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Nicaragua: Marcia senza ritorno

8 giugno 2005 - Giorgio Trucchi


Le più di 400 persone affette dalle conseguenze dell'uso del Nemagón rimaste ancora nell'accampamento davanti alla Asamblea Nacional, stanno per compiere 100 giorni da quando sono arrivate lo scorso 2 marzo (sono invece già 106 i giorni da quando sono partite da Chinandega).
Stanno affrontando, giorno dopo giorno, le piogge e il freddo di questo inverno che sta rovesciando su Managua grandi quantità d'acqua e di umidità.
Hanno rinforzato le tende con nuovi teli di plastica nera e continuano con i propri ritmi, con le proprie attività, con la distribuzione di alimenti che la solidarietà nazionale e internazionale continuano ad apportare, mentre i propri delegati continuano le negoziazioni con il governo.
E' bene ricordare che lo scorso 13 maggio è stato firmato un Accordo Preliminare con il governo contenente 21 punti e che le riunioni con la Commissione Interistituzionale che sono seguite, hanno avuto l'obiettivo di concludere i punti ancora in sospeso o in via d'esecuzione.
A seguito di questi primi accordi la maggior parte della gente è tornata a casa, ma come si è più volte detto, non si è trattato della fine della lotta, ma di una manovra per evitare di esporre gente già gravemente malata all'arrivo dell'inverno, cosa che avrebbe provocato un vistoso peggioramento delle situazioni sanitarie e un aumento della mortalità.
A presidiare l'accampamento, a mantenere la pressione sul governo e sui deputati e a verificare l'esecuzione e rispetto degli accordi firmati sono quindi rimaste più di 400 persone, che mantengono costantemente il contatto con la gente che è tornata a casa, la quale è sempre pronta a ritornare nel caso insorgessero problemi.
E' continuata anche la solidarietà da parte della società civile nicaraguense e a livello internazionale, anche se in forma più ridotta.
A questo proposito resta importante e direi fondamentale continuare nel minuzioso lavoro informativo e di pressione sulle istituzioni, soprattutto sul Potere Legislativo che continuare ad essere piuttosto disinteressato all'argomento.
Per mantenersi sempre informati collegatevi a www.itanica.org (in italiano) e a www.rel-uita.org (in spagnolo).

A che punto sono?
Come si diceva, quindi, le negoziazioni con il governo sono proseguite e manca ormai molto poco alla loro conclusione.
Secondo una prima verifica, tutti i punti contenuti negli accordi firmati scorso 13 maggio sono stati rispettato e si è avanzato su praticamente tutti i punti in sospeso o in via di definizione.
Sull'aspetto sanitario si stanno compiendo gli accordi di assistenza medica sia per le persone rimaste a Managua, sia per quelle tornate a casa. Sono stati consegnati i carnet alle migliaia di persone ammalate che danno accesso a cure, analisi e parte delle medicine e durante la prossima settimana inizierà il corso di formazione per i Fiscales che avranno il compito di controllare che questi accordi vengano rispettati su tutto il suolo nazionale.
Il governo ha anche presentato la proposta di budget specifico per il caso del Nemagòn da inserire nel Bilancio per il 2006. Si stanno ancora discutendo le cifre, ma sembra che la proposta sia molto soddisfacente e che includa anche la dialisi per circa 200 persone e il costo dei trasporti per i trasferimenti delle persone a Managua o nelle città dove sono previste le visite, analisi, etc..

Sono continuate e si stanno terminando gli accordi per i progetti più legati all'ambiente (riforestazione, controllo dello stato delle acque, eliminazione dei pesticidi della "dozzina maledetta", controllo della "quemas" dei campi durante la raccolta della canna da zucchero, elaborazione di un piano per utilizzare metodi organici per le coltivazioni delle banane e canna da zucchero, etc...).
Sono stati consegnati tutti i passaporti per le persone che dovranno andare negli Stati Uniti per la prima udienza del processo contro le multinazionali.
A questo proposito è importante ricordare che la lotta di questi ultimi tre mesi non sostituisce né riduce l'impegno dei bananeros nella lotta per la rivendicazione del proprio diritto a un indennizzo da parte delle multinazionali.
Tutto l'aspetto che è stato alla base della loro lotta e della nascita della Campagna Bananeras "No chemicals" in Italia da parte dell'Associazione Italia-Nicaragua, è ancora vigente e più attivo che mai.
Quello che è stato fatto in questi mesi è da inquadrare in una strategia più ampia da parte di questi settori che, con l'importante appoggio e consulenza di varie organizzazioni della società civile, hanno saputo riunirsi, lottare insieme ed affrontare una lotta a livello nazionale che abbordasse tematiche che spettano alle istituzioni nicaraguensi come la salute, l'ambiente, l'inquinamento, l'uso di pesticidi e i diritti acquisiti dopo tanti anni di lavoro massacrante.
Sempre con il governo e con l'Istituto di Previdenza Sociale (Inss) si è felicemente concluso il discorso delle pensioni vitalizie per i lavoratori della canna da zucchero e già varie centinaia di persone ammalate di Insufficienza renale cronica (Irc) e di vedove stanno ricevendo le pensioni con pagamento degli arretrati.

Resta ancora in sospeso il tema più delicato e cioè il dialogo con la Asamblea Nacional.
Con questa istituzione si dovrà accordare la riforma dell'Art. 1 della Legge 456 sull'Insufficienza Renale Cronica per poterla finalmente considerare come malattia professionale; si dovrà affrontare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della risoluzione del 2004 che attesta la inderogabilità della Legge Speciale 364 sul Nemagòn; l'approvazione della Legge di Pensione Vitalizia per i bananeros ammalati e l'accettazione di includere nel prossimo Bilancio della Repubblica la somma per le spese mediche che verrà accordata durante le negoziazioni tra governo e settori in lotta.

La situazione con il Parlamento
Mentre il Frente Sandinista non ha ancora voluto aprire nemmeno una piccola possibilità di dialogo (vari sono i motivi, soprattutto legati a scontri interni con alcuni dei dirigenti dei bananeros), il Partido Liberal Constitucionalista ha convocato i delegati dei settori ed ha dato la sua disponibilità a risolvere velocemente i punti mancanti (anche senza la partecipazione del Fsln, il Plc avrebbe i voti per far approvare i punti sopra elencati).
Proprio durante i prossimi giorni ci sarà una riunione con i membri del Plc che fanno parte della Junta Directiva.
Bisogna comunque ricordare che la Presidenza della Junta Directiva della Asamblea Nacional è in mano al Fsln e che è il Presidente, Renè Nuñez, che ha il potere di formare l'ordine del giorno e quindi decidere di quali argomenti si parlerà. Senza un suo consenso (che è quindi il consenso del Fsln) c'è il rischio che le cose restino comunque bloccate.
Un altro aspetto su cui si dovrà fare attenzione è il capire il perché di questo improvviso interesse da parte del Plc e sembra, dello stesso Arnoldo Alemàn. E' difficile che questo partito si muova solo perché abbia interessi sociali nei confronti della situazione di queste migliaia di persone.

Per concludere, ricordiamo che l'Associazione Italia-Nicaragua continua con la sua Campagna in appoggio ai bananeros presenti nell'accampamento e alla loro lotta più in generale, con aiuti concreti a livello sanitario (medicine) e soprattutto di alimenti utilizzando i fondi raccolti nelle varie attività svolte in tutt'Italia.
Dal giorno dell'inizio della marcia ad oggi sono stati spesi quasi 8.500 dollari per i quali ringraziamo le centinaia di persone che, in un modo o nell'altro, hanno reso possibile questo risultato e soprattutto la permanenza dei settori in lotta a Managua.

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