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La micro generazione dell’energia non è un sogno di inizio primavera. In Germania piccoli centri hanno scelto questo modo per alimentare le loro case e generare l’energia. Questo modo di produrre l’energia favorirebbe il rendimento energetico in barba al secondo principio della termodinamica con rese altissime e inquinamento bassissimo o nullo.
19 maggio 2009 - Saverio Russo

Casa fotovoltaica

Finalmente anche noi in Italia, dopo un quarto di secolo, abbiamo capito che dal sole si può ricavare energia e in maniera consistente. Oggi rimane da capire come rendere questa energia generata dal sole compatibile e sostitutiva dell’energia prodotta dalle centrali elettriche di tipo tradizionale. Ma c’è un problema in più: la presenza dell’anidride carbonica che crea l’effetto serra e ci dice che il pianeta ha la febbre.
Facciamo un’ipotesi e diciamo che l’effetto serra sia un problema reale.
Oggi con questi impianti solari fotovoltaici, con le pale eoliche e con gli impianti che bruciano la biomassa ecc., si combatte l’effetto serra?
La risposta è no! Non si combatte l’effetto serra in questo modo. L’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico immesso nella rete elettrica così come è oggi non serve a niente.
Osservando le condizioni del conto energia, serve solo a dire che abbiamo fatto un buon investimento con un ottimo piano di ritorno economico.
Ci vuole ben altro per rendere compatibile la nostra rete elettrica (un colabrodo da un punto di vista energetico) con l’energia elettrica proveniente dal sole. La Puglia, è vero, è la regione che produce più energia rinnovabile ma è anche la regione che produce più energia dai combustibili fossili (gas, carbone, olio combustibile pesante) più di 7000 MW di punta.
Da parte dell’amministrazione regionale esiste il PEAR che dovrebbe pianificare la produzione di energia da qualsiasi fonte ma in concreto alla fine manca una strategia per pianificare e rendere compatibile e più efficiente la produzione dell’energia in Puglia (alla fine il PEAR pone le emissioni di anidride carbonica al 9% e di fatto si produce energia da qualsiasi fonte).
Ma attenzione! Per un kilowatt di energia prodotta in centrale bisogna bruciare per tre volte l’equivalente di combustibile carbone o petrolio o gas. Ciò non dipende dal fatto che
non sappiamo bruciare il combustibile. Questo succede per un principio della fisica chiamato “secondo principio della termodinamica” che interviene in tutti i processi di trasformazione
dell’energia.
Da questo punto di vista non ho timore di smentite. Le nostre centrali, per produrre i 7000 e passa megawatt, devono bruciare combustibile per 21000 megawatt, qualcosa di enorme che nessuna energia dal sole può produrre. E poi c’è la riserva di potenza del 10 % che qualsiasi centrale che funziona in modo tradizionale deve comunque avere per non rischiare il blackout, come è successo nel Settembre del 2003. La resa delle nostre centrali è mediamente del 33%; il rimanente 67% viene disperso in atmosfera sotto forma di inquinamento termico, entropia che va ad aumentare il disordine del nostro sistema ambientale.
Riflettiamo: per produrre un kilowatt buttiamo via due kilowatt, se il kilowatt prodotto viene consumato in centrale. Altrimenti il kilowatt si perde ancora se viene trasportato a distanza.
Niente di nuovo, queste leggi della fisica le conosciamo da più di duecentocinquanta anni.
Come mai vengono ignorate? Possiamo fare qualcosa? Si possiamo!
Si dovrebbe rendere il sistema di produzione dell’energia ricavata dal sole compatibile con una nuova distribuzione dell’energia e puntare alla micro generazione con impianti distribuiti là dove l’energia servirebbe per eliminare le grosse centrali e fare in modo che l’energia prodotta in modo alternativo sia sostitutiva del vecchio sistema aumentando la resa di conversione fino al 95% e oltre rispetto al 33% del sistema tradizionale odierno.
Occorre sottolineare che l’implementazione degli impianti solari fotovoltaici ma anche degli eolici non viene fatta con questo spirito. Si sta assistendo a una specie di Eldorado dell’energia in Puglia, terra di conquista di tutte le lobby che vogliono fare bussines nel settore energetico.
Di sicuro, tranne la generazione dell’energia dall’atomo (il nucleare), da noi si sta installando di tutto. Sembra una corsa alla installazione di centrali di qualsiasi tipo con i nostri amministratori che si vantano dell’energia che si produce dal vento e dal sole come se la Puglia fosse la regione più verde del bel paese. Sovente è energia prodotta da privati da cui il cittadino non trae nessun vantaggio.
Nulla si dice dello sforamento delle quote di anidride carbonica mai rispettate o di tutti gli inquinanti acidi e delle micro e nano particelle prodotte con conseguente ricaduta sulla salute delle persone.
La produzione di energia dal sole doveva spingere noi pugliesi a gestire meglio questa risorsa e ad essere sicuramente più presenti nelle scelte dei nostri amministratori sempre pronti a stendere “chissà perché” tappeti rossi ai vari industriali calati in regione nella nostra bella terra a investire nei parchi eolici e fotovoltaici promettendo uno sviluppo economico, il loro, difficile per gli abitanti della regione da vedere (si sviluppa poco lavoro per la manodopera locale).
Cosa diventerà questa regione in questo modo?
Le grosse centrali elettriche che funzionano a combustibile fossile continuano e continueranno a produrre energia in modo tradizionale e a inquinare e alla loro presenza si aggiungeranno, senza possibilità di scampo, campi fotovoltaici, campi eolici, centrali a biomassa o CDR (il CDR che non inquina e che non produce ceneri o polveri sottili, lo avremo solo noi in Puglia in barba al principio di conservazione della massa), centrali a olio di palma importato dall’oriente, rigassificatori, grande varietà per qualsiasi evenienza. Non c’è nessun problema a proporli ma cosa ci costano, parlando con ironia, una o più centrali nucleari e un deposito di scorie tanto per lasciare a chi viene dopo nei secoli e millenni un corposo non ti scordar di me che vivevo prima di te?
Non più campi di grano duro per la pasta Tamma, non più tendoni, non più ulivi della pace, tanto ormai non si vive più con quella roba troppo biologica e demodè ma tanta tecnologia importata che sfrutta il nostro sole e il nostro ambiente!
Quale poteva essere un possibile rovescio della medaglia per non farci trovare in questa situazione?
Quella dell’energia solare era l’opportunità per creare tanto lavoro e per far diventare la nostra regione un paradiso se fosse stata gestita dal basso e dalle persone che hanno amore per il territorio per i suoi abitanti.
Quella della micro generazione dell’energia non è un sogno di inizio primavera. In Europa e, in modo particolare in Germania piccoli centri hanno scelto questo modo per alimentare le loro case e generare l’energia. Gli abitanti sono loro stessi titolari e gestori di ditte energetiche che alimentano le loro abitazioni e i loro paesi. L’energia è un bene prezioso ma soprattutto strategico e qualsiasi civiltà oggi se vuole sopravvivere al futuro, non può fare a meno di produrre energia e acqua, senza più affidarsi alle mani dei privati o dei grossi monopolisti.
Questo modo di produrre l’energia favorirebbe il rendimento energetico in barba al secondo principio della termodinamica con rese altissime e inquinamento bassissimo o nullo.
La produzione di energia a impatto ambientale basso che produce ricchezza per i cittadini crea opportunità di lavoro e idee innovative per i giovani stimolati non ad abbandonare la terra di origine ma a rimanere e lavorare nel luogo di appartenenza.
L’“efficienza energetica”, che non è una parola ma una filosofia di vita è un modello che sprona a vivere sotto uno stesso cielo.
Se c’è voluto un quarto di secolo per capire che si può produrre energia dal sole quanti anni o decenni o millenni dovranno passare per rendere compatibile la produzione dell’energia del sole con il nostro sistema elettrico? (Servono dunque le competenze)?
Io non ho mai capito il perché del tanto disprezzo delle persone nei confronti del territorio, di tanta devastazione insensata, di tanta superficialità nell’affrontare o meglio nel non affrontare i problemi. Possediamo delle case che all’interno sembrano delle regge mentre non prestiamo la minima attenzione alla cura e alla tutela del territorio. Basta guardarsi intorno per trovare rifiuti e disordine ovunque.
La burocrazia è un’altra di quelle cose che sembra aumenti più dell’anidride carbonica dispersa nell’atmosfera.
Per gli impianti fotovoltaici casalinghi (quelli piccoli dovrebbero essere quelli da incentivare) sembra che gli amministratori si siano scatenati: si divertono a creare problemi con regolamenti creati ad hoc, solo dinieghi anche quando mancano le leggi. Insomma, una legislazione selvaggia e caotica.
Si generano tante leggi e a volte non si fa altro che generare confusione più che chiarire o fare regolamenti con semplici note di applicazioni sul campo.
Si è finiti per avere tanti soggetti che si preoccupavano di legiferare, dalle leggi dello Stato, alle Leggi delle Regioni, delle Province, dei Comuni e alla fine quelle del burocrate di turno.
Sono Leggi limitanti solo per i cittadini non per le grosse corporation che ormai sono cosi potenti che sarà difficile combatterle
Non siamo da esempio per chi dopo, in futuro, dovrà vivere sul pianeta.
Una strategia comune cha va dagli ambientalisti, alla sinistra, al centro e a destra dovrebbe avere una politica comune di rispetto nei confronti di queste tematiche, perché strategiche. Ne va della sopravvivenza del pianeta. Invece i “difensori della vita” in realtà non la difendono ma la distruggono.

Saverio Russo

www.uomoplanetario.org

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