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Bolivia nel caos: Mesa si dimette

7 marzo 2005
Fonte: Selva.org

"Ho deciso di presentare al Paese, alla coscienza del paese, alla coscienza
di voi cittadine e cittadini di Bolivia, come è previsto dalla
Costituzione, ho deciso di presentare al Congresso Nazionale la mia
rinuncia alla carica di Presidente Costituzionale della Bolivia". Così si
conclude il lunghissimo discorso fatto domenica notte da Carlos Mesa
Gisbert, Presidente della Bolivia, esasperato - secondo le sue parole -
dalle manifestazioni e dagli scioperi che stanno paralizzando l'intero
paese. Responsabile dell'instabilità del paese e delle sue stesse
dimissioni, il leader del partito d'opposizione, Evo Morales, cui si
rivolge per tutto il discorso e con parole durissime.

"Evo Morales - dice in passaggio il presidente Mesa - con cui ho parlato
molte volte e a cui ho spiegato nei dettagli qual è la realtà, riesce a
bloccare il paese con estrema facilità, perché ciò è molto più comodo,
onorevole Evo Morales, è molto più comodo bloccare la Bolivia, è molto più
facile bloccare la Bolivia, venga lei a governare e vedrà con i suoi occhi
che vuol dire amministrare lo stato, capirà qual è la responsabilità di un
uomo di Stato".
Responsabilità che, secondo quanto i fatti vogliono far sembrare, Mesa ha
preferito scrollarsi da dosso.
Adesso tocca al Congresso nazionale accettare o rifiutare le dimissioni.
Nel primo caso, verrebbe sostituito pro tempore dal vicepresidente,
contemporaneamente anche Presidente del Senato e Presidente acquisito del
Parlamento Nazionale, ossia Hormando Vaca Diez.
La testimonianza che ci arriva da Wilson García Mérida, giornalista
"scomodo", ci descrive la Bolivia sull'orlo del caos istituzionale e
sociale. E individua un mandante. Hormando Vaca Diez, Senatore per Santa
Cruz e attuale Presidente del Parlamento boliviano, cospira apertamente
contro il governo di Carlos Mesa con la promessa di approvare una Legge che
garantisca l'immunità alle truppe nordamericane.

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