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Nicaragua: Daniel Ortega propone l' anticipazione delle elezioni presidenziali del 2006

28 giugno 2005 - Giorgio Trucchi


L'arrivo in Nicaragua del Segretario Generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), Josè Miguel Insulza, non ha portato grandi cambiamenti nel conflitto che ormai da vari mesi coinvolge il Potere legislativo, controllato dai due principali partiti - Fsln e Plc - e il Presidente Enrique Bolaños.
L'intervento della Oea è risultato alla fine poco produttivo, la qual cosa colpisce in modo particolare le aspettative del Presidente Bolaños, che da mesi aveva sventolato l'intervento della OEA come unica possibilità per risolvere il conflitto.
Il giorno dopo la partenza di Insulza, il Presidente Bolaños ha rotto il silenzio ed ha dichiarato di essere disposto ad abbandonare la sua carica in cambio di nuove elezioni anticipate che avrebbero l'obiettivo di formare una Asamblea Costituente per la creazione di una nuova Costituzione.
Ha comunque condizionato il suo abbandono allo scioglimento di tutti gli altri Poteri dello Stato ed alla convocazione di un Referendum per conoscere l'opinione della gente sulle riforme elettorali effettuate dal Parlamento.
La proposta, che conta con vari elementi di incostituzionalità dato che la rinuncia alla sua carica aprirebbe le porte a nuove elezioni, ma con la presenza sempre di un Potere Legislativo, Giudiziario ed Elettorale che dovrebbero comunque restare in carica fino all'installazione della nuova Asamblea Costituente, è stata immediatamente raccolta dal Segretario generale del Frente Sandinista, Daniel Ortega, che in un'improvvisata conferenza stampa di circa due ore e il giorno successivo durante la celebrazione del 26 anniversario del Repliegue (storica ritirata strategica da Managua verso Masaya effettuata dalle truppe sandiniste e dalla popolazione nel 1979, che permise di rinforzare ed organizzare l'offensiva finale e la liberazione della capitale poco meno di un mese dopo) ha accettato la proposta di Bolaños, sfidandolo ad andare fino in fondo dimettendosi dalla sua carica.
Siamo quindi a un punto che potrebbe segnare la svolta di questo conflitto e il prossimo mercoledì 30 giugno si svolgerà l'ennesima seduta del Dialogo Nazionale dove il Frente Sandinista e la Convergencia presenteranno la propria proposta formale di elezioni anticipate e il Partido Liberal dovrà esprimersi su questo punto.
Il Governo, preso sicuramente alla sprovvista, ha risposto solo con timide spiegazioni e non ha ancora fatto sapere se parteciperà o no al Dialogo.
Di seguito la dichiarazione di Daniel Ortega durante la conferenza stampa del 23 giugno.

(Chi volesse l'originale in spagnolo può farmene richiesta)


"Ci sono stati momenti nella nostra storia in cui, dopo molte polemiche, contraddizioni, scontri e anche guerre, abbiamo trovato una soluzione definitiva attraverso il dialogo e all'interno di un quadro di rafforzamento delle leggi e della Costituzione, in un processo in cui tutti i cittadini hanno coinciso, nonostante le diverse ideologie e pensieri politici, che l'unica strada per i nicaraguensi è quella di una soluzione civica e una via pacifica e che queste situazioni si risolvono con il voto cittadino e dando ai nicaraguensi l'opportunità di decidere con il proprio voto.
Ricordo che nel 1989 dovevamo trovare una via d'uscita per il paese, in momenti più duri di quelli attuali. Momenti in cui c'era la guerra, che scorreva il sangue, in cui la polarizzazione tra nicaraguensi si manifestava in modo estremo, momenti in cui non potevamo nemmeno dirigerci la parola tra un bando e l'altro.
E' stato attraverso il dialogo e prendendo decisioni forti e audaci per rafforzare la pace, che abbiamo potuto superare questo momento.
Con gli Accordi di pace firmati ad Esquipulas e Sapoà si misero le basi per le elezioni del 1990, che incluse l'anticipazione delle elezioni al 25 febbraio, anche se questo implicava che stavo rinunciando a quasi un anno di governo.
Il Consejo Supremo Electoral (CSE) era integrato da una grande maggioranza di cittadini identificati pienamente con il FSLN, essendo il Presidente il dott. Mariano Fiallos, una persona altamente qualificata e identificata con il FSLN.
Questo non fu un ostacolo, nonostante le critiche da parte delle forze politiche che parteciparono alle elezioni, al fatto che alla fine questo CSE, qualificato come politicizzato e sandinista, desse i risultati finali con la vittoria alla Union Nacional Oposidora (UNO).
Nel 1996, abbiamo avuto delle elezioni con un CSE in cui era già iniziato un processo attraverso il quale si ritirarono i magistrati sandinisti e i risultati di quelle elezioni, lo stesso processo elettorale e il giorno delle votazioni fu motivo di vergogna nazionale e internazionale.
Un processo elettorale totalmente viziato e voi siete stati testimoni dei vizi, del disastroso ed illegale che fu questo processo elettorale e la votazione stessa.
In questo stesso posto, il giorno dopo le elezioni, riuniti con il Segretario Generale della Oea, Cèsar Gaviria, con l'ex presidente Carter e con Arias del Costa Rica, ci manifestarono che nei loro paesi e in qualsiasi altro paese latinoamericano, per molti meno errori, vizi e illegalità di quelle accadute qui, si sarebbero invalidate e rifatte le elezioni.
Però ci dissero che dovevamo capire e che dovevamo accettare per il bene del Nicaragua. Elezioni spurie in cui venne eletta la formula Alemàn-Bolaños Geyer.
Alla fine fu la Corte Suprema de Justicia (CSJ) a dare legalità a questo governo perché in effetti non fu mai legittimo.
Allo stesso modo nelle ultime elezioni del 2001, denunciammo non solo l'uso delle risorse dello stato per la campagna elettorale del partito di governo, cosa avvenuta già nel 1996, ma anche quello che è stato il famoso uso della "votazione con testimoni", che permetteva a un cittadino di votare in vari posti se accompagnato da due testimoni.
Noi, con pazienza francescana, non potemmo far altro che riconoscere le votazioni e riconoscere la vittoria di Enrique Bolaños, anche se sapevamo della frode e dell'uso delle risorse dello stato.
Non sapevamo però che si erano usate risorse dello stato rubate al popolo, trasferite a Panama e poi fatte tornare in Nicaragua e messe sui conti bancari di Bolaños per la sua campagna elettorale, il quale oggi è accusato di delitti elettorali vincolati al lavaggio di denaro e furto.
Sono vari i funzionari del governo e del PLC legati a questo.
Voglio sottolineare la pazienza, la maturità, la saggezza del FSLN che ha messo in primo luogo l'interesse per il paese quando la situazione era davvero critica, scegliendo di cedere invece di avere un atteggiamento che avrebbe portato maggiori danni al paese.

Ora stiamo affrontando una crisi d'ordine economico, sociale ed è la crisi peggiore che sta colpendo il popolo nicaraguense.
Quando abbiamo lasciato il governo nell'anno 1990, il Nicaragua si trovava nella posizione 60 nella statistica sullo Sviluppo Umano fatta dalla ONU.
Questo vuol dire che nonostante il blocco economico e la guerra, eravamo riusciti a garantire al popolo, alimentazione, finanziamenti, educazione scolastica, sanità, casa, terra, cultura e sport, ricorrendo a prestiti, alla cooperazione esterna e allo sforzo interno di tutti i nicaraguensi.
E questo nonostante fossimo un paese in guerra, con i porti minati, soggetto all'aggressione e alla distruzione continua, perché qui ogni giorno distruggevano le scuole, gli ospedali, i Centros de Salud, ponti.
Ora invece, con il Governo della Nuova Era, siamo al posto numero 116 e cioè in situazione di povertà estrema, miseria, disoccupazione ed è per questo che la gente chiede un Governo veramente responsabile che dia risposta a questi problemi.
Non vuole più un paese sottomesso a posizioni autoritarie, che violano la legge, a tensioni tra Poteri dello Stato perché provoca maggior delusione e sfiducia, mancanza di credibilità nei confronti delle autorità e dei loro rappresentanti.
Per fare uno sforzo per salvare la situazione abbiamo fatto un'alleanza ed è questa la parola giusta che si deve utilizzare quando si parla di Patto.
Abbiamo fatto un'alleanza con tutte le forze politiche nel 1989 per le elezioni del 1990.
Poi abbiamo fatto un'alleanza con il governo di Violeta Chamorro per continuare un processo chiamato di Transizione.
Non abbiamo fatto un'opposizione totale e non abbiamo mai detto agli Organismi finanziari, né alla comunità internazionale di bloccare economicamente il paese.
Non abbiamo fatto quello che invece avevano fatto le altre forze politiche e gli impresari durante gli anni 80 quando eravamo al governo.
Io personalmente ho partecipato alla prima riunione a Washington tra Governo e i Paesi donanti, presieduto dal governo della signora Chamorro.
Abbiamo fatto alleanza anche con il governo di Alemàn e Bolaños, accordi che avevano a che fare con riforme istituzionali e sulla proprietà, per dare istituzionalità al paese e per liberarci dal Debito estero, battaglia che è continuata e con continua ancora oggi.
Con il governo di Bolaños abbiamo fatto il patto più grande dal 1990 ad oggi.
Con Bolaños abbiamo unito i nostri 38 voti con i 9 che aveva, per poter destituire il Presidente della Asamblea che era Alemàn.
Questo ha permesso che con questi voti si eleggesse una Junta Directiva del Parlamento in cui non abbiamo chiesto la Presidenza e nemmeno 4 cariche. Alla fine ci siamo accontentati di 3 cariche.
Sempre con questo patto abbiamo unito i voti e tolto l'immunità ad Alemàn che è stato poi processato e condannato a 20 anni.
Abbiamo continuato con questa alleanza profonda, e se vogliamo usare la parola "patto", è stato il patto più profondo che avessimo mai fatto.
Non abbiamo voluto mai usare la parola "patto" per la connotazione che ha nel nostro paese.
Noi la consideriamo un'alleanza con un interesse comune a favore del Paese.
Siccome però si usa così tanto da parte del governo e del Presidente, voglio quindi ricordargli quanto è successo veramente.
Questa alleanza, perché mi rifiuto di dire che il FSLN ha fatto un Patto perché l'unico patto che abbiamo è con il popolo, questa alleanza dicevo, è uguale a quella fatta con Violeta Chamorro, con Toño Lacayo, con Alemàn e anche la più profonda che abbiamo mantenuto per due anni.
Nonostante le contraddizioni che si sono generate, perché poi ha voluto allearsi con il PLC per eleggere la Junta Directiva nel 2004, quando mi chiese di aprire un dialogo per affrontare i gravi problemi del paese, io non ho dubitato ad arrivare alla Casa Presidenziale il 12 gennaio e con testimone il Cardinale Obando y Bravo e il rappresentante della Onu Jorge Chedieck, firmare un accordo dove si decideva di discutere delle riforme costituzionali nei termini di consensuarle.
Il Presidente non metteva in discussione il procedimento e la validità di queste riforme, ma chiedeva solo di consensuarle, mettersi d'accordo sulle nomine (delle autorità dei Poteri dello Stato e delle Imprese pubbliche n.d.r.) e ascoltare il governo per migliorare il loro contenuto.
In questo accordo stabilimmo di affrontare temi come la produzione, la creazione di una Banca di Credito, l'energia per la crisi che affrontava il paese, dei trasporti, dell'ambiente e del Trattato di libero commercio (Tlc).
In questo accordo che abbiamo firmato dovevamo anche far partecipare il PLC e quindi abbiamo deciso che fossi io ad andare a parlare e cercare il modo per farli partecipare, dato che non erano presenti alla firma dell'accordo.
Il presidente non era in condizione di andare nella Hacienda del Chile (dove Alemàn è agli arresti domiciliari n.d.r.) per le forti contraddizioni di carattere politico e soprattutto personali tra Bolaños ed Alemàn.
Sono andato a parlare con Alemàn, cercando la loro partecipazione ed impegno e venne fatto pubblicamente e non in forma segreta.
Noi non abbiamo mai fatto accordi segreti. Con Violeta Chamorro l'abbiamo fatto in pubblico, ci davamo la mano e ci abbracciavamo, se era necessario e in questo caso abbiamo firmato un accordo nel Chile e abbiamo deciso di rendere pubblico la buona volontà del PLC di sottoscrivere questi accordi, anche se senza condizioni dato che non erano firmanti dell'Accordo.
Questo processo di dialogo s'installo nell'Università Cattolica e al primo inocntro era presente anche Bolaños oltre che me e il Cardinale Obando come garante.
Abbiamo iniziato a lavorare a buon passo e quando erano avanzate le riforme e mancava solo di definire le nomine nei vari Poteri dello Stato e si chiedeva al Presidente di inviare i nomi proposti dal Governo, lui mosse tutte le influenze che aveva affinché la Corte Centroamericana de Justicia emettesse una sentenza, senza validità in quanto può emettere sentenze solo per dirimere conflitti tra Stati e non per immischiarsi in problematiche interne ai paesi. Questo l'ha stabilito subito la CSJ.
Però è bastata questa manovra del Governo, arrivando anche a finanziare la stessa CCJ con 500 mila dollari dati sottobanco indennizzando tre magistrati con 160 mila dollari ognuno, per far dire al Presidente che con questa sentenza non serviva più partecipare al dialogo.
Poi la situazione divenne più complessa quando il Presidente cominciò a non rispettare la Costituzione e peggiorò quando mandò la Polizia ad aggredire il Potere Giudiziario e fu in quel momento che ho espresso che anche se il Presidente ha sotto i propri ordini la Polizia e l'Esercito, questo non gli dà l'autorità per ordinargli di agire al di fuori della legge e della Costituzione.
Ho fatto un esempio estremo.
Si sa che il Presidente ha un concetto negativo del Cardinale e di dirigenti di alcuni partiti.
Se il Presidente comanda in modo assoluto la Polizia e l'Esercito, vuol dire che domani potrebbe ordinare di assassinare lo stesso Cardinale o qualsiasi altro dirigente politico.
Se in passato ho menzionato due mezzi di comunicazione è perché ho sentito espressioni del Presidente che esprimevano il suo malessere contro questi mezzi e questo nonostante il servizio che gli rendono. Questi mezzi informativi, però, quando divulgano opinioni critiche lo irritano e ricordo perfettamente e che sia onesto nell'ammetterlo, tutte le volte che mi ha detto che "questi sinverguenzas dei mezzi informativi devono pagare le imposte".
Mi ha detto così e me l'ha ripetuto varie volte.
Quando la Prensa appellava per tasse che gli aveva imposto la Dirección General de Ingresos (DGI), mi ha detto che era giusto perché pensano di poter fare sempre quello che vogliono.
E' falso che sia stato veramente contro l'approvazione della legge che impone imposte ai mezzi informativi.....
Siamo arrivati al punto estremo in cui il Presidente si sente il padrone della Polizia e dell'Esercito e questo è molto pericoloso.
Ha sfidato il Potere Giudiziario e non ha accettato le sue decisioni e quando in un Paese non si accettano le decisioni della giustizia si resta senza Legge e senza possibilità di ordine.

La visita dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA) e del suo Segretario Generale, il Sign. Insulza, non fu chiesta dal Frente Sandinista e nemmeno dalle parti che partecipano al Dialogo.
L'unica parte che ha svolto il ruolo di facilitatore è stato il Pnud (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), che è stato un ruolo discreto e grazie al Pnud si è riusciti a far partire il dialogo.
Mentre il Pnud è riuscito a progredire, la Oea ha fallito. Perché?
Perché la Oea è arrivata seguendo il richiamo del Presidente e per essere usata dal Presidente.
Quello che invece ha fatto il Presidente è stato di far venire la Oea e il suo Segretario pensando che la Oea fosse la stessa degli anni 60, quando bastava che un governo la chiamava dicendo di sentirsi minacciato e subito arrivavano le truppe, come successe in Repubblica Dominicana dove arrivarono le truppe della Oea e in mezzo c'erano le truppe di Somoza.
A difendere la democrazia in Repubblica Domicana arrivarono le truppe di Somoza, quelle della dittatura brasiliana, dell'Honduras e della dittatura del Guatemala. In pratica i dittatori militari che mandavano le proprie truppe a salvare la democrazia da un movimento popolare e dove poco prima era già stato deposto un Presidente perché era stato dignitoso e sovrano.
Il presidente Bolaños si è quindi ingannato invitando la Oea e vi ricorderete cosa disse: "deve venire la Oea a dargli un po' di botte". Una mancanza di rispetto per il Nicaragua e per lui stesso, perché che figura ci fa?
E' venuto il Segretario generale Miguel Insulza.
Mi ha chiamato per telefono chiedendomi di incontrarci e gli ho risposto di sì, ma qui nella Segreteria del Frente Sandinista, perché io non gli ho chiesto di venire.
Se glielo avessi chiesto sarei andato al suo hotel.
Noi eravamo in disaccordo con questo coinvolgimento della Oea, perché è un problema che possiamo e dobbiamo risolvere tra nicaraguensi.
Risultato della visita di Insulza? Il risultato è totalmente insulso.
Chi è il grande sconfitto? Il Presidente e lo stesso Insulza. L'ha fatto fallire Bolaños.
Avete letto le notizie che dicevano: "Ha fallito Insulza", ma io aggiungo che ha fallito anche il Presidente...
Cosa e successo? E' stata fatta la riunione. Abbiamo invitato Insulza al Dialogo affinché vedesse ed è venuto ad occupare il posto del governo. Dove doveva stare il governo c'era Insulza...che vergogna!
Correva di qua e si là per parlare con i ministri, per ore e alla fine il Presidente non è venuto al Dialogo dicendo che non andava alla UNICA ma solo alla OEA.
E' ormai un mancanza di rispetto per chi l'ha sempre aiutato come nel caso del Cardinale Obando.
Tutti sappiamo che l'ha aiutato in vari momenti.
Per le elezioni del 1996 il cardinale diede un grande aiuto ad Alemàn e Bolaños e un altro grande aiuto l'ha dato durante le elezioni del 2001.
Noi capivamo perfettamente il messaggio di sua Eminenza e non abbiamo mai provato rancore e al contrario, abbiamo chiesto perdono alla Chiesa e alla fine ci siamo riconciliati il 19 luglio dell'anno corso e questo ha fatto arrabbiare ancora più il Presidente.
La riunione non si è fatta e la prima missione di Insulza è stata un gran fallimento.
Non ci rende felici, perché ci preoccupa ed è per questo che noi vogliamo proporre un'uscita alla situazione che stiamo affrontando, anticipando le elezioni nazionali.
Il presidente ha risposto in termini che coincidono con questa idea.
Secondo la Costituzione nel suo articolo 191, la Asamblea Nacional è l'unica che ha la facoltà di promuovere una riforma parziale o totale della stessa.
L'iniziativa di riforma totale corrisponde alla meta più uno dei deputati della Asamblea e cioè 47 deputati possono introdurre la richiesta di riforma totale della Asamblea.
All'approvarsi la proposta di riforma totale, la Asamblea Nacional fissa un tempo per la convocazione di elezioni per eleggere una Assemblea Nacional Costituente. la Asamblea conserverà il suo mandato fino all'installazione della Asamblea Costituente. Fino a che non si approva la nuova Costituzione continuerà in vigenza la vecchia Costituzione.
La nostra proposta è che se esiste volontà politica, il 1 luglio si potrebbe introdurre nella Asamblea Nacional l'iniziativa per la riforma totale e cioè per le elezioni della Asamblea Nacional Costituente in cui si elegga il nuovo Presidente e il suo Vice e si potrebbe realizzare il 5 novembre 2005.
Non ci vogliono due legislature, la Costituzione lo dice chiaramente, semplicemente si forma si approva e si va a elezioni per deputati costituenti che resteranno in carica per 5 anni, lasciando il tempo per fare la riforma totale e fare la nuova Costituzione.
Gli altri poteri continuano a funzionare.
La Costituente si metterà a dibattere su che tipo di modello politico, economico, sociale, che tipo di sistema democratico vogliamo e noi diciamo che abbiamo bisogno di un nuovo sistema veramente democratico, che dia potere al popolo ed in cui il popolo partecipi alla prese di decisione, come il Bilancio della Repubblica o come i Trattati internazionali, commerciali, economici o militari, in modo da non essere in mano solo ai deputati e al Presidente.
Che il popolo partecipi con ciò che ha a che vedere con gl aumenti dei costi dell'energia, dei trasporti, gli aumenti dei servizi delle attività più sensibili per la popolazione.
Che questa nuova costituzioni dia potere ai cittadini per stabilire le condizioni e i meccanismi affinché Polizia e l'Esercito non siano subordinati a una autorità, ma alla Costituzione, alla Legge e al popolo e non possano essere utilizzati contro il popolo stesso.
Questa nuova Costituzione deve stabilire meccanismi affinché si possa destituire un funzionario pubblico indipendentemente dal Potere che rappresenta quando non compia con legge.
Che il popolo possa destituire questi funzionari inefficienti.
Una Costituzione che stabilisca la tappa di una nuova e vera democrazia e che questa permetta al popolo di determinare e regolare i salari dei funzionari pubblici in modo che non siano più determinati dalla Asamblea Nacional o dal Potere esecutivo.
Non poteri consultivi quindi, ma creare meccanismi di potere per il popolo, per finirla con questa situazione di distorsione di fronte ai salari miserabili che guadagno i contadini, per esempio.
Questa è un proposta che facciamo conoscere oggi.
Attualmente in Nicaragua sono iscritti e potrebbero partecipare 19 forze politiche (segue elenco FSLN, PLC, Apre, Camino Cristiano, Resistencia Nicaraguense, PC, PLI, PLN, MUC, PALI, PUCA, UDC, Movimiento Salvaciòn Liberal, MRS, Pac, Alternativa Cristiana, PIN, PAMUC, Yatama).
C'è quindi l'imbarazzo della scelta e quei dirigenti politici che dicono di avere la maggioranza dei votanti a loro favore, hanno una scelta sufficientemente ampia.
Perché quindi continuare con queste discussioni, con questo consumarsi? Che la gente decida con il voto.
Come far in modo che questo si concretizzi?
All'interno della Tavola del Dialogo.
Questa è la nostra proposta, del FSLN e della Convergencia la trovo abbastanza coincidente con quella del Presidente, perché con la nuova Costituzione che darà potere al popolo, si potrà decidere su quanti magistrati mantenere nel Potere Elettorale, che modifiche fare, se è necessario aumentare o ridurre i magistrati nel Potere Giudiziario e se fare riforme profonde in questo Potere e lo stesso per la Contraloria de la Republica o se è giusto che il Potere Esecutivo continui a nominare il Procuratore della Repubblica o se lo deve fare il Parlamento.
Permette di fare tutti i cambiamenti e non solo riforme, profonde, radicali di tutti i Poteri dello Stato, ma con la partecipazione dei cittadini.
La nostra proposta la presenteremo in un documento all'interno del Dialogo che e convocato per il prossimo mercoledì nella UNICA e senza che questo blocchi i cinque Tavoli di lavoro che si sono creati e che affrontano i problemi più urgenti e che non possono aspettare, come il problema energetico, i trasporti, la Banca di Credito per la produzione, l'ambiente e il CAFTA.
Sono temi che devono essere portati avanti nonostante la nostra proposta, ma fino a che il governo non ritorna al dialogo non si potranno prendere misure comuni che aiutino tutta la cittadinanza.
La proposta formale al Presidente è che ci si riunisca il prossimo mercoledì 29 giugno e che si riprenda il dialogo e che si cominci ad affrontare il tema per poterlo risolvere subito, è solo una questione di volontà politica.
Ringrazio per la vostra presenza".

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