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Haiti dopo Aristide, ONU

Haiti : le forze di occupazione dell'ONU fanno un massacro di poveri a Port-au-Prince

La mattina del 6 luglio le forze di occupazione dell'ONU hanno condotto un'operazione militare nei quartieri più poveri della capitale - dove è massiccia la presenza di sostenitori del deposto presidente Aristide - con lo scopo di fermare le attività illegali di una gang guidata da Dread Wilme.
In realtà una delegazione di sindacalisti e sostenitori dei diritti umani USA ha scoperto tracce evidenti di un massacro perpetrato dalle forze ONU.
12 agosto 2005
Fonte: Answer SF alert - 13 luglio 2005

Secondo testimonianze provenienti da diversi membri della comunità (molti dei quali hanno scelto di rimanere anonimi), nonché da giornalisti presenti sul luogo delle operazioni militari, le forze ONU hanno circondato due quartieri presso Cite Soleil, Boisneuf e Project Drouillard, isolandoli con carroarmati e truppe.
Anche due elicotteri sorvolavano il luogo.

Alle 4:30 del mattino, le forze ONU hanno lanciato l'offensiva, cominciando a sparare sulle case, sulle baracche, su una chiesa e su una scuola con armi da fuoco, cannonate e lacrimogeni.
Testimoni hanno dichiarato di aver visto sparare alla schiena delle persone che fuggivano dai gas lacrimogeni.
Le truppe ONU hanno messo fuori funzione i generatori di elettricità del quartiere.

La gente è morta nelle case e anche subito fuori da queste, mentre andava a lavorare.

Secondo quanto hanno riportato testimoni e giornalisti, un uomo di nome Leon Cherry, di 46 anni, è stato ucciso mentre andava a lavorare per una ditta di fiori.
Un altro uomo, Mones Belizaire, è stato colpito quando era pronto per recarsi all'azienda in cui era sfruttato. E' morto successivamente per un'infezione allo stomaco.
Una donna, che faceva l'ambulante, è stata colpita alla testa ed è morta all'istante.
Un uomo è stato sparato alle costole mentre si stava lavando i denti.
Un altro uomo è stato colpito alla mascella mentre usciva di casa per andare a cercare medicinali per sua moglie: ha avuto una morte lenta.
Ancora, un altro uomo, di nome Mira, è stato sparato mentre urinava in casa sua.
Una donna, Sena Romelus, è stata uccisa insieme alle sue due figlie, non si sa ancora se da alcuni proiettili o da una granata 83-CC lanciata in casa sua dalle forze ONU.

Alcuni spezzoni della pellicola che conteneva le immagini di molte di queste morti sono stati condivisi con la delegazione americana per i diritti umani.

I testimoni oculari pretendono ora che quest'offensiva, la quale ha schiacciato la comunità del quartiere haitiano, non debba essere considerata uno "scontro a fuoco", ma un massacro vero e proprio.

L'operazione è stata portata avanti soprattutto dalle forze ONU, in quanto la Polizia Nazionale di Haiti ha mantenuto un ruolo di secondo piano.

Seth Donnely, un membro della delegazione americana dei diritti umani, ha visitato Cite Soleil insieme a degli operatori haitiani per i diritti umani il pomeriggio del 7 luglio.
Il gruppo ha raccolto le testimonianze di molti membri del quartiere, giovani, vecchi, donne e uomini: tutti hanno confermato le dichiarazioni precedenti che avevamo raccolto dai giornalisti e dagli altri testimoni.

Gli intervistati hanno detto di essere stati circondati dai carroarmati e dalle truppe dei militari, che hanno isolato le uscite dal quartiere.
Poi è iniziato l'assalto alla popolazione civile.
La gente del quartiere ha permesso al gruppo di filmare le prove del massacro, facendo loro vedere le case - alcune costruite con latte e cartone - crivellate di proiettili, cannonate e munizioni aeree.
Sono stati ripresi i corpi di alcune persone uccise, tra cui anche una madre con le sue due bambine.
Tra le immagini, quelle di una chiesa ed una scuola crivellate di colpi.
A quanto ci è stato riferito, un prete è tra le vittime.

Alcuni membri del quartiere hanno permesso di essere intervistati senza far vedere i loro volti: la gente è traumatizzata e, nel caso di persone che hanno perso i loro cari, ha mostrato reazioni di isteria.

Molte delle persone presenti sul luogo, a prescindere dall'età e dal sesso, parla di Dread Wilme come di un "protettore", di un "padre" e teme per il proprio futuro.
Un uomo ha detto di sapere che le forze ONU attaccheranno di nuovo giovedi notte o venerdi mattina (7 - 8 luglio, ndT).

Più di una persona ha riferito di aver contato almeno 23 morti, uccisi dalle truppe ONU.
Alcuni hanno detto che dei morti sono stati portati via dalle truppe.
Stime rese pubbliche parlano di più di 50 morti e di un numero imprecisato di feriti: più di 300 militari avrebbero preso parte all'assalto del quartiere, densamente popolato.

"C'è stata una sparatoria sistematica sui civili" - ha affermato un testimone ai fatti - "Tutte le uscite erano bloccate. La comunità è stata chiusa, circondata, trovandosi di fronte carroarmati provenienti da differenti direzioni e, sulla testa, degli elicotteri che sparavano dall'alto sulle persone.
I cittadini sono stati attaccati da tutti i lati e anche dall'alto. Era una guerra contro tutti.".

La Delegazione per i diritti umani e per i diritti dei lavoratori, proveniente dagli Stati Uniti, introdotta dal Concilio dei Lavoratori di San Francisco, è rimasta ad Haiti per tutto il mese di giugno per partecipare al Congresso della Confederazione dei lavoratori haitiani (CTH), l'organizzazione dei lavoratori più vasta del Paese.

Qui i delegati hanno incontrato centinaia di lavoratori haitiani, contadini e professionisti, per discutere della situazione attuale di Haiti per quanto concerne i diritti umani e i diritti dei lavoratori.

Note:

Per ulteriori informazioni visitare http://www.haitiaction.net/

Tradotto da Roberta Casillo per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
fonte, l'autore e il traduttore.

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