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Nicaragua: revocato lo Stato d'Emergenza

3 giugno 2005 - Giorgio Trucchi

Durante una lunghissima seduta parlamentare, durante la quale era prevista la discussione sull'approvazione o meno del Decreto del Presidente Bolaños che proclamava lo Stato d'Emergenza Economica con la relativa sospensione di tre articoli della Costituzione, la Asamblea Nacional ha comunicato l'inaspettata notizia che lo stesso Presidente aveva deciso la reroga del Decreto stesso e quindi la riattivazione di tutti quei diritti che erano stati irresponsabilmente sospesi.

La giornata di mercoledì 1 giugno, aveva visto la mobilitazione della maggior parte delle organizzazioni della società civile e degli studenti universitari per preparare una marcia di protesta che sfidasse il divieto di manifestazione sancito dallo Stato d'Emergenza.
Davanti alla Università Centroamericana (UCA), un gruppo di giovani (non si sa se studenti) avevano bloccato una macchina di proprietà statale e l'avevano incendiata.
Da più parti si erano levate voci di condanna per le misure decise da Bolaños, misure che sancivano un precedente storico per il Nicaragua.
All'inizio della seduta parlamentare e mentre fuori dalla Asamblea Nacional cominciavano ad arrivare centinaia di persone per chiedere ai deputati di non approvare il Decreto presidenziale, hanno preso la parola decine di organizzazioni della società civile che hanno ripudiato il comportamento di Bolaños e la sua intenzione di aumentare di quasi il 12% le tariffe dell'elettricità.
Questa misura era stata adottata dal Presidente con un altro decreto che aveva modificato il Regolamento della Legge dell'Industria Elettrica, attribuendosi la facoltà, che per legge spetta solo all'Istituto regolatore INE, di poter modificare e imporre tariffe.
Particolarmente incisivi sono stati gli interventi del Centro Nicaraguense de Derechos Humanos (Cenidh), che ha puntualizzato la totale illegalità di tale misura e quello di Ruth Selma Herrera della Red de Defensa de los Consumidores.
Durante il suo lungo intervento Ruth Selma ha detto che "Bolaños sono 8 anni che sta al potere. 5 come vicepresidente di Alemàn e 3 come Presidente della Repubblica. Che cosa ha fatto fino ad ora per la crisi energetica? Questo signore che adesso si erige come riscossore di soldi per Union Fenosa, che cosa ha fatto per investire nel settore idroelettrico, geotermico, eolico? Assolutamente niente. Adesso dice che i deputati non gli hanno permesso di utilizzare le fonti di acqua per sviluppare l'energia idroelettrica, ma sappiamo che Bolaños e il ministro del Tesoro, Mario Arana, vogliono privatizzare l'acqua e fare affari con le multinazionali che sono pronte per venire in Nicaragua.
Vogliamo chiedere ai deputati, alla Contraloria de la Repubblica, al Gabinetto di Governo formato da quegli inutili nominati dal Presidente Bolaños e che si fanno pagare un sacco di soldi per non fare nulla....quando hanno fatto qualcosa per l'Energia di questo paese? Ora, questo incapace che dovrebbe essere destituito, ha emesso un nuovo decreto per conformare una Commissione, formata da quattro ministri, per studiare la struttura del costo dell'energia.
Quando si ha visto che c'è bisogno di un decreto per mettere a lavorare quattro dei suoi ministri? Esiste una quantità impressionante di studi, milioni di dollari apportati dal BID, dalla Banca Mondiale, dai giapponesi per fare questi studi. Esistono tonnellate di studi fatti da consulenti pagati profumatamente e adesso si mettono a farne di nuovi. La verità è che non esiste volontà politica per studiare e affrontare il problema energetico".

Mentre continuavano gli interventi dei membri delle organizzazioni sociali, è giunta la notizia che il Presidente Bolaños aveva derogato lo Stato d'Emergenza.

E' difficile valutare il perché di questa mossa imprevista dato che il Decreto avrebbe avuto la validità di 3 mesi.
La versione ufficiale è che la motivazione dello Stato d'Emergenza era decaduta nel momento in cui il governo aveva trovato un accordo con Union Fenosa e le imprese generatrici di energia (Coastal Power e Enron Nicaragua) per riattivare la produzione, accettare gli aumenti per chi consuma più di 150 Kw e impedire i razionamenti nella distribuzione di energia elettrica.
In questo modo, Bolaños ha sospeso lo Stato d'emergenza ma ha mantenuto in vigore quello che gli permette di concedere gli aumenti alla multinazionale spagnola.
Molto più probabile è che il Presidente Bolaños si è visto spiazzato dalla immediata reazione da parte della società civile (che ultimamente aveva corteggiato affinché lo appoggiasse nel famoso Dialogo Nazionale), che alla fine ha deciso di partecipare, anche se non tutta, alla seduta della Asamblea Nacional contro lo Stato d'Emergenza e gli aumenti alle tariffe, sfidando apertamente le imposizioni del Presidente.

Non è nemmeno da escludere che abbia temuto che la situazione gli scappasse di mano, visto che i deputati avrebbero, come in effetti hanno fatto, eletto immediatamente i direttori della nuova Superintendenza dei Servizi Pubblici che dovrà sostituire le Imprese pubbliche che fino ad oggi dipendevano direttamente dal Potere Esecutivo e che fungevano da regolatrici di tutta la tematica legata ai servizi basici (luce, telefonia e acqua).

L'annuncio della sospensione dello Stato d'Emergenza è stato salutato con un boato e da un lungo applauso e il deputato sandinista, Edwin Castro, ha annunciato l'immediata nomina della nuova Superintendenza dei Servizi Pubblici (Sisep) e l'inizio di una nuova lotta per impedire gli aumenti decisi da Bolaños. Ha quindi invitato tutta la popolazione a presentare esposti alla Corte Suprema de Justicia affinché dichiari illegale il Decreto presidenziale che concede a Bolaños la facoltà di poter modificare e applicare tariffe ai servizi basici.
Il deputato sandinista Roberto Gonzalez ha rincarato la dose dicendo che impediranno gli aumenti e se le imprese straniere inizieranno nuovamente con la sospensione della produzione di energia e con il razionamento, chiederanno la sospensione delle licenze e dei contratti di concessione.

Dopo la discussione, i deputati hanno quindi proceduto alle nomine dei nuovi Intendenti che a partire da oggi, venerdì 3 giugno, saranno a tutti gli effetti i nuovi titolari degli istituti regolatori dei servizi basici.
Mentre in Parlamento avvenivano le nomine, il governo mandava immediatamente i corpi speciali della Polizia a proteggere gli edifici degli stessi Enti regolatori (Ine, Inaa e Telcor), temendo azioni di forza da parte dei simpatizzanti dei principali partiti politici.

Nei prossimi giorni, quindi, il Nicaragua rischia di trovarsi in una situazione mai vissuta prima.
Il Parlamento, nelle sue piene facoltà legittimate dalla Costituzione, riconoscerà il nuovo Istituto e i direttori di ogni area (Energia elettrica, telefonia, acqua e difesa del consumatore) e disconoscerà i vecchi istituti e gli attuali direttori. Il Presidente della Repubblica e il suo governo, al contrario, hanno già detto che non riconoscono queste nomine e nemmeno la nuova Superintendenza e si corre il rischio di trovarsi in una situazione di stallo totale, di reciproco disconoscimento di autorità tra Poteri dello Stato e di possibili scontri dove, alla fine, chi ne trarrà vantaggio saranno solo le multinazionali che gestiscono questi settori.

Note:

A breve, per chi fosse interessato, potrà trovare le registrazioni della Dichiarazione di Stato d'Emergenza e l'annuncio in diretta dalla Asamblea della sua revoca sul sito www.itanica.org

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