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    Green tour: quinta giornata

    18 aprile 2015 - Antonio Caso

    L’ultimo giorno del Green Tour si apre con la splendida riserva naturale di Torre Guaceto.
    La Riserva naturale statale Torre Guaceto sulla costa adriatica dell’alto Salento.
    La riserva comprende una flora formata da steppe salate mediterranee a Limonium e dune costiere tipiche di queste zone ed una fauna estremamente varia.
    Tassi, donne, faine, volpi, ricci, lepri e conigli selvatici per quanto riguarda i mammiferi, ma anche rettili ed uccelli passeriformi, aironi, usignoli di fiume, falchi di palude e, protagoniste soprattutto nei periodi migratori, rondini che stazionano qui in migliaia di esemplari.
    A Torre Guaceto è praticamente impossibile non sentirsi solo parte di un ambiente ben più grande e vario.
    Le misurazioni iniziano davanti ad un adriatico che qui mostra tutte le sue sfumature, dal blu alle tonalità più particolari del verde.
    Il vento soffia da sud sud-est a 14 km/h alle ore 09.20.
    L’aria è in stragrande maggioranza buona con alcuni momenti anche di 0 IPA. Praticamente assenti i picchi negativi registrati in altre aree vista l’assenza di attività antropiche.
    Qui i dati di Torre Guaceto.
    Foto di Luciano Manna


    Il Green Tour arriva dunque in un’altra Riserva naturale, quella de Le Cesine, nel territorio di Vernole in provincia di Lecce.
    Piane infinite di ulivi e lecci si distendono sulle rive dell’Adriatico in un vero e proprio tripudio della natura salentina, una delle ultime zone paludose tipiche del territorio tra Otranto e Brindisi.
    Nei due stagni dell’oasi del WWF, sono presenti numerosi uccelli, dalle folaghe al faldo di palude, ma anche cormorani, aironi cenerini e tanti altri, rettili e anfibi come la rana verde e la tartaruga palustre e mammiferi come volpi, ricci e tassi.
    Il simbolo delle Cesine è, però, il Moriglione, un anatra tuffatrice presente in autunno ed inverno.
    Tra gli alberi iniziano le misurazioni.
    Il vento soffia da sud, sud-ovest a 24 km/h alle ore 13.00
    L’aria è, come prevedibile, decisamente buona con quasi il 40% di aria 0 IPA e aria eccellente.
    Qui i dati dell'oasi delle Cesine.
    Foto di Luciano Manna
    Allontanandoci dall'oasi, ha inizio l'’ultima tappa di questo Green Tour, direttamente a Trepuzzi con Nando Popu dei Sud Sound System!
    Da una leggenda pagana, sembra che in prossimità di Sant’Angelo sorgesse un’area dedicata al dio Bacco in cui i patrizi erano coinvolti in danze, feste, baldorie, orge e quant’altro, i cosiddetti Baccanali.
    Da qui il nome di “Tripudium”, anche se il termine “trepuzze” ha fatto pensare, come nello stemma della città, ai tre pozzi all’interno dell’abitato.
    In realtà i luoghi erano due, poco distanti l’uno dall’altro che si assimilarono, e così “Tripudium” e “Treputium” si fondono perfettamente nell’attuale nome.
    Qualche notizia, però, è dovuta anche al nostro accompagnatore, da sempre impegnato sui temi sociali, soprattutto quelli della propria terra.
    Giungiamo prima in via Schipa, al boschetto San Vito, in pieno centro cittadino.
    Qui il vento soffia da sud a 24 km/h alle ore 15.35.
    L’aria è ottima, più di un quarto delle misurazioni registra 0 IPA e il resto è aria buona con una media inferiore a 2.
    Il nostro tour nel tour con il grande Nando, però, non finisce qui e il Green Tour si tinge così non solo di arte e scultura, ma anche di grande musica.
    I Sud Sound System nascono negli anni ’80, nelle città universitarie, la maggior parte del gruppo risiede a Bologna e qui nasce la prima versione del classico “T’à sciuta bona.”
    Il gruppo è un pioniere, fondendo per la prima volta raggamuffin, musica nera e ritmi tipicamente salentini della pizzica e della taranta.
    I temi sono spesso incentrati proprio su quanto la contaminazione e la voglia di comprendere i popoli geograficamente più lontani da noi non possa che nascere dall’amore per la propria terra e le proprie radici.
    Sono proprio queste radici che Nando Popu ci mostra, raccontandoci la storia degli ulivi secolari, dei monaci che li piantarono e di quanto si fa attualmente per proteggerli da chi vorrebbe specularci.
    Ci accompagna in uno dei luoghi più ricco di masserie e ulivi secolari nella zona di Bosco Rauccio, nel territorio di Lecce.
    Qui, un’aria fantastica, la seconda aria migliore registrata dal tour, media di 0,5 IPA (la prima era il trullo della Ghiandaia 0,4).
    Il vento soffia da sud a 26 km/h alle ore 16.25.
    Il tour si conclude in bellezza con una misurazione incredibile.
    L’aria è esattamente per 3/4 zero ipa.
    Qui i dati finali di Trepuzzi.
    Foto di Luciano Manna
    Termina così il primo percorso del Green Tour, un’iniziativa che vuole far conoscere a tutti le nostre bellezze, ancor meglio se avvolte in un’aria che abbiamo riscontrato sempre pulita, a volte pulitissima, nei luoghi in cui abbiamo svolto le rilevazioni.
    Un’iniziativa, però, che non poteva che finire tra gli ulivi, da Trepuzzi ed il Salento, alla Valle d’Itria, alla costa adriatica barese, a quella jonica tarantina perché il turismo sostenibile, quello culturale, la contaminazione culturale non possono che venire da le radici ca tieni.
    Foto finale con Nando Popu

     

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