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Comunicato de "La Coordinadora de Defensa del Agua y del Gas"

15 giugno 2005

"In seguito alle mobilitazioni delle ultime settimane in Bolivia dopo le
dimissioni del presidente Mesa, il parlamento ha eletto l'ex Presidente del
Tribunale Supremo Rodríguez Veltzé come presidente della Repubblica.
L'impegno assunto durante il giuramento E' stato quello di convocare le
elezioni entro 150 giorni e di nazionalizzare gli idrocarburi, come
chiedono i movimenti. In rarissimi casi i mezzi di comunicazioni hanno dato
una reale informazione su quanto stesse avvenendo e su quelle che sono le
posizioni dei settori sociali boliviani. "La Coordinadora de Defensa del
Agua y del Gas" che raggruppa la società civile boliviana che in questi
anni ha lottato per difendere i beni comuni e con la quale l'associazione A
Sud lavora nell'ambito di una serie di progetti di cooperazione, ci ha
fatto pervenire la sua posizione ufficiale in merito a quanto successo ed a
quelle che sono le richieste legittime dei movimenti." (A Sud)

Ai compagni e alle compagne che si stanno mobilitando in questi giorni in
Bolivia

All'opinione pubblica nazionale ed internazionale

La Coordinadora de Defensa del Agua y el Gas comunica all'opinione
pubblica il bilancio sull'attuale situazione boliviana:

1 Attraverso l'enorme mobilitazione del popolo boliviano e dei popoli
indigeni di tutto il territorio nazionale siamo riusciti a schivare
momentaneamene la più grande manovra delle multinazionali, del governo
statunitense, dell'oligarchia di Santa Cruz e dei partiti politici
tradizionali boliviani.

2 Ieri, grazie allo sforzo di migliaia di uomini e di donne, e con la
vita del fratello minatore Juan Coro, abbiamo impedito che tornasse al
governo la Mega-coalizione di Vaca Diaz, che avrebbe significato un bagno
di sangue sul popolo boliviano e il continuo saccheggio delle nostre
risorse naturali.

3 Questo, compagni e compagne, non E' una cosa da niente: tutto il
potere del capitale mondiale era concetrato fino a ieri in una manovra
contro di noi e siamo riusciti a fermarla. Per questo motivo dobbiamo
considerare che ciò che abbiamo ottenuto E' davvero tanto, anche se non
abbiamo raggiunto esattamente tutti gli obiettivi strategici che la
popolazione boliviana, semplice e lavoratrice, si era proposta
collettivamente.

4 Questi obiettivi strategici continuano ad essere i seguenti:

1) la NAZIONALIZZAZIONE, la riappropriazione sociale degli
idrocarburi boliviani, che sono oggi di fatto nelle mani delle
multinazionali

2) la realizzazione di una ASSEMBLEA COSTITUENTE sovrana e con una
rappresentanza maggioritaria della popolazione boliviana - e non dei
partiti - che progetti una nuova forma di convivenza interna e di
regolamentazione sociale per tutti noi, che costruisca una nuova volontà
collettiva dal basso.

5 Nei prossimi giorni dobbiamo cominciare il dibattitto popolare su
come realizzare concretamente questi obiettivi.

6 Consideriamo opportuno che dopo 3 settimane di agitazioni, scontri e
mobilitazioni si decreti una pausa affinchE' la popolazione possa
aprovigionarsi di alimenti e combustibile; inoltre questo periodo sarà
necessario per ascoltare la posizione che il nuovo presidente, Sr.
Rodriguez, assumerà di fronte alla popolazione boliviana. Abbiamo detto al
Sr. Rodriguez chiaramente che consideri gli obiettivi della popolazione
sono i due punti esposti prima, e che lui stà nel Palazzo del Governo solo
perchE' i suoi predecessori non ci hanno voluto ascoltare, non hanno tenuto
conto delle nostre opinioni e delle nostre proposte, non hanno governato
ubbidendo alla gente. Non accetteremo che si organizzino altre manovre
contro di noi perchE' E' già nota la forza che siamo capaci di mettere in
campo.

7 E' importante fare inoltre la seguente riflessione. In questa
mobilitazione di maggio-giugno abbiamo potuto vedere due cose: da una parte
l'enorme forza che siamo capaci di dispiegare: siamo in grado, in quanto
differenti e numerosi movimenti sociali, di paralizzare l'intero territorio
nazionale e di evitare le manovre degli imprenditori e dei cattivi
governanti. Dall'altra parte non siamo stati in grado di imporre le nostre
decisioni e i nostri obiettivi strategici ai governanti che oggi si
trovano nella peggiore delle crisi. Tenendo conto di queste due
considerazioni dobbiamo aprire un'ampia riflessione e un dibattito in tutti
i quartieri e in tutte le comunità di Cochabamba e del paese, sulla
necessità di costruire poco a poco la nostra capacità di AUTOGOVERNO, per
promuoverla durante le prossime mobilitazioni.

8 Alla nostra forza immensa di paralizzare il paese deve corrispondere
una grande e creativa capacità di realizzare le nostre proposte al di là
delle istituzioni ufficiali e dei partiti politici tradizionali. In questa
occasione questo processo E' iniziato con l'occupazione dei pozzi di
idrocarburi, delle centrali del gas, delle raffinerie. Alla prossima
occasione dovremmo essere capaci di metterli in funzione per il bene di
tutti noi.

9 Andremo avanti con la stessa forza, in maniera invariata e
irreversibile in questo orrizzonte collettivo tracciato da anni per il
popolo, costruendo un paese per noi, per i nostri figli e i figli dei
nostri figli.

Note:

traduzione a cura di redazione a sud

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