti lavorativi. Però si spendono milioni con lo spettacolo dei POOH. Facendo scelte inutili e dannose per altri progetti.
    (Ieri andando a Capua, nella strettoia di S.Maria alla Fossa abbiamo dovuto fare fila nei due sensi, solo perché uno si era fermato e tranquillamente impediva il passaggio a tutti. A questo tale non gli interessava che tutti soffrissero…) I giovani vedono i grandi, anche in alto e non possono che imitarne i gesti. Viviamo nel tempo delle “passioni tristi”.

    E’ necessario contrastare l’educazione di massa alla paura, al terrorismo, allo spazio vitale come unica possibilità di sopravivenza, che crea nelle persone e nei giovani la mentalità del sentirsi assediati, di doversi difendere ad oltranza contro un nemico che diventa il vicino di casa…. O l’altro che non ha il mio colore….

    Siamo convinti che tutti questi sono frammenti di un grande scacchiere da integrare in una visione globale. Ci sembra che alcuni punti fondamentali siano: l’educazione culturale, che non è compito solo della scuola, ma di tutti coloro che hanno a cuore questo territorio. Solo nel cambiamento culturale di questa popolazione è possibile un futuro per Castel Volturno. Persone veramente oneste e corrette riusciranno a raggruppare forze positive in un vero spirito di collaborazione. L’esperienza mi ha insegnato che non sempre le persone che rivestono cariche importanti sono persone degne e oneste, ma ci sono arrivate con “padrini” e connivenze opportunistiche. Crediamo che su questo territorio ci siano persone oneste e a loro ci rivolgiamo.
    Scrivendo un manifesto come questo io stesso mi dico: sei proprio idealista, ma di fronte all’appiattimento, all’ipocrisia e al denaro manteniamo vivo il diritto ad una vita corretta ed onesta.

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