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Nicaragua: un mese di lotta dei bananeros

23 marzo 2005 - Giorgio Trucchi


Sono partiti da Chinandega un mese fa, senza una data precisa di ritorno e oggi sono ancora accampati davanti all'Asamblea Nacional in attesa di una soluzione definitiva alle loro richieste.
L'afflusso di gente è andato sempre più aumentando e il numero è salito a 6.209 persone.
La Ciudadela del Nemagòn sta assumendo l'aspetto di un piccolo paese e lo spazio diminuisce a vista d'occhio.
Nuove tende appaiono giorno dopo giorno ed è probabile che in questi giorni di festa l'arrivo s'intensifichi.
Sta aumentando anche l'appoggio popolare. Vari gruppi di base stanno affacciandosi nell'accampamento portando la loro solidarietà e anche spettacoli per distrarre le persone che stanno protestando.
Le piccole tende dei primi giorni si sono ingigantite per fare spazio ai nuovi arrivati e sono arrivati anche altri aiuti alimentari per risolvere la grave situazione dei giorni scorsi.
Attualmente c'è cibo per tutta questa settimana, ma ci si affanna per il dopo Pasqua quando si riproporrà il problema di come sfamare 6 mila persone ogni giorno, anche se solo con riso e fagioli.
Anche altri settori in lotta hanno portato il loro appoggio.
La Mesa Laboral dei lavoratori e lavoratrici della Zona Franca ha offerto uno spettacolo di circa due ore di musica per i bananeros e i leader sindacali hanno pronunciato discorsi di sostegno alla loro lotta.
E' importante vedere che sotto questo aspetto i lavoratori del Nicaragua si riscoprono solidali e le lotte si uniscono.
Alla fine la lotta è contro lo stesso sistema di sfruttamento della manodopera, che schiaccia le persone più povere che hanno un bisogno disperato di lavorare.
Contro le stesse imprese, siano esse quelle statunitensi del banano o quelle taiwanesi e coreane della Zona franca.

Intanto, i primi timidi accordi raggiunti lo scorso venerdì 18 marzo cominciano ad avere problemi.
Secondo Victorino Espinales "abbiamo iniziato gli incontri e le attività previste dai primi accordi appena firmati con la Commissione Interistituzionale. Per il momento il governo sta rispettando il punto che si riferisce alla consegna dei passaporti per le 80 persone che andranno negli Stati Uniti per il processo contro le multinazionali.
Abbiamo anche lavorato sull'analisi tecnico giuridico della Legge di Insufficienza Renale Cronica e l'Istituto di censimento (INEC) ha iniziato il censimento delle migliaia di persone che sono presenti nell'accampamento
Abbiamo invece avuto seri problemi per quello che riguarda altri due punti.
Alla riunione prevista con la Previdenza Sociale (INSS), in cui si doveva cominciare a trattare l'argomento delle pensioni per le persone ammalate, si sono presentate persone che non avevano nessun potere decisionale e quindi ce ne siamo andati perché era una perdita di tempo.
La cosa più grave è invece quello che è successo con il punto 3 dell'accordo.
A partire da lunedì 21 marzo sono cominciate ad arrivare le unità del Ministero della sanità (MINSA) per trasportare le persone alle visite mediche specialistiche come previsto dagli accordi.
A partire da martedì pomeriggio abbiamo sospeso l'invio delle persone perché ci siamo accorti che c'era qualcosa di strano.
L'obiettivo di questa attività, relazionata con il censimento, era di definire una volta per tutte il numero degli ammalati e dei loro famigliari.
Quello che però sta accadendo è che i dottori stanno dichiarando sane tutte le persone senza fargli esami e, alle persone che considerano ammalate danno come sempre le ricette senza medicine, per cui ci stanno facendo un danno invece di aiutarci.
Quello che fanno è solo prendere le urine, agitarle con un bastoncino e poi dire che la persona sta bene. E' assurdo. Ad altri stanno consigliando di bere acqua e limone come medicina.
A quelli che fanno vedere gli esami clinici che hanno fatto nel passato dicono che non sono buoni e che la realtà è che stanno bene.
Abbiamo quindi sospeso questa attività perché è ridicola e non è da escludere che sotto ci sia una manovra, quello che temevamo, e cioè che il governo voglia far valere le loro analisi per poi dire che ci stiamo inventando tutto e rompere la nostra unità e discreditarci nei confronti dell'opinione pubblica.
Quello che vogliamo sono esami seri per definire la situazione di ognuno e non queste cose inutili.
Abbiamo chiesto immediatamente un incontro con la Ministra della sanità per definire la situazione perché c'è il rischio di una reazione forte da parte della gente".

Tra difficoltà e speranza los afectados del Nemagòn e i cañeros continuano la loro lotta, mentre Managua lentamente si sta svuotando

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