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Bolivia:le responsabilità storiche dell'attuale rischio di disintegrazione del paese

il "gonismo" di Sánchez de Lozada era già riscontrabile nella politica di Paz Estensoro, il quattro volte presidente della Repubblica e il più importante uomo politico boliviano del XX secolo
27 marzo 2005 - Andrés Soliz Rada
Fonte: Rebelión

Nessuno ha dubbi sul fatto che Gonzalo Sánchez de Lozada, mentore del "gonismo" nella politica nazionale, sia il principale responsabile della rovina della Bolivia e dei rischi di disintegrazione che oggi minacciano il Paese.

Sicuramente, la più forte responsabilità morale pesa su Víctor Paz Estensoro, già quattro volte Presidente della Repubblica, leader storico della Rivoluzione Nazionale del 1952 e il più importante tra le personalità pubbliche del XX secolo boliviano.

Solo Estensoro, per la sua importanza e la sua recente storia, avrebbe potuto arrestare Lozada, il filibustiero che usa il paese come una mammella a cui succhiare latte fino all'esaurimento. Perché Estensoro non lo ha fatto? La risposta a tale inquietante domanda si trova nel libro "Il declino della Rivoluzione Nazionale Boliviana", di Augusto Cuadros Sánchez, dirigente storico del Movimento Nazionalista Rivoluzionario (MNR) nonché, per decenni, uno degli uomini più vicini a Estensoro. Cuadros Sánchez rivela che Lozada, tramite l'attività mineraria, aveva accumulato una fortuna illegale di proporzioni enormi già dal 1961. Fu proprio lui il principale finanziatore delle campagne presidenziali di Estensoro per le elezioni del 1978, 1979, 1980 e 1985.

Quest'ultimo non poteva ignorare il fatto che Lozada divenne ultramilionario grazie all'affitto dei giacimenti statali della miniera "Porco", per il quale sfruttamento non pagò per ben 18 anni. L'affitto era stabilito per 700 dollari mensili, ma il guadagno fu di circa 54 milioni di dollari negli anni compresi fra il 1961 e il 1978 (v. il mio libro "La fortuna del presidente").

Come retribuzione, Estensoro fece conseguire a Lozada le cariche di deputato nazionale tra il 1982 e il 1985 e di Presidente del Senato della Repubblica.

Nel 1986, fu anche Ministro della Progettazione, le cui funzioni utilizzò per accapararsi i giacimenti della miniera "Bolivar", nella regione di Oruro, lo sfruttamento della collina del Potosì, l'oro del nord paceño e la miniera Milluni, anch'essa a La Paz. Nello stesso periodo suo fratello, Antonio Sánchez de Lozada, che doveva gestire finanziariamente le sue azioni, era il Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Boliviana.

I due, consultatisi con l'economista Jeffry Sachs, introdussero le politiche neoliberali nel paese dal 1985. Esse frenarono l'inflazione altissima, ma allo stesso tempo diedero inizio all'agonia dello stato. Parallelamente, Lozada, autorizzato ovviamente da Estensoro, ebbe accesso a fondi dell'ambasciata nordamericana e di organismi internazionali per pagare degli extra a ministri e ad alcuni alti funzionari, infrangendo, in tal modo, il principio di lealtà richiesto ai servitori dello stato. Nel 1989 Estensoro si ritirò dalla partecipazione 'attiva alla vita politica, designato "capo perpetuo del Movimento Nazionalista Rivoluzionario". Lozada, che finanziò anche i congressi di partito, fu proclamato "capo del partito" e si propose come candidato alla presidenza. Quando vinse le elezioni del 1993, liquidò le imprese strategiche dello Stato e dissanguò il Paese trasferendo gratuitamente alle imprese transnazionali i guadagni fiscali di gas e petrolio, valutate più di 10 milioni di dollari, oltre ad affidare loro la proprietà degli idrocarburi pozzo dopo pozzo e abbassare le regalie dal 50 al 18%.

Di fronte a tali successi, Estensoro, che morì nel 2001 in condizioni di piena lucidità mentale, si limitò a commentare che la liquidazione del YPFB sarebbe stata "la madre di tutte le battaglie". Nel 1993 e nel1994 avrebbe dovuto frenare la privatizzazione demente di Lozada. Poteva parlargli e, anche se non fosse stato ascoltato da lui, lo sarebbe stato dal Paese: avrebbe potuto dichiarare pubblicamente che, andando avanti per quella strada, la Bolivia sarebbe caduta nel caos e nella disintegrazione.

Per un politico con la carriera come la sua, la previsione di uno scenario come questo sarebbe stata ovvia. Nonostante ciò, pesò più la sua complicità con Lozada per i finanziamenti delle sue campagne elettorali che tali considerazioni. Oggi Lozada è il personaggio più negativo della Bolivia. E' definito comunemente ladro, vendipatria e individuo spudoratamente corrotto. Inoltre, deve rispondere in una causa per le accuse di genocidio, violazione dei diritti umani e incalcolabili danni economici allo stato.

Estensoro, d'altro canto, conserva la sua aureola di statista.

Se le accuse contro Lozada sono corrette e meritate, le lodi a Estensoro dovrebbero essere limitate per il suo silenzio complice nei confronti del "gonismo".

Note:

Tradotto da Roberta Casillo per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
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