Latina

RSS logo

Mailing-list Latina

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • donazione ONLINE con carta di credito
  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Latina

...

    L'America Latina protegge le imprese più irresponsabili del mondo

    Il premio quale impresa "più irresponsabile" è stato assegnato alla
    Nestlé, per i suoi conflitti sul lavoro in Colombia e le aggressive
    politiche di marketing dei sostituti del latte materno, che
    pregiudicano l'allattamento materno specialmente nei Paesi in via di
    sviluppo, mettendo in pericolo milioni di lattanti
    10 aprile 2005
    Fonte: Adital
    Ecoportal


    Imprese multinazionali presenti in diversi Paesi dell'America Latina
    -Nestlé (alimentare), Dow Chemical (chimica), Shell (petrolio), KPMG
    (consulenza finanziaria) e Wal-Mart (distribuzione) - sono state
    considerate le più irresponsabili del pianeta da un punto di vista
    sociale ed ambientale. I partecipanti al Controvertice (o Foro
    Alternativo) di Davos, in Svizzera, lo scorso mese, hanno selezionato
    queste cinque imprese, tra le 24 proposte da ONG di tutto il mondo.
    L'evento ha avuto luogo parallelamente al Foro Económico de Davos, che
    ha visto riunite - anche quest'anno - le grandi potenze economiche del
    pianeta.

    Il premio consiste in una piccola scultura di legno scuro, che
    rappresenta il pianeta come un occhio circondato da due archi di
    metallo dorato. La piattaforma "Occhio Pubblico di Davos" è incaricata
    di selezionare i "vincitori", ossia il lato peggiore della
    globalizzazione economica".

    La Dow Chemical, Stati Uniti, è risultata vincitrice nella categoria
    diritti umani, per non essersi assunta le proprie responsabilità nella
    catastrofe della città indiana di Bhopal, dove si ricorderà un
    problema nelle proprie installazioni causò la morte di venti mila
    persone nel 1984.
    La Royal Dutch/Shell, invece, ha ottenuto il riconoscimento perché
    ritenuta responsabile di attenzione praticamente nulla verso i
    problemi dell'ambiente in Nigeria, dove brucia gas senza poi ripulire
    le aree colpite, da ormai quasi cinquant'anni.
    Un premio "punitivo" per l'impresa finanziaria KPMG, conseguenza del
    proprio comportamento e delle tecniche aggressive di evasione fiscale,
    risparmiando denaro che dovrebbe essere versato al Fisco. Le precarie
    condizioni di lavoro, il mancato pagamento degli straordinari ed i
    salari scandalosi in Africa ed Asia sono invece valse a Wal-Mart il
    primo premio nella categoria "irresponsabilità in diritto del lavoro".

    Ma il premio più importante è stato concesso alla Nestlé, che continua
    ad agire in maniera del tutto irresponsabile in diversi Paesi
    dell'America Latina. Il premio quale impresa "più irresponsabile",
    concesso dal pubblico a mezzo di votazione via Internet, è risultato
    essere conseguenza dei conflitti sul lavoro che la multinazionale
    gestisce in Colombia e delle aggressive campagne di
    commercializzazione dei sostituti del latte materno, che non solo
    pregiudicano l'allattamento materno nei Paesi in via di sviluppo (e
    non solo, ndr), letteralmente "staccando" i bebé dal seno delle madri
    ma, ben più grave, espongono milioni di lattanti a rischio di gravi
    conseguenze epidemiologiche, sociali ed economiche.

    In Bolivia, la Nestlé è accusata di contribuire indirettamente alla
    morte di almeno ventottomila lattanti. L'impresa continua indisturbata
    a vendere i propri prodotti in Bolivia, per esempio il NAN 1, con
    etichette che riportano "dalla nascita". Ciò significa che Nestlé
    viola ogni regola e si pone contro quella corretta alimentazione e
    adeguata nutrizione che si possono ottenere unicamente
    dall'allattamento al seno.

    In Brasile, Nestlé è accusata di estrarre acqua minerale senza debita
    autorizzazione. Leader mondiale nella vendita di acqua in bottiglia,
    la multinazionale ha accumulato tutta una serie di irregolarità a
    partire dal lancio delle proprie attività nel Parque des Aguas, a São
    Lourenço, nello Stato di Minas Gerais. Le denunce arrivano dal
    Movimiento Amigos de los Circuitos de Aguas Minerales (MACAM).

    Oltre ad estrarre l'acqua senza autorizzazioni, l'impresa sta
    provocando la demineralizzazione dell'acqua - "proibita dalla legge
    brasiliana" - e sta costruendo uno stabilimento senza aver effettuato
    nessuno studio di impatto ambientale, né averne permesso alcuno.

    Note:

    http://www.ecoportal.net/content/view/full/41882

    tradotto da Vincenzo Puggioni

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy