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El Salvador : le donne esigono uguaglianza e la cessazione delle violenze

Migliaia di donne hanno percorso le strade della capitale: la mobilitazione per la giornata dell' 8 marzo è stata convocata congiuntamente dal Bocco Popolare Sociale e dal Fronte Frente Farabundo
9 marzo 2005
Fonte: SERVICIO INFORMATIVO ECUMENICO Y POPULAR
www.ecumenico.org

Oggi migliaia di donne hanno marciato per le strade di questa citta' per reclamare la cessazione della violenza contro le donne e per denunciare la politica del presidente Antonio Saca, che non favorisce il popolo ne' le donne.
La mobilitazione, indetta per celebrare la Giornata Internazionale della Donna, e' stata convocata congiuntamente dalla componente femminile del Blocco Popolare Sociale (Bloque Popular Social) e dal Fronte Farabundo Marti' per la Liberazione Nazionale (Frente Farabundo Marti' para la Liberacion Nacional); e' iniziata con l'uscita dal Parco Bolivar e si e' conclusa con un ritrovo nella Plaza Civica.

Guadalupe Erazo, dirigente del Blocco Popolare Sociale, ha dichiarato che "in questo giorno esprimiamo il nostro rifiuto alle politiche sostenute dal presidente Saca, su cui ricade la responsabilita' del fatto che noi donne stiamo affrontando una delle crisi piu' acute nel nostro paese".

Ha aggiunto che "non c'e' denaro, non ci sono posti di lavoro, i salari sono bloccati, le medicine care, non c'e' assistenza medica ospedaliera ne' educazione per i nostri figli e le nostre figlie; rappresentiamo il settore piu' colpito dalle misure di questo governo corrotto e repressivo di Antonio Saca".

Ha puntualizzato che "la fame colpisce le nostre famiglie e la violenza sociale sta dilagando, la Polizia Nazionale Civile (PNC - Policia Nacional Civil) e' incapace di arrestare il crimine organizzato e noi donne siamo le piu' colpite dal flagello della delinquenza, non siamo sicure nemmeno nelle nostre case a causa della violenza domestica".

"La cosa peggiore" ha continuato "e' che il governo sta attentando contro le nostre organizzazioni sociali e, in qualita' di dirigenti, ci sentiamo perseguitate, minacciate a causa della lotta che portiamo avanti per la salute e l'educazione, per l'acqua per le nostre comunita', per il lavoro, per la dignita' e la parita'".

"Manifestiamo" ha detto "il nostro categorico rifiuto al Piano Opportunita' (Plan Oportunidades) di Antonio Saca perche' e' demagogico e populista ed e' una burla nei confronti del popolo salvadoregno, dal momento che pretende di dividere le briciole dei brogli elettorali senza tener conto della crisi economica e sociale in cui viviamo".

Dal canto suo, Maria Isabel Villegas, dirigente dell'Associazione Cristiana Femminile (ACF - Asociacion Cristiana Femenina) ha sottolineato che "stiamo marciando perche' vengano riconosciuti i nostri diritti in quanto donne in questa societa' maschilista, androcentrica, di natura patriarcale".

"Ci pronunciamo" ha detto "a favore di una trasformazione radicale della nostra societa', a favore della rottura di questo sistema capitalista che e' alla base dell'oppressione di genere e di classe, a favore della costruzione di una nuova societa' in cui la donna e l'uomo godano di pari diritti, a favore del socialismo".

"E' per questo" ha aggiunto "che celebriamo questo giorno come un riconoscimento alle lavoratrici negli Stati Uniti che sono state represse da questo sistema capitalista. Il violetto e' simbolo di lotta, simbolo di ribellione, simbolo di questa marcia che noi donne facciamo in tutto il mondo per esigere giustizia e parita'".

Tra i principali slogan che ripetevano in coro ci si poteva imbattere in: Presidente Saca, non menta piu'...noi donne esigiamo rispetto! Cosa pretendiamo noi donne? Stop alla violenza e punizione per gli aggressori...!

Cosa pretendiamo noi donne? Impiego e salario dignitoso...educazione e sanita' gratuite...per la parita' dei diritti...le donne sul piede di guerra!

Note:

Tradotto da Silvia Corbatto per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le
fonti, l'autore e il traduttore

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