Campagna Kossovo

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ELEZIONI IN KOSSOVO
rapporto di Zef Chiaromonte (31 Ottobre 2000)

La via più semplice per raggiungere il Kossovo è ormai quella di Skopje, capitale della Macedonia (ex Jugoslavia). Dall'aeroporto si raggiunge il confine con un primo mezzo. Passando a piedi la dogana macedone e la terra di nessuno si raggiunge la postazione dell'amministrazione straordinaria ONU del Kossovo. Da qui si prosegue per Prishtina con un altro mezzo. Data l'ora tarda di atterraggio ho preso due taxi. Sono arrivato in Kossovo il 27 ottobre, vigilia delle elezioni.

Nella casa - ufficio della Campagna Kossovo ho trovato Lisa Clark e due operatori di una televisione italiana. Un sonno profondo e ristoratore mi ha permesso di essere in forma l'indomani, sabato 28 novembre, per un lungo giro a piedi attraverso i seggi elettorali: la panda della Campagna è per il momento fuori combattimento!

Rivelatore è stato già il primo seggio ospitato nella vecchia, gloriosa e a me cara sede della Facoltà di Filologia. Questo e gli altri seggi visitati apparivano come il traguardo di un pellegrinaggio religioso cui i fedeli partecipano vestiti a festa e con quell'incedere ordinato e regale di chi si appresta a sciogliere un voto da lungo tempo promesso e rimandato.

Un appuntamento con la storia che ogni singolo, finalmente libero, può realizzare, conscio di adempiere con esso un atto collettivo: la prima pietra sulla via della democratizzazione della vita pubblica. Tra le lunghe file in paziente attesa ho incontrato Rexhep Qosja, già direttore dell'Istituto Albanologico, capo partito e membro del Consiglio dell'amministrazione straordinaria del Kossovo.

Particolarmente emozionato un distinto signore in frak con l'aquila bicipite attaccata alla qelesha bianca che portava con fierezza sul capo. Ho capito che si trattava di un appartenente al Balli Kombetar. Ho fatto con lui un buon tratto verso l'ingresso al seggio. Si è presentato con il nome di Selatin Fazliu, già ufficiale dell'esercito, degradato, imprigionato e torturato. Con un groppo in gola prendeva a testimone un arberesh (italiano di origini albanesi) che col voto di oggi egli intendeva onorare la memoria del bisnonno, del nonno e del padre, tutti appartenenti al Balli Kombetar - Fronte Nazionale, il più antico partito albanese. Tutti erano finiti in prigione e torturati per avere sempre reclamato pari dignità per gli Albanesi in Jugoslavia.

Il seggio ospitato nella scuola "Ismail Qemali" oltre alla bandiera albanese issava quella turca. Al mio stupore dava subito risposta Ejup Kolica, manager della "Bona Fides", agenzia di intermediazione immobiliare. In questo seggio votavano anche gli appartenenti alla minoranza turca del Kossovo, così come in altri avrebbero votato i Rom, gli Ashkali, ecc. Mi diceva questo con orgoglio, affermando che gli albanesi vogliono convivere in pace con tutti gli abitanti del Kossovo, Serbi compresi, con pari diritti e dignità.

Come si sa, le operazioni di voto si sono svolte in modo ordinato e pacifico pur se, in alcuni casi, si siano protratte di sei ore oltre l'orario previsto per la chusura dei seggi. Ciò sta a dimostrare la massiccia partecipazione. Anche il dopo voto si sta svolgendo in un clima di rispetto della volontà popolare.
La Lega Democratica di Rugova ha ottenuto quasi il 60% dei consensi. Al secondo posto, ma ben distanziato, si è assestato il PDK di Thaçi, che sconta l'arroganza e il modo illegale di porsi nella vita economica di parecchi suoi aderenti o presunti tali. Al terzo posto c'è una nuova formazione politica che porta il nome di Alleanza per il Futuro del Kossovo ed è guidata da un ufficiale dell'ex UçK, Ramush Haradinaj. Rimane a galla per un pugno di voti il Partito Democristiano del vecchio professore Mark Krasniqi, che da sempre si pone come alleato di Rugova.

I Kossovari hanno voglia di pace e di tranquillità, perciò hanno premiato il "primo amore": quell'intellettuale démodé che rimane l'icona della moderazione attraverso la quale il Kossovo vuole raggiungere l'ambito traguardo dell'indipendenza. Ritengo che il mutato clima generale possa meglio accettare le proposte e l'azione della Campagna Kossovo.

Prishtina, 31 ottobre 2000

Zef Chiaromonte, volontario della Campagna Kossovo, è un arberesh di Palermo e si fermerà in Kossovo fino alla fine di novembre.
 


RISULTATI DELLE ELEZIONI

LDK (di Rugova): 58 % di voti vince in 504 Comuni
PDK (di Taqi): 27,30 % di voti vince in 267 Comuni
AAK (di Haradinaj): 7,7 % di voti vince in 71 Comuni
P.Democristiano (di Krasniqi): 1,2 % di voti vince in 8 Comuni

Si sono presentati 34 partiti; gli altri 30 partiti hanno avuto meno dell'1% e nessuna rappresentanza.
I Serbi si sono rifiutati di votare con gli albanesi e le altre minoranze e per loro saranno indette a breve apposite elezioni, mentre nei Comuni sono stati riservati dei seggi in proporzione del numero dei Serbi residenti.