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Reti wi-fi: conoscerne pervasività e rischi per un uso consapevole

Il ricercatore e designer norvegese Timo Arnall ha pubblicato un video molto interessante che mostra l’invisibile, cioè le reti wireless, il bluetooth e tutte le tecnologie senza fili per collegare in rete computer desktop, laptop, smarthphone e tablet. Nel video emerge, con la grafica dei cerchi bianchi, che rende visibile i campi wi-fi (Wireless Fidelity), la pervasività delle reti wirless nelle stazioni ferroviarie, negli aereoporti, nei condomini, nelle strade, insomma ovunque. Gli studi circa la sicurezza dei sistemi wireless, come anche il dibattito sulla presunta nocività o la presunta innocuità delle tecnologie senza fili, sono tutt’ora in corso e i pareri in merito sono discordanti. Analizziamoli entrambi.
7 agosto 2010 - Matteo Della Torre

Pervasività delle reti wi-fi

Il ricercatore e designer norvegese Timo Arnall ha pubblicato un video molto interessante

http://www.uomoplanetario.org/wordpress/2010/08/reti-wi-fi-conoscerne-pervasivita-e-rischi-per-un-uso-consapevole

che mostra l’invisibile, cioè le reti wireless, il bluetooth e tutte le tecnologie senza fili per collegare in rete computer desktop, laptop, smarthphone e tablet.
Nel video emerge, con la grafica dei cerchi bianchi, che rende visibile i campi wi-fi (Wireless Fidelity), la pervasività delle reti wirless nelle stazioni ferroviarie, negli aereoporti, nei condomini, nelle strade, insomma ovunque.
Il wi-fi (standard IEEE 801.11) è una tecnologia relativamente nuova, molto diffusa nel mondo, dal costo particolarmente basso e dai numerosi vantaggi in termini di riduzione del digital divide nelle zone difficilmente accessibili dalla banda larga, che però potrebbe nascondere, a lungo termine, rischi per la salute umana derivanti dall’utilizzo di particolari frequenze radio.
Gli studi circa la sicurezza dei sistemi wireless, come anche il dibattito sulla presunta nocività o la presunta innocuità delle tecnologie senza fili, sono tutt’ora in corso e i pareri in merito sono discordanti. Analizziamoli entrambi.
Nocività side: Autorevoli studi scientifici affermano che l’inquinamento elettromagnetico generato dal wi-fi ha un impatto negativo sulla salute dell’uomo perché utilizza le stesse radiazioni elettromagnetiche di alta frequenza (2450 MHz) dei forni a microonde utilizzati per cuocere i cibi, anche se di potenza notevolmente inferiore. Per completezza di informazione c’è da sottolineare che la pericolosità dei dispositivi wi-fi è di gran lunga inferiore a quella dei telefoni cellulari, perché utilizza alte frequenze diverse da quelle usate dalla telefonia mobile.
Vi proponiamo la visione di un’inchiesta della BBC mandata in onda in Italia dal programma Report su Rai Tre l’11 maggio 2008. In questa inchiesta emergono preoccupazioni per i possibili rischi da effetto termico o biologico legati all’uso del wi-fi.
In effetti, come mostra il video di Arnall, le reti wireless in questi ultimi anni stanno dilagando nelle scuole, nei luoghi pubblici, negli uffici e nelle case private.
Con la diffusione del wireless aumentano anche i timori sui possibili rischi per la salute. In diverse nazioni europee i cittadini cominciano a chiedere ai governi indagini accurate sui rischi dello smog elettronico delle reti wi-fi per la salute della popolazione.
In Inghilterra e in Francia, in alcune scuole e biblioteche il wi-fi è stato rimosso dopo che alcuni dipendenti, che lavoravano in prossimità delle antenne, hanno cominciato ad accusate problemi di salute come emicrania, vertigini, nausea.
Innocuità side: Uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) su tecnologia wi-fi e salute ha concluso che a motivo dei “bassissimi livelli di esposizione e dei risultati di ricerca raccolti fin qui, non ci sono prove scientifiche convincenti di effetti nocivi sulla salute da parte dei deboli segnali RF delle stazioni base e delle reti senza fili”. Inoltre si afferma che “il corpo assorbe fino a cinque volte più segnale dalla radio FM e dalla televisione che dalle stazioni base”.
Essendo la tecnologia wi-fi relativamente giovane è evidente che non esistano studi scientifici che possano affermate con certezza la nocività o l’innocuità del wireless sulla salute umana nel lungo periodo. E’ ovvio che in questo caso debba prevalere il principio di precauzione.
E mentre la comunità scientifica internazionale continua a monitorare la situazione, al fine di fornire prove consistenti dell’impatto sulla salute della tecnologia senza fili, il privato cittadino come dovrebbe comportarsi? Cosa può fare in concreto per non contribuire ad innalzare i livelli di inquinamento elettromagnetico nelle case?
Se in alcuni luoghi pubblici il wi-fi, limitato ad aree circoscritte e adeguatamente segnalate, può essere utile, nelle case private la sua effettiva necessità andrebbe riconsiderata.
Molta gente non fa prevalere la cautela e in casa tiene acceso wi-fi e blutouth senza bisogno, seduta al tavolo con il computer a pochi centimetri dal router wi-fi e in molti casi con il cavo ethernet collegato, oppure con il proprio smartphone pulsante in tasca con wi-fi, blutouth, UMTS, GPS sempre accesi. Esporsi ed esporre i propri vicini di casa allo smog wi-fi senza necessità non rappresenta certo un uso consapevole della tecnologia senza fili. Prudenza e cautela non sono manifestazioni deliranti di idiosincrasia neo-luddista per la tecnologia, computer e internet, ma sano esercizio del più comune buon senso.

Matteo Della Torre

Fonte: www.uomoplanetario.org

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