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Nicaragua: il procuratore per la Difesa Dei Diritti Umani accusato dai bananeros di un atto di rappresaglia

il procuratore per la Difesa Dei Diritti Umani, da giorni in contrasto con i contadini bananeros,per la sua inerzia, viene accusato di un atto di rappresaglia, avendo licenziato dalla Procura la moglie di uno dei lider dei manifresdtanti
20 maggio 2005 - Giorgio Trucchi

Rappresaglia ?


Da alcune settimane la situazione era diventata molto difficile tra la Procura per la Difesa dei Diritti Umani (PDDH) del Nicaragua e i settori de los afectados per il Nemagón (bananeros) e la Creatinina (canna da zucchero).
Le posizioni si erano via via distanziate con il passare dei giorni, fino ad arrivare all'epilogo dello scorso 3 maggio, quando circa 300 bananeros si erano presentati alla Procura per i Diritti Umani denunciando la violazione ai loro diritti umani da parte dello stesso Procuratore Omar Cabezas.
Il giorno successivo, i settori in lotta che permangono ormai da 80 giorno nei pressi della Asamblea Nacional, avevano presentato al Parlamento una richiesta di dimissioni per il Procuratore.
I settori in protesta accusano il Procuratore di non aver voluto emettere una risoluzione di condanna per violazione ai loro diritti umani contro i deputati, colpevoli secondo loro, di non averli nemmeno voluti ricevere in tre mesi di permanenza a Managua e contro un deputato che viene accusato di aver lucrato sul caso del 25% del banano (percentuale che spetta ai lavoratori sulle entrate derivanti dalla commercializzazione delle banane).
Avevano inoltre accusato il Procuratore Cabezas di agire in questo modo perché legato ad interessi di partito.
La Procura per la Difesa dei Diritti Umani si è immediatamente difesa emettendo un comunicato in cui elencava tutte le azioni, sia a livello nazionale che internazionale, che aveva fatto per denunciare le violazioni ai diritti umani di questi settori ed aveva inserito un attacco personale al Presidente della Associazione degli ex lavoratori bananeros (Asotraexdan), Victorino Espinales, dicendo testualmente che "riconfermiamo che l'impegno di questa Procura nella difesa effettiva e belligerante dei diritti umani continuerà indipendentemente dall'esistenza di interessi personali di ordine economico, politico e di partito o di qualsiasi altra indole che abbia il signor Victorino Espinales" (vedi articolo "I Procuratori rispondono" del 4 maggio).
La Procura, nei giorni successivi, ha comunque mantenuto il proprio impegno accompagnando con un proprio delegato tutte le riunione di negoziazione tra i settori in lotta e il governo ed aveva partecipato, nella persona del Vice Procuratore dei Diritti Umani Adolfo Jarquìn, all'attività pubblica realizzata per la firma dei primi Accordi Preliminari.

La situazione ha ora subito una svolta, che se confermata, potrebbe portare a risvolti molto delicati ed anche preoccupanti.
Durante il Seminario "Investimenti stranieri, trattati di libero commercio e i loro effetti sui diritti al lavoro" organizzato dalla Federazione Internazionale per i Diritti Umani (FIDH), svoltosi il 19 e 20 maggio a Managua, il leader bananero Victorino Espinales, ha rilasciato una dichiarazione ad alcuni giornalisti che riporto integralmente.

"Ho portato avanti questa lotta sul caso del Nemagón già da molti anni ed ho anche presentato varie denunce alla Procura per i Diritti Umani, che oggi presiede e perché non dirlo dato che è diventato come uno sbirro, Omar Cabezas. Lì abbiamo molte denunce contro vari funzionari pubblici, includendo vari deputati che sono compagni di Omar Cabezas, che consideriamo debba emettere un verdetto a favore delle migliaia di lavoratori ammalati e in questo caso di quelli che sono stati spogliati dei loro diritti economici con la questione del 25% del banano e della canna da zucchero.
Omar Cabezas, visto che insieme a vari compagni abbiamo occupato la Procura per mettergli pressione perché non si stava muovendo, ha prima emesso un comunicato contro la mia persona nei giorni scorsi e siccome non ha potuto deteriorare l'immagine della nostra organizzazione, adesso ha licenziato mia moglie in modo repressivo. Mia moglie è tra le fondatrici della Procura. Faceva parte della Commissione Pro Diritti Umani della Asamblea Nacional ed è stata inviata, insieme all'ex Procuratore Benjamìn Pèrez, a fondare questa istituzione e lavorare per darle una forma professionale e istituzionale affinché fosse al servizio della popolazione.
Omar Cabezas, come rappresaglia e in forma premeditata, ha fatto uso della forze del potere che ha e visto che non può colpire me e che ha personalizzato il caso, licenzia mia moglie, lasciando sul lastrico me e i miei figli dato che dipendiamo da quello che guadagniamo con il nostro lavoro.
In questo modo viola totalmente la Costituzione, la Legge 212 e la legge civile che protegge i lavoratori con maggiore anzianità lavorativa. Faccio quindi la denuncia e lo denunceremo ovunque.
L'ho visto in questo Seminario e stavo aspettando il momento per potergli dire in faccia e a tutto il pubblico che Omar Cabezas non ha le qualità per poter essere Procuratore dei Diritti Umani.
Mia moglie, Mariana Celsa Cano, ha quattro dottorati, è una professionista, ma al Procuratore non gli è interessato nulla e l'ha licenziata".


Ho cercato, insieme ad altri giornalisti, di sentire la versione del Procuratore Cabezas, ma se ne era già andato dal Seminario durante la prima pausa.
Durante la mattinata, la signora Mariana Celsa avrebbe presentato una denuncia per violazione ai propri diritti umani e lavorativi presso il Centro Nicaraguense de Defensa de los Derechos Humanos (Cenidh) e per la giornata di domani, 20 maggio, è prevista una conferenza stampa.

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