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Ecuador : un esempio di commercio equio e solidale, l'associazione di produttori bananeri " El Guabo"

6 aprile 2005 - Hortensia Beltran Tenguel (Cooperativa El Guabo, Ecuador)

"Tramite il commercio equo e solidale in primo luogo riesco a sopravvivere come agricoltore, non soffro più la fame, i prezzi che mi vengono garantiti sono stabili ed equi – una cosa che con la maggior parte delle altre aziende non accade – e le esigenze qualitative sono superiori. Ora però ho dei servizi igienici adeguati, dei pozzi per l'acqua potabile, stabilimenti puliti. Ho cambiato molte cose e posso vivere più serenamente."

Informazioni sull'organizzazione

Numero membri della cooperativa Uomini: 76 Donne: 9


Numero di lavoratoti permanenti Uomini: 245 Donne:12


Numero di lavoratori saltuari Uomini: 614 Donne:23



Media del numero di ettari detenuti dai membri della cooperativa
Un totale di 450 ettari, posseduti da 105 membri. Alcuni hanno 1 ettaro, altri anche 10.

Importatore: Agrofair


Mercati fair trade Svizzera, Paesi Bassi, Uk, Italia



Informazioni commerciali
Produzione totale 1999: 4040 tonnellate
2000: 16253 tonnellate

Totale Export 1999: 2164 tonnellate
2000: 13172 tonnellate

Venduti come Fair Trade 1999: 1889 tonnellate (86.5% dell'esportazione)
2000: 4641 tonnellate

Storia

El Guabo è nata nel novembre del 1997, quando 14 persone si riunirono
per proporre la vendita delle banane inizialmente sul mercato locale, anche utilizzando intermediari poiché non v'erano alternative. Il prodotto veniva venduto a prezzi che i produttori definiscono "insostenibili". Oggi i produttori autogestiscono produzioni e vendita e sono loro stessi ad occuparsi anche delle esportazioni. E' attivo un monitoraggio continuo sulla produzione, in particolare sugli aspetti qualitativi. Non tutta la produzione è destinata al commercio equo, ma i volumi destinati al fair trade vengono equamente divisi tra i produttori.

Salari e ruoli

I produttori non ricevono salario fisso, ma vengono pagati a seconda della quantità di casse prodotte, quantità stabilita dall'Associazione stessa. I produttori pagano, a loro volta, altri lavoratori fissi e alla giornata che vengono pagati mediamente un 10-20% in più rispetto agli altri contadini che lavorano nei grandi bananeti. Il minimo salariale previsto dalla legge, è di 60 dollari al mese, ma non è rispettato da nessuno. A fronte di 3,2 dollari giornalieri, paga standard, i produttori di El Guabo pagano 4-5 dollari al giorno e garantiscono il pranzo. In questo modo, i lavoratori possono guadagnare fino a 90 dollari mensili. Ciascun produttore ha da 2 a 4-5 lavoratori presso la sua "finca".

L'ambiente

Prima della costituzione di El Guabo, contadini non erano coscienti degli effetti tossici dei fertilizzanti chimici e dei pesticidi. Ora lo sono, conoscono bene la lista dei pesticidi proibiti e pericolosi, non utilizzano erbicidi e nematicidi e cercano di sostituirli con prodotti meno inquinanti.
Quasi tutti i produttori hanno sistemi di lavaggio ecologici (dotati anche di sistemi di raccolta e depurazione delle acque sporche) che consentono di limitare sempre più l'utilizzo di prodotti chimici per il lavaggio delle banane ; quasi tutti i produttori stanno drasticamente riducendo l'utilizzo di sacchetti di plastica impregnati di pesticidi.
Si sta sperimentando la sostituzione del Thiabandasol (un potente pesticida) con il Citrex, un trattamento di lotta integrata contro alcuni parassiti. Alcuni produttori stanno già sperimentando la sostituzione dei pesticidi contro la sigatoka nigra (il distruttivo parassita tipico delle piantagioni di banane) con trattamenti biologici.

La produzione di banane in Ecuador

Il 70% della produzione totale delle banane dell'intero Ecuador è fornita da circa 3000 piccoli produttori, con piccoli appezzamenti di terreni (da 1 a 10 ettari). Solo alcuni anni fa erano circa 4.500, ma molti di loro hanno dovuto vendere i loro terreni alle grandi multinazionali o alle imprese nazionali come Noboa (fratello dell'attuale presidente che ha concluso l'accordo sulla dollarizzazione dell'economia) perché strozzati economicamente. L'Ecuador, complessivamente, esporta circa quattro milioni di casse di banane a settimana. I lavoratori delle grandi piantagioni sono privi di qualsiasi tutela sindacale e molti lavorano alla giornata nelle piantagioni sia dei grandi produttori nazionali, sia dei piccoli produttori (a cottimo). Nel settore bananiero il contratto di lavoro è praticamente inesistente. Si calcola che il guadagno di un lavoratore avventizio sia di circa 45 dollari mensili.

Il commercio equo fa la differenza

Originariamente i contadini erano disorganizzati e in balia degli intermediari, ora amministrano la loro produzione e lavorano insieme per ottenere le migliori condizioni possibili sul prezzo. Il fair trade premium (prezzo maggiore garantito dal commercio equo) permette ai contadini di restare sul mercato e di investire per migliorare le piantagioni e di migliorare il loro livello di vita. Com'è stato utilizzato il fair trade premium negli ultimi due anni? In parte per migliorare le condizioni della produzione; ci sono stati inoltre investimenti nelle comunicazioni radio tra le varie piantagioni al fine di lavorare in maniera più coordinata. Sono stati chiamati degli agronomi per corsi di formazione. E' stato istituito un fondo comune finalizzato al credito agevolato per i produttori (circa 1500 dollari).

Programmi per il futuro

Consolidare l'attività della cooperativa, garantendo continuità nelle vendite per l'intero anno; esportare tutte le banane, anche oltre al canale del fair trade; costruire appositi magazzini di stoccaggio; incrementare l'utilizzo di prodotti non chimici; sostenere il consolidamento del gruppo donne che sta nascendo.

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