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Polizia e paramilitari responsabili dello sgombero di Tila

Messico: per Amnesty International Il governo del Chiapas non si preoccupa di perseguire i responsabili delle violazioni dei diritti umani

In via di riorganizzazione i gruppi paramilitari

13 marzo 2005 - David Lifodi

"I conflitti in Chiapas continuano ad aumentare mentre i partiti politici servono da veicolo affinché gruppi potenti delle comunità mantengano il potere ed esercitino il loro controllo sulla popolazione": questa è la dura denuncia di Amnesty International che accusa il governo del Chiapas di non preoccuparsi adeguatamente di perseguire i responsabili delle violazioni dei diritti umani.
La denuncia di Amnesty si riferisce allo sgombero della comunità di Tila, avvenuta alcune settimane fa, in cui sono state arrestate e picchiate senza motivo almeno una cinquantina di persone.
In occasione delle elezioni municipali dello scorso ottobre a Tila si erano contesi la presidenza municipale due fazioni del gruppo paramilitare Paz y Justicia: Alianza Prd-Pt e il Pri. La vittoria elettorale era andata all'Alianza, ma il Tribunale Federale Elettorale aveva assegnato il successo al Pri, e questo aveva scatenato le proteste della coalizione Prd-Pt, culminata con l'occupazione del palazzo municipale fino a oltre la metà di febbraio per impedire l'insediamento priista.
Alla fine l'intervento della polizia e delle contrapposte fazioni paramilitari aveva costretto buona parte della popolazione a lasciare Tila, ma, sebbene sia ormai trascorso quasi un mese da questi eventi, la situazione continua ad essere tesa nella zona nord del Chiapas.
Nonostante Amnesty International stia cercando di mantenere alta l'attenzione sull'episodio di Tila, il funzionario della Fiscalìa Generale del Chiapas ha dichiarato a "La Jornada" che i più importanti leader di Paz y Justicia sono stati arrestati e che altri mandati di cattura sono stati emessi contro altri esponenti del gruppo paramilitare. In realtà, denuncia Amnesty, da almeno quindici anni il municipio di Tila è stato una delle principali basi di Paz y Justicia e la detenzione di leader paramilitari quali Diego Vasquez, Sabelino Perez Martinez di fatto non ha contribuito a migliorare il clima nel sudest messicano, dove si è rafforzato un clima di paura e impunità.
Un'altra accusa al governo del Chiapas arriva dal parroco di Tila Heriberto Cruz Vera, che ha denunciato a "La Jornada" la rinascita del gruppo paramilitare in seguito ai tumulti verificatisi dopo le elezioni, secondo lui alla base della crescita del numero degli sfollati. La riorganizzazione di Paz y Justicia, sostiene ancora il quotidiano messicano, sarebbe dovuta alla liberazione per insufficienza di prove, solo cinque mesi dopo l'arresto, di Samuel Sanchez e Marcos Albino Torres, tornati a Tila per contribuire, insieme ad altri dirigenti, alla riattivazione di un nucleo paramilitare. La tesi de "La Jornada" trova conferma proprio in un comunicato della sezione messicana di Amnesty International, secondo la quale "le autorità hanno intrapreso alcune azioni contro i paramilitari, ma la maggioranza dei suoi dirigenti non sono stati processati ed il gruppo non è stato mai sciolto".
La situazione degli sfollati di Tila è talmente grave che il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomè de las Casas ha accusato duramente lo Stato messicano di scarsa volontà nell'opera di disarmo e scioglimento dei gruppi paramilitari, ha chiesto punizioni esemplari per i paras e i membri della polizia responsabili di arresti e torture arbitrarie e infine ha sollecitato l'attuazione di un piano di protezione in difesa della popolazione civile. Il problema maggiore, come sostiene il parroco Heriberto Cruz Vera, sarà "ricostruire la convivenza quotidiana nel capoluogo di Tila, visto che la gente è stata molto colpita. La violenza è scoppiata perché non si è prestata attenzione al problema fin dall'inizio".

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando
la fonte (Associazione PeaceLink) e l'autore (David Lifodi)."

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