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Venezuela: comincia la ricerca dei suoi desaparecidos

Sarebbero più di mille e furono sequestrati tra il 1963 e il 1980. I loro familiari aderiscono all'Asociación Bolivariana contra el Silencio y el Olvido. Il Palamento di Caracas ha costituito una commissione d'indagine su torture, omicidi e desaparecidos negli anni '60-'70.
10 ottobre 2005 - Humberto Márquez
Fonte: IPS

CARACAS, ott (IPS) - In Venezuela, dove probabilmente la sparizione forzata di oppositori e' cominciata prima rispetto al Cono Sud dell'America, inizia ora, molto piu' tardi, una ricerca della verita' e dei resti di coloro che non sono mai stati trovati.

"Mio fratello, Alejandro Tejero, era dirigente della Gioventu' Comunista. Un giorno, mentre si trovava di fronte a un cinema a Caracas con il suo amico Eduardo Navarro, che e' stato fatto a sua volta sparire, fu stato fermato e non lo abbiamo mai piu' visto", ha raccontato a IPS María Teresa Tejero. Quel giorno era l'11 maggio 1967.

Tejero "fu fermato dal "Servicio e Inteligencia" delle Forze Armate, nelle cui cantine venne torturato per un mese, e poi fu portato ad un "Teatro di Operazioni" (militari) antiguerriglia, a Yumare (300 km a ovest) dove fu ancora torturato finche' spari'", ha riferito.

Quanti sono scomparsi come Tejero negli anni in cui il Partito Comunista (PCV, filosovietico) e il Movimento di Sinistra Rivoluzionaria (MIR, allora castrista) davano vita dalla clandestinita', negli anni 60, a una lotta armata?

"Stimo che ci furono piu' di 1000 desaparecidos, solamente nell'epoca dell'ex presidente Raúl Leoni (1964-1969), con il cui governo e' iniziata questa figura", ha dichiarato a IPS il vicepresidente venezuelano José Vicente Rangel.

Verso il 1964 "si misero in pratica dei manuali di repressione selettiva per l'America Latina che vanno dalla tortura alla sparizione di oppositori di sinistra, realizzati dalla militare Scuola delle Americhe negli Stati Uniti", ha fatto notare a IPS lo storico Agustín Arzola, autore del libro "La sparizione forzata in Venezuela".

"Quella figura nacque nell'ambito di una "pentagonizzazione" della forza armata latinoamericana e venezuelana in particolare, con un indebolimento del potere civile e un rafforzamento del potere militare, che porta ai "teatri antiguerriglieri" (centri di repressione), che compendiano tutto il potere dello Stato al margine della Costituzione", ha detto Rangel.

Simón Sáez, leader deceduto del MIR, ha ricordato ad Arzola che alle porte del "teatro antiguerrigliero" di Cocollar, un insediamento rurale nell'est del paese, c'era un cartello che recitava "La Costituzione arriva fino a qui".

Rangel, che negli anni 60 e 70 era deputato dei partiti di sinistra, ha raccolto in un libro, "Espediente Nero", un'indagine parlamentare sul caso piu' clamoroso di sparizione e morte di un oppositore in quegli anni di violenza politica, quello di Alberto Lovera, dirigente del Partito Comunista.

Lovera fu arrestato a Caracas il 18 ottobre 1965 da alcuni agenti della polizia politica (civile), che lo torturarono a tal punto che le autorita' militari della Caserma San Carlos, nella capitale, e di un teatro di operazioni (base militare) si rifiutarono di riceverlo mentre era ancora agonizzante.

I suoi torturatori allora legarono il corpo con catene e un piccone di quelli usati per scavare fossati e lo gettarono nel mare dei Caraibi nell'est del paese, ma le onde restituirono il suo corpo ad una spiaggia di pescatori il 27 ottobre di quell'anno.

Il primo desaparecido registrato da Arzola fu Víctor Soto, dirigente giovanile del MIR, arrestato il 27 luglio 1964. Gli ultimi, Noel Rodríguez, nel 1973, e Nicolás Montes, nel 1980, quando erano presidenti, rispettivamente, i democristiani Rafael Caldera (1969-1974) e Luis Herrera (1979-1984).

Secondo Arzola, "sono stati documentati una decina di casi, dei piu' conosciuti perche' erano leader studenteschi o corporativistici, o perche' furono catturati in zone urbane, ma ce ne furono molti di piu' quando le forze dello Stato repressero senza testimoni nelle aree rurali".

Negli anni 60, il PVC e il MIR diedero vita a guerriglie urbane e rurali, ma dopo aver abbassato le armi ed essere tornati alla lotta politica "di massa", rimasero dei loro "distaccamenti", il Fronte di Liberazione Nazionale e il gruppo Bandiera Rossa, con attivita' armate durante il decennio degli anni 70.

Perche' promuovere a tanti anni di distanza un'attivita' di indagine come questa?

"Non abbiamo mai perso la speranza di sapere. I desaparecidos non sono fantasmi. Ma soprattutto e' un nostro dovere nei loro confronti, perche' la loro morte non sia stata invano, diffondere questi fatti, onorare la loro memoria e lottare contro l'impunita'", ha detto Tejero.

Da parte sua, Rangel ha fatto notare che "e' lo stesso proposito che hanno avuto i cileni, gli argentini, gli uruguaiani, i brasiliani e i guatemaltechi, cioe' che la memoria e' molto importante".

"Ci sono persone a cui non importa che si sia ucciso, fatto sparire e torturato, ma ad altre si', questo e' quello che ci preoccupa", ha aggiunto il vicepresidente.

Arzola ha detto che nelle sue inchieste con i familiari "quello che abbiamo trovato e' un profondo sentimento di giustizia".

"Sono anche sostenitore dei risarcimenti materiali ai familiari delle vittime, come e' stato fatto con la madre di Víctor Soto", María de Soto, che a quasi 100 anni ha ricevuto qualche mese fa una pensione dal Ministero dell'Educazione.

Tejero ha evidenziato che inoltre si tratta di una reazione "in un momento in cui l'opposizione a questo processo di cambiamenti che vive il Venezuela - guidato dal presidente Hugo Chávez - ha cominciato a parlare di prigionieri scomparsi, quando in realta' le sparizioni si sono verificate durante i decenni in cui si opponeva al vecchio regime".

Diversi familiari hanno creato l'Asociación Bolivariana contra el Silencio y el Olvido, e il parlamento ha designato una commissione, costituita da deputati filogovernativi e diretta dal vicepresidente Ricardo Gutiérrez, per indagare sugli assassinii, le sparizioni e le torture nell'ambito della violenta lotta politica degli anni 60 e 70.

"L'intenzione non e' quella di vendicarsi di nessuno, ma conoscere la verita', recuperare i corpi per dar loro cristiana sepoltura e incoraggiare le famiglie che durante molti anni hanno reclamato giustizia", ha asserito Gutiérrez.

Note:

( 1 ) IPS Noticias, 10-10-2005
http://www.ipsnoticias.net/nota.asp?idnews=35408

Tradotto da Silvia Corbatto per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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