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    Mobilitazione contro la devastazione di Punta Palacìa

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Green Tour: quarta giornata

13 aprile 2015 - Antonio Caso

Il quarto giorno del Green Tour si apre nella storica Otranto, il comune più orientale d’Italia con il punto più ad est in Punta Palascìa da cui, a volte, sono visibili le coste albanesi distanti solo poche decine di chilometri che si affacciano proprio sull’omonimo canale.
Centro greco-messapico, romano, bizantino e aragonese, dal 2010 il centro storico è stato riconosciuto Patrimonio Culturale dell’UNESCO come Sito Messaggero di Pace.
Le sue coste si estendono per 25 km alternando tratte sabbiosi e scogliere a picco sul mare e dal 2006 parte del suo territorio rientra nel parco regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase dalle mille ricchezze floreali e faunistiche.
Le prime misurazioni, sono effettuate davanti al simbolo della città, il celebre Castello Aragonese, in piazza Alfonso d’Aragona.
Fatto costruire proprio da re Alfonso alla fine del XV secolo, diede nome al primo romanzo gotico della storia e sul portone è ancora visibile lo stemma di Carlo V.
Il vento soffia da sud-est a 24 km/h alle 11.15.
L’aria è per lo più accettabile con numerosi momenti di aria buona e alcuni di aria peggiore in corrispondenza del passaggio di autoveicoli (probabilmente anche al di sotto degli standard Euro2).
Foto di Luciano Manna


Dopo una visita alla famosa Cattedrale, ci spostiamo dunque presso il lungomare tra i litorali sabbiosi e le barche dei pescatori a nord e le fortificazioni ed il porto turistico sul versante opposto.
Si erge al centro il monumento ai Martiri di Otranto, edificato nel 1922.
Qui, hanno inizio le secondo misurazioni.
Il vento soffia da nord a 16 km/h alle ore 11.50.
L’aria, qui, è decisamente buona con quasi metà delle rilevazioni di aria a 0 IPA.
Qui le misurazioni di Otranto.
Foto di Luciano Manna
Lasciandosi alle spalle Otranto, il Green Tour prosegue nell’entroterra verso la caratteristica città di Melpignano, Lipignana in griko, in piena Grecìa Salentina.
Proprio questo è una delle peculiarità della cittadina, oltre a parlare dialetto salentino si parla infatti il “Griko”, un dialetto risalente alla dominazione magnogreca che, attualemente, in Grecia viene definito “Katoitaliótika” (italiano meridionale), data la sua presenza anche in Calabria e in provincia di Messina.
Malgrado la presenza di insediamenti nell’area già in età del bronzo sia testimoniata da menhir e dolmen, la nascita vera e propria potrebbe risalire ai Greci del Peloponneso o a Melpinius, centurione romano, dopo la conquista della Messapia di questi ultimi nel 267.
La mitologia, invece, fa risalire la fondazione di Melpignano alla musa Melpomene.
Il paese è estremamente affascinante e caratteristico. Fa parte del Club Borghi Autentici d’Italia ed è tra i comuni fondatori dell’Associazione Comuni Virtuosi per la gestione ecosostenibile del territorio.
Ospita, inoltre, il concerto finale della celeberrima Notte della Taranta.
Veniamo immediatamente attratti dallo splendido convento degli Agostiniani con annessa chiesa del Carmine.
Edificato il primo nel 1573, la seconda nel 1662 la chiesa è caratterizzata da una facciata tipica di un’elaborata architettura barocca.
Coppie di colonne sorreggono la trabeazione su cui si erge una statua della Madonna del Carmelo.
Qui viene svolta la prima misurazione.
Il vento soffia da sud-est a 11 km/h alle ore 13.20.
L’aria è principalmente buona con una discreta percentuale di aria 0 IPA.
Ci spostiamo quindi verso il centro storico della città presso il Parco della Pace.
Qui viene effettuata una seconda misurazione.
Il vento soffia anche qui da sud-est a 11 km/h alle 14.10.
L’aria è principalmente accettabile con una discreta percentuale di aria buona ed un di aria peggiore probabilmente a causa dei camini e del passaggio di autoveicoli.
Qui le misurazioni di Melpignano.
Foto di Luciano Manna
L’ultima tappa di lunedì del Green Tour è la splendida Gallipoli.
La città si distende sul mar Ionio divisa tra il borgo ed il centro storico.
Il territorio è caratterizzato dai resti di un insediamento risalente al neolitico in località Torre Sabea, ma la leggenda narra che Gallipoli sia stata fondata da Idomeneo di Creta, eroe fondatore anche di Lecce, il quale possedeva uno scudo con l’immagine di un gallo.
Esso è presente, infatti, nello stemma della città con la corona ed una scritta che recita “fideliter exucat”.
Secondo alcuni la città sarebbe nata, invece, dalla messapica Alezio, inizialmente stazione per i pescatori, teoria confermata dalla tortuosità delle strade della città vecchia, utilissima anche in caso di guerra e per proteggersi dai venti.
Importante centro della magna Grecia, nel 265 a.C. si scontrò con Roma al fianco di Taranto e di Pirro, diventando poi “municipium” romano.
Saccheggiata da Vandali e Goti nel medioevo fu interamente ricostruita dai Bizantini ricominciando una gloriosa storia che continua ancora oggi.
Il tramonto sul lungomare di Gallipoli è sicuramente uno degli spettacoli più incredibili che questo viaggio ci abbia regalato.
A picco sul mare iniziamo le misurazioni.
Il vento soffia da est sud-est a 10 km/h alle 17.05.
L’aria è decisamente buona con un’alta percentuale di aria a 0 IPA e una parte di aria leggermente peggiore probabilmente a causa del passaggio di un autoveicolo.
Qui le misurazioni di Gallipoli.
Foto di Luciano Manna
La storia del Salento è tutta qui.
Dalle coste dell’adriatico teatro di battaglie, martiri, sbarchi e contaminazioni culturali, la penisola salentina si apre al Levante mirando le coste dell’Albania, verso il centro, invece, batte il suo cuore più antico, che non dimentica la cultura materna magnogreca, ancora più che mai viva nell’area culturale e linguistica della Grecìa Salentina e ad occidente si perde in grandi tramonti guardati al sicuro dalle mura delle perle dello Ionio.
Foto di Luciano Manna

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