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Nicaragua: i lavoratori bananeros tornano a Managua per far rispettare gli accordi

15 giugno 2005 - Giorgio Trucchi


Li avevamo lasciati esattamente un mese fa, mentre a migliaia salivano sugli autobus messi a disposizione dal governo per far ritorno alle loro case dopo 74 giorni di dura lotta.
I bananeros ammalati a causa del Nemagòn e gli ex lavoratori della canna da zucchero ammalati di Insufficienza Renale Cronica (Irc), avevano raggiunto e firmato accordi preliminari con il Governo e per non peggiorare il loro stato di salute, avevano deciso di abbandonare la Ciudadela del Nemagòn prima dell'arrivo delle piogge e dell'inverno nicaraguense.
Erano rimaste 400 persone a presidiare l'accampamento e per continuare le negoziazioni con il Governo.
Il punto più duro, però, restava sempre quello di smuovere le coscienze e l'interesse dei deputati che, fino a quel momento, non avevano dimostrato il benché minimo segnale d'interesse per la loro lotta e per le loro legittime richieste.
Prima della partenza i bananeros l'avevano detto e l'avevano giurato. "Questa non è una smobilitazione. Ce ne andiamo, ma restiamo. Dobbiamo pensare alle persone che stanno peggio e che con l'arrivo delle piogge potrebbero compromettere in modo grave la propria salute. Restiamo però pronti a tutto. Se il governo non rispetta quanto ha firmato o se i deputati continuano a dimostrare insensibilità e disinteresse siamo pronti a tornare immediatamente".
Da quel 14 maggio è quindi passato un mese, durante il quale la delegazione dei settori in lotta ha continuato le negoziazioni con il governo fino ad arrivare a pochi passi dalla loro conclusione (vedi articolo "Aggiornamento Marcia senza ritorno" del 7 giugno 2005).
Il contatto con le migliaia di persone ammalate che erano tornate alle loro case non si era mai perso, anzi, era continuato in modo fitto ed organizzato.
Un mese in cui i delegati avevano cercato più volte il contatto con i deputati.
Mentre da parte del Frente Sandinista il silenzio è stato assoluto, con alcuni deputati del Partido Liberal Constitucionalista (Plc) c'erano state delle aperture. Un incontro con il Presidente del gruppo parlamentare del Plc, Enrique Quiñonez, aveva fatto sperare in uno sviluppo positivo dei punti che spettano al Parlamento (Risoluzione che stabilisca l'inderogabilità della Legge speciale 364 sul Nemagón, approvazione di una Legge speciale per la Pensione Vitalizia ai bananeros ammalati, approvazione di una partita speciale per le spese mediche all'interno del Bilancio Generale della Repubblica e riforma dell'art. 1 della Legge 456 sull'Insufficienza renale cronica).
Per l'ennesima volta, però, i delegati sono stati lasciati fuori dal Parlamento per più di tre ore, aspettando invano di essere ricevuti dai membri liberali della Junta Directiva della Asamblea Nacional. Alla fine se ne sono andati, come già successo innumerevoli volte, questa volta però denunciando ai mezzi informativi l'ennesima presa in giro da parte dei deputati.

Dopo 104 giorni di durissima permanenza a Managua e 114 da quando sono partiti da Chinandega in quell'ormai lontano 20 febbraio, la pazienza è finita e durante lo scorso fine settimana, la maggior parte dei leader delle varie organizzazioni hanno percorso centinaia di chilometri per avvisare la gente che era giunta l'ora di dimostrare che quanto avevano promesso e giurato non erano solo parole.
Era urgente e necessaria la presenza di tutti a Managua.
Già a partire da sabato 11 giugno sono apparse le prime famiglie e la Ciudadela ha cominciato a rianimarsi.
La gente sta quindi tornando alle proprie tende e sta risistemando i tetti e le pareti fatte di fogli di plastica nera, rinforzandoli come può per proteggersi dalle piogge che in queste settimane sono state particolarmente fitte ed intense.
Altre persone hanno iniziato a costruire tende nuove, tagliando pali con il machete, legando corde, scavando canali per far scorrere l'acqua.
Si sente e si vede fermento nella Ciudadela. Tutti e tutte per dare l'assalto finale, l'offensiva finale alla Asamblea Nacional.
Nei prossimi giorni è previsto l'arrivo di almeno 3 mila persone.
Riattiveranno anche i piani iniziali di proteste, di disobbedienza civile, intensificando la comunciazione con i mezzi d'informazione per cercare di isolare sempre di più i deputati che, davanti all'opinione pubblica, restano i membri dell'unica istituzione che non ha ancora mosso un solo dito per ascoltare queste migliaia di persone che lottano per i loro giusti diritti.
I bananeros hanno anche deciso di partecipare alla "grande" marcia che si svolgerà giovedì 16 giugno. Una marcia indetta da vari settori della società nicaraguense, ma anche dall'impresa privata, dai partiti legati al governo, dal Partito Conservatore, dai dissidenti dei due principali partiti (Edurado Montealegre per il Plc e l'ex sindaco di Managua, Herty Lewites, per il Fsln), dal Partido della Resistencia (Ex Contra) e da varie personalità.
Una marcia ufficialmente indetta per opporsi a quello che definiscono il Patto libero-sandinista ed in cui è evidente la mano di Enrique Bolaños e del governo e che si svolgerà proprio il giorno successivo all'arrivo del Segretario generale della OEA in Nicaragua, per seguire la grave crisi istituzionale che sta attraversando il paese con lo scontro tra Potere Esecutivo e quello Legislativo.
Secondo i bananeros, la loro partecipazione dipende non tanto dal riconoscersi nelle richieste che vengono fatte, ma per poter portare ancora una volta in primo piano il loro caso e per chiedere che esso venga considerato da adesso e per il futuro come "caso di Stato", a cui qualsiasi Governo e Parlamento futuro dovrà dare l'attenzione e il sostegno che merita.

Intanto durante la giornata di domani martedì 14 giugno, i settori in lotta cercheranno per l'ennesima volta di entrare in Parlamento per presentare, attraverso l'appoggio di due deputati del gruppo parlamentare Azul y Blanco e uno di Camino Cristiano, una proposta di Risoluzione che dia risposta ai punti che da 114 giorni stanno chiedendo (più sotto il testo tradotto).
Il ritorno di migliaia di persone nella Ciudadela del Nemagòn provocherà sicuramente l'attenzione dei mezzi informativi e della società civile. A questo però si aggiungerà un nuovo stato di Emergenza, sia per le condizioni molto più difficili da affrontare (le piogge e le conseguenti malattie), sia per il dover nuovamente alimentare così tanta gente, sia per la tensione che si potrebbe generare se il Parlamento continuasse a restare sordo alle grida di dolore di questa gente.
Proprio per questo è ricominciato un fitto contatto con tutte le organizzazioni della società civile nicaraguense affinché si mobilitino per apportare ciò che possono in termini di plastica nera per le tende e soprattutto di alimenti e medicine.
Anche per la solidarietà internazionale si riattiva l'urgenza di aumentare la pressione sul Parlamento affinché receda dalla sua posizione di insensibilità assoluta.
Siamo quindi all'inizio di una nuova fase di cui tutti avrebbero volentieri fatto a meno, ma alla fine, in questo Nicaragua che stenta a rialzare la testa e che sprofonda sempre di più nella povertà (nonostante gli indici di crescita economica che il governo sventola ai quattro venti), sembra che questa diventi l'unica strada possibile per farsi sentire e per avere delle risposte.
La Marcia senza ritorno continua, con la profonda speranza che non ci vogliano ancora tanti morti prima di smuovere le coscienze di questa classe politica.

(Testo e foto Giorgio Trucchi)


Risoluzione Asamblea Nacional
La Asamblea Nacional della Repubblica del
Nicaragua

Considerando:

I
Che attualmente stanno tornando le più di sei mila persone a Managua, gli ammalati a causa del Nemagón e altri settori popolari tra i quali gli ammalati della Creatinina, dopo che più di sei mila persone colpite dagli effetti degli agrotossici sintetici hanno marciato per la quarta volta in un pellegrinaggio dal dipartimento di Chinandega e stanno realizzando un presidio a tempo indefinito davanti alle installazioni della Asamblea Nacional, con quattro mesi di permanenza nel luogo, chiedendo il sostegno legale, materiale e morale alle massime autorità del Governo e del Potere Legislativo.

II
La lunga lotta che per anni hanno portato avanti migliaia di ex lavoratori del banano e le loro famiglie per l'approvazione di uno strumento legale che permettesse loro di denunciare a livello giudiziale le compagnie multinazionali che hanno utilizzato pesticidi che hanno danneggiato irreversibilmente la loro salute e quella delle loro discendenza e che continua a provocargli la morte.

III
Che i Deputati dell'Asamblea Nacional, come rappresentanti del Popolo, sono obbligati dalla Costituzione alla quale devono fedeltà e in base alla Legge 364 nel suo Art. 13, a dare il proprio sostegno agli ammalati a causa del pesticida DBCP, dando loro il più alto foro di dibattito politico affinché realizzino pubblicamente la loro giusta denuncia contro le imprese multinazionali che hanno recato danno ai lavoratori e lavoratrici ed ex lavoratori e lavoratrici e loro famigliari in modo irreversibile.

IV
Che le imprese multinazionali e il loro rifiuto a pagare per i danni causati con l'utilizzo del DBCP nella fincas bananeras del nostro paese, nonostante fossero a conoscenza che queste sostanze erano altamente tossiche, hanno realizzato una chiara violazione ai diritti umani degli ammalati per il Nemagòn, come il diritto alla sicurezza giuridica, sociale e il diritto alla Salute. Con l'uso di questo pesticida si sono anche arrecati gravi danni all'ambiente, con l'inquinamento del suolo e delle fonti d'acqua. Queste multinazionali che negli ultimi tempi hanno ricattato i lavoratori e lavoratrici e i loro famigliari sollecitando pubblicamente il ritiro delle denunce presentate nei tribunali in Nicaragua come all'estero e volendo arbitrariamente la derogazione della Legge 364.

V
Che gli ammalati di Insufficienza Renale Cronica (Creatinina), lavoratori del settore canna da zucchero e i loro famigliari, continuano a morire a causa di questo male e non contano con un'assistenza legale che tuteli i loro diritti in materia di previdenza sociale, per i gravi danni alla salute provocati dalla contaminazione delle fonti d'acqua delle piantagione di canna da zucchero. Per cui abbiamo l'obbligo di effettuare la riforma dell'Art. 1 della Legge 456 relativo all'Insufficienza Renale Cronica (IRC).

VI
Che nonostante esistano raccomandazioni della Commissione Nazionale dell'Uso Integrato di Plagas, in relazione alla nuova "Dozzina sporca" di pesticidi, che continuano a causare gravi danni alla salute di migliaia di persone che sono esposte all'uso di questi prodotti, per il cui motivo si deve realizzare una riforma alla legge 274 e suo regolamento, proibendo l'uso di detti pesticidi.

RISOLVE:

Primo: E' nostro obbligo, come rappresentanti del popolo per mandato costituzionale e per la Legge 364, attuare in solidarietà e sostegno agli ammalati a causa del pesticida DBCP e gli ammalati di Insufficienza Renale Cronica (Creatinina) in base alla Legge 456, nell'ardua lotta che hanno intrapreso per ottenere una giusta compensazione in diritto di sicurezza sociale che li aiuti a sopportare gli irreparabili danni fisici, psichici e morali che soffrono.

Secondo: Delegare tre deputati, uno della Commissione Diritti Umani e Pace, uno della Commissione Sanità e uno della Commissione Lavoro, i quali si dovranno integrare immediatamente alla Commissione Interistituzionale già formata per questo scopo.

Terzo: Ci impegniamo a non derogare, nè riformare la Legge 364 "Ley Especial para la tramitaciòn de juicios promovidos por las personas afectadas por el uso de Pesticidas fabricados a base de DBCP" fino a che non si sia raggiunto l'obiettivo e il mandato previsto dalla stessa.

Quarto: Accelerare i procedimenti per le analisi e aper l'approvazione di una "Legge Speciale di Emergenza di Pensioni Vitalizie" per i lavoratori/trici ed ex lavoratori/trici esposti al prodotto chimico Nemagòn y Fumazone (DBCP), affinché venga loro concessa una pensione dalla Previdenza Sociale, abbiano o no versato i contributi richiesti dall'Istituto di Previdenza Sociale (INSS).

Quinto: Analizzare la Legge 274 e il suo regolamento per una sua riforma immediata in virtù di proibire l'uso di pesticidi altamente pericolosi per la salute umana che vengono ancora utilizzati nel nostro paese e proibire la loro importazione.

Sesto: La presente risoluzione dovrà essere firmata dal Presidente e Segretario dell'Asamblea Nacional e mandata a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale.

Settimo: La presente risoluzione dovrà essere ratificata da tutti i deputati della Asamblea Nacional presenti al momento della sua approvazione.

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