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Venezuela: gli Stati Uniti vogliono invaderci

Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ha dichiarato di aver appreso che gli Stati Uniti si stanno preparando per invadere il suo paese, che resisterà, se necessario. Ma porge la mano per migliorare le relazioni diplomatiche.
Australian Associated Press

Il Venezuela ha svelato i piani per un'invasione guidata dagli Stati Uniti e si sta preparando per difendere il paese dalle forze di invasori, se necessario, ha detto il presidente Hugo Chavez in un resoconto steso dall'agenzia di stampa governativa.

La Bolivarian News Agency (Agenzia di stampa bolivariana) ha riportato le dichiarazioni rilasciate da Chavez durante un'intervista con la CNN, che non è chiaro quando sarà trasmessa.

Logo della CNN

"Se agli Stati Uniti occorre invadere il nostro paese - ha detto Fidel Castro, ed io sono d'accordo - una guerra inizierà qui per durare 100 anni", Chavez è stato citato dire. "Non sarà solo questo paese a divampare, ma una buona parte di questo continente; dovrebbero evitare gli errori al riguardo, ci stiamo preparando per respingere un'invasione".

"Grazie al lavoro di intelligence, abbiamo scoperto un'esercitazione militare della NATO che simulava un'invasione del Venezuela, e ci stiamo preparando per quell'invasione".

Fidel Castro e Hugo Chavez

Ha detto che l'esercitazione militare è nota come Plan Balboa e prevede di provare degli attacchi simultanei via aria, mare e terra da una base militare in Spagna, coinvolgendo truppe degli Stati Uniti e dei paesi NATO. In passato i funzionari Usa hanno detto che un tale addestramento ha l'obbiettivo di preparare le truppe per degli scenari generali, ma non per un'azione militare specifica.

L'agenzia di stampa governativa, comunemente nota come ABN per le sue iniziali in spagnolo, ha detto che secondo Chavez il piano di invasione si incentra sul Venezuela occidentale e contempla anche un'ondata di bombardamenti su Caracas e le città di Maracay e Valencia.

"E' noto che hanno progettato il tutto per impossessarsi dei giacimenti petroliferi ad ovest, ad est e a sud".

Chavez ha ripetuto la sua minaccia che, se il governo del presidente Usa George W Bush stesse per tentare un attacco, il Venezuela sospenderebbe immediatamente i suoi rifornimenti petroliferi agli Stati Uniti. Per questa ragione, è importante che ci sia uno sforzo per migliorare i rapporti, ha detto Chavez.

"Non siamo noi che dovremmo fare il primo passo; l'aggressore è quello che dovrebbe mostrare di essere capace di inviare alcuni segnali".

"I segnali che abbiamo inviato noi sono sufficienti; esprimono la nostra volontà di ripristinare le relazioni diplomatiche e politiche, per lo meno al livello normale che esisteva non molto tempo fa, durante il governo del presidente Bill Clinton".

Negli ultimi mesi, è molto salita la tensione tra Chavez, che è emerso come una voce guida nella sinistra latino-americana, e il governo Usa, che ha espresso preoccupazione per i suoi stretti legami con Casto e per quello che gli oppositori di Chavez chiamano un periodo autoritario.

L'ex comandante dei paracadutisti dell'esercito (Chavez, ndt) accusa il governo degli Stati Uniti di essere dietro ad un colpo di stato, di breve durata, che ha avuto luogo contro di lui nel 2002, un'altra accusa che i funzionari Usa hanno ripetutamente negato. Chavez, che è stato eletto per la prima volta nel 1998, è in lizza per la rielezione, il prossimo anno, e i sondaggi suggeriscono che sia fortemente favorito per la vittoria.

Note:

Tradotto da Carlo Martini per www.peacelink.it

Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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