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Sulla congiuntura politica brasiliana

Documento della segreteria nazionale del MST sulla crisi politica del­ 9
agosto
16 agosto 2005 - Segretaria Nazionale del MST

posizione politica del MST su questa congiuntura

Cari amici e amiche del MST,
riteniamo importante che voi, amici e amiche del MST, sappiate cosa
realmente pensiamo. Durante il mese di luglio, in una riunone del
Coordinamento Nazionale delMST, con più di 250 compagni e compagne di
tutti gli stati e settori, abbiamo analzzato la congiuntura politica e il
nostro comportamento di fronte ad essa. Prsenteremo sinteticamente le
principali decisioni politiche del nostro Mvimento. Esse orienteranno le nostre
azioni pratiche.

1. Sulla corruzione
la corruzione è un metodo endemico con cui le classi privilegiate si sono
impadronite delle risorse pubbliche in uno stato scarsamente democratico.
Riteniamo che esista una corruzione illegale da cui generalmente traggono
beneficio interessi personali e quella praticata con metodi legali ­ ma
immorali e illegittimi ­ che coinvolge l'appropriazone di risorse pubbliche
da parte di un gruppo economico, un settore speifico della classe dominante, o da parte dei ricchi in genere. I tassi di interesse praticati in Brasile e i tasferimenti di risorse pubbliche verso le banche,superiori a 100 miliardi di reais all'anno, sono un esempio inequivocabile di questo.
Ci sono altre questioni importanti: in generale i mezzi di comunicazione e le elite proteggono corruttori e ci impediscono di identificare i veri colpevoli. Chi sono i proprietari dei milioni di risorse sviate per le campagne elettorali? Che interessi ci sono dietro gli investimenti
milionari fatti nelle campagne politiche?

Noi riteniamo imprescinibile esigere la punizione di tutti i casi di corruzione. E in particolareesigiamo cambiamenti profondi nel sistema di
rappresentanza politica e di partito: è l'unica possibilità di combattere la
corruzione di sistema che regna nel aese.

2. Sul governo Lula.
Il popolo brasiliano ha eletto il governo Lula perché ci fossero cambiamenti. Ha votato per un programma di impegni della campagna elettorale distribuito a tutta la popolazione. Il governo elettosi è anche impegnato attraverso una lettera ai brasiliani, a promuovere cambiamenti, al di là del fatto che avrebbe mantenuto i contratti con il capitale.

Il modo di agire del governo ha frustrato tutti e ha sfigurato la volontà
manifestata dai 53 milioni di elettori ed elettrici. C'è stata una perversa
composizione di forze politiche, compresi conservatori e destra che
hanno assunto posti di rilievo nella Banca Centrale, nei ministeri
dell'economia,dell¹Agricoltura e dello Sviluppo, Industria e Commercio
Nel lugio scorso, nel mezzo di una profonda crisi politica, il governo
ha promosso una riforma ministeriale che ha ancor più rafforzato l¹alleanza
con settori conservatori. '¹ a partire da questo fatto che diciamo che il
governo ha cambiato faccia. Non abbiamo più di fronte lo stesso governo
che abbiamo eletto nel 2002. Non c'è un governo di sinistra, né di
centro-sinstra. Abbiamo un governo di centro, con la destra che controlla
la politica economica. Abbiamo detto addio al governo del PT e ai suoi impegni storici. subiamo le conseguenze di un governo ambiguo, composto
da forze politche della società che vanno dalla destra alla sinistra, e
chehanno da offrire molto poco. Il governo ha perso l¹opportunità, nel corso
del su mandato, di consultare il popolo su questioni strategiche per la
nostra ocietà come il debito estero, i tassi di interesse, i transgenici,
l¹autonomia ella Banca Centrale, lo spostamento del fiume São
Francisco, la Legge Kandr. etc. E certamente il popolo avrebbe scelto il cambiamento e avrebbe appggiato il governo, che ha preferito ascoltare soltanto i politici tradiionali

3. Il governo e la Riforma Agrária
Abbiamo pensato che la vittoria del governo LULA avrebbe rappresentato una
modificazione nella correlazione di forze e avrebbe favorito la Riforma
Agraria. E' stato elaborato il Piano Nazionale di Riforma Agraria che prevedeva l'insediamento di 400.000 famiglie in un periodo di 4 anni, oltre
a modificazioni amministrative nell¹INCRA (Istituto nazionale di colonizzazione e riforma agraria), formazione degli insediati e matrimonio
tra riforma graria e agroindustria. Trascorsi due anni e mezzo, constatiamo
che la riforma agraria cammina a passi di tartaruga. Il governo è stato incapace di realizzare il suo stesso piano. E¹ mancato il coraggio di affrontare gli ostacoli da Reforma Agrária, che non va avanti perchè:

a) resta in piedi uno stato amministrativamente organizzato contro i
poveri,che si occupa soltanto dei ricchi;

b) il governo ha creduto nella falsa idea che l¹agrobusines possa essere
la soluzione per la povertà nelle campagne. Ma essa favorisce solo gli
esportatori e le multinazionali agroalimentari:

c) il governo non ha capito che il mantenimento di una politica economica
neoliberista impedisce la realizzazione di qualsiasi programma di riforma
agraria. La poliica neoliberista taglia risorse di bilancio, concentra
il reddito, mette al primo posto le esportazioni,crea disoccupazione. La
politica che noi sosteniamo distribuisce il reddito,crea posti di
lavoro, sviluppa il mercato interno e fa in modo che le persone restino in ambito rurale, E la riforma agraria è soltanto uno strumento di questa politica
Insoddisfatti, abbiamo fatto la Marcia Nazionale. Durante 17 giorni
abbiamo riunito 12000 marciatori intorno allo stesso obiettivo. Siamo riusciti ad ottenere che il governo rinnovasse con noi sette impegni con l'obiettivo
di accelerare la rifrma agraria. E' successo poco. L'impegno a insediare
115.000 famiglie quest'anno si è limitato, fino ad ora, a circa 20.000.
Altre 120.000 famiglie restano accampate, aspettando in condizioni subumane.
La promessa modifica egli indici di produttività per il calcolo degli espropri, fino ad oggi nonè stata pubblicata. Si tratta di un semplice
atto amministrativo di du ministri. Siamo stanchi di ascoltare i governanti
che parlano di mancanza di risorse, mentre le banche nuotano in miliardi di
reais trasferitigli dallo stato.
Il governo Lula ha un immenso debito con i senza-terra e con la società brasiliana rispetto alla richiest di Riforma Agraria.

4. Sul PT e le sinistre

Il MST manterrà la sua lnea politica storica: è autonomo, tanto in relazione ai partiti politici quanto l governo e allo Stato. Così ci comporteremo anche in questa crisi.
Individualmente, come cittadini e militanti sociali, gli appartenenti al
Movimento si sommano ai brasiliani perplessi per la rivelazione dei metodi
che il PT ha utilizzato per fare politica. Le campagne elettorali hanno
mercantilizzato il voto. Pagate a peso d¹oro e dirette da pubblicitari
stipendiati, hanno cambiato obiettivi. La corruzione ora denunciata è
solo il frutto del metodo utilizzato, Quello che fa impressione è come
settori di sinistra hanno utilizzato gli stessi metodi della destra e a
essa si sono equiparati. Questa è la fine di quel che chiamiamo
politica.
Per questo sosteniamo i metodi di sinistra di fare politica, che sono centrati sulla discussione delle idee, nella formazione della militanza, nel
lavoro di base e nella organizzazione cosciente del popolo, come unica forza
capace di produrre cambiamenti nel nostro paese.

5. Sulla natura della crisi.
Riteniamo che la crisi che stiamo vivendo non si limita alle denunce e
alla corruzione. E¹ molto più grave. Si tratta di una crisi di modello. I posti
di lavoro creati, molto inferiori rispetto alle promesse della campagna, sono insufficienti per rispondere alla nuova domanda dei giovani che entrano nel mercato del lavoro. Abbiamo affrontato una crisi sociale: I poveri lottano solo per la sopravvivenza e, in varie aree, si vedono segnali di barbarie sociale, con aggravarsi della violenza. Stiamo vivendo una crisi politica: la popolazione non si riconosce in questo sistema di rappresentanza, non ha potere politico e non può esercitare quel che la Costituzione federale dice: che tutto il potere emana dal popolo. Il popolo è arrabbiato nei confronti della politica e vede tutti uguali. Tutto ciò ci porta a una crisi ideologica, conseguenza della mancanza di discussione nella società su un progetto per il paese. Temiamo che questa apatia si prolunghi.

6. Chi sono i nemici del popolo
comprendiamo che i veri nemici sono le classi dominanti, si arricchiscono
sempre di più a spese del popolo. Sono gli interessi del capitale straniero,
che si manifesta attraverso l¹azione delle multinazionali, delle banche
straniere, del debito estero, del trasferimento di ricchezza verso
l'estero.
Sono i grandi capitalisti brasiliani che si sono subordinati a quegli interessi e hanno voltato le spalle al popolo. E¹ il sistema finanziario nazionale, Sono i latifondisti che continuano ad accumulare terre e le difendono in qualsiasi modo. E¹ la politica del governo di George W. Bush,
che vuole consolidare l'America Latina solo come un mercato per le sue imprese statunitensi e controllare la nostra biodiversità e le nostre sementi.
Il governo Lula può trovare nel popolo un alleato per combattere i nemici.
Ma deve mostrare da che parte sta: se con le classi dominanti o con i poveri. Non bastano i discorsi. Questa scelta si fa attraverso cambiamenti chiari nell¹attuale politica economica e socilale

7. Sulle vie d¹uscita dalla crisi
Comprendiamo che l'uscita da questa grave crisi non dipende più solo dal
governo, dal presidente. Dai partiti politici o dalle elezioni del 2006.
Dipenderà da un¹ampia amalgama di tutte le forze sociali, organizzate per realizzare un vero mutirão per discutere e costruire un nuovo progetto per il paese. Un progetto di sviluppo per il nostro paese che metta al primo posto la sovranità popolare. Che organizzi una politica economica rivolta a trovare soluzioni ai principali bisogni della popolazione, come lavoro, reddito, terra, casa, scuola e cultura. Un modello che metta al primo posto la vita delle persone, la costruzione di una società con meno disuguaglianze e ingiustizia sociale. Abbiamo bisogno di una riforma costituzionale che modifichi l'attuale regime politico, che inserisca meccanismi di democrazia diretta. Vogliamo avere il diritto di convocare referendum, di realizzare consultazioni popolari. Vogliamo vederedemocratizzato il sistema dei partiti e della rappresentanza politica.
Tutto questo richiederà un lungo cammino. Ma che dobbiamo cominciare presto. Dobbiamo stimolare il dibattito nella società in tutti gli spazi.
Solo così il popolo stringerò nelle sue mani la convinzione che i cambiamenti sociali saranno conseguenza della sua organizzazione e lotta.
Continueremo a formare militanti e lottatori e lottatrici del popolo, elevando il loro livello di coscienza e cultura. Abbiamo bisogno di democratizzare i mezzi di comunicazione, costruire mezzi alternativi con radio comunitarie, tv comunitarie e pubbliche, perché il popolo abbia accesso alle informazioni corrette.

8. Calendario di mobilitazioni
Di fronte a questa valutazione della crisi e della congiuntura, invitiamo
tutti i militanti del MST, la base dei movimenti di Via Campesina e i movimenti sociali urbani a unire gli sforzi,a mobilitarsi e organizzarsi.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare alle iniziative che sono in corso
nel mese di agosto e che culmineranno con la realizzazione di un 7 di
settembre grandioso, capace di emanare il vero grido degli esclusi nel maggior
numero di cittò brasiliane possibile. Durante settembre e ottobre organizzeremo
assemblee statali popolari per discutere un nuovo modello economico, che
culmineranno nella nostra assemblea nazionale popolare: un mutirão per
un nuovo Brasile, che si realizzerà a fine ottobre a Brasilia.

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