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L'Assemblea Nazionale del Nicaragua approva il Trattato di Libero Commercio Stati Uniti-Centroamerica-Repubblica Dominicana (TLC-Cafta)

Giornata convulsa. Approvano il Cafta, nominano il nuovo Vicepresidente della Repubblica e Bolaños negozia per più di sette ore con Ortega
11 ottobre 2005 - Giorgio Trucchi


Che oggi sarebbe stata la giornata decisiva per le sorti del Trattato di libero commercio (Cafta) lo si era capito fin da sabato sera, quando il Segretario nazionale del Frente Sandinista, Daniel Ortega, aveva dichiarato alla stampa che il Fsln non avrebbe più boicottato la discussione e votazione del Cafta in Parlamento.
Per circa tre settimane, il Presidente della Junta Directiva della Asamblea Nacional, il sandinista René Nuñez, aveva evitato di inserire in Agenda la discussione del Trattato e ciò aveva generato reazioni molto nervose e dai toni catastrofici da parte del Governo.
Il Partido Liberal Constitucionalista (Plc), nonostante si fosse sempre espresso a favore del Cafta, non aveva alla fine opposto più di tanto resistenza, cosa che faceva pensare ad accordi preventivi tra i due partiti che da circa un anno conducono un'alleanza strategica contro il Governo del Presidente Bolaños.
Secondo Ortega e gli stessi deputati sandinisti, non era più possibile continuare con questa strategia, dato che non si poteva bloccare tutti i lavori del Parlamento per evitare la discussione del TLC.

Lunedì 10 ottobre è quindi iniziata una lunghissima giornata parlamentare.
René Nuñez ha prima introdotto l'elezione del nuovo Vicepresidente della Repubblica che dovrà sostituire l'uscente José Rizo che, secondo la legge, ha rinunciato alla sua carica per poter optare a una eventuale candidatura per il Plc alle prossime elezioni presidenziali del 2006.
E' stato eletto con una maggioranza schiacciante il membro del Gruppo Parlamentare Azul y Blanco, Alfredo Gómez.
Dopo l'elezione, sono state lette le due proposte sul Cafta, una di rifiuto da parte del Frente Sandinista e l'altra di approvazione presentata dagli altri gruppi parlamentari.
E' poi iniziata una lunghissima serie di interventi (circa 30) che si è protratta per più di cinque ore.
I deputati del Fsln hanno nuovamente dichiarato la loro opposizione al Trattato ed hanno elencato i pericoli e i danni che provocherà al paese, mentre i deputati del Partido Liberal, Camino Cristiano e Azul y Blanco si sono uniti per poterlo approvare.
I deputati sandinisti hanno anche ribadito l'importanza di approvare una serie di leggi per contenere l'impatto che il Trattato avrà sull'economia del paese, ma i loro discorsi sono scivolati via all'interno di una Asamblea che si è lentamente svuotata fino al momento della votazione finale.
Nelle prime file della Asamblea Nacional hanno preso posto i rappresentanti del Governo, tra cui la Ministra di Finanza, Azucena Castillo.
Alle 16.50, una volta conclusi gli ultimi interventi, sono state aperte le votazioni e il Cafta è stato approvato con 49 voti a favore e 37 contro (47 era il minimo necessario) e quindi il Nicaragua si aggiunge tristemente a El Salvador, Guatemala, Honduras Repubblica Dominicana, che lo avevano approvato negli scorsi mesi.
Il Costa Rica resta quindi l'ultimo paese a non aver ancora preso una decisione.

Una cosa che ha sicuramente colpito è stata la totale assenza della società civile nicaraguense e dei movimenti di base che nel passato avevano organizzato proteste e marce molto numerose per impedire l'approvazione del Cafta.
Il Frente Sandinista, nonostante i proclami dell'ultima marcia del mese scorso, ha alla fine deciso di non portare la protesta fino all'estremo di bloccare i lavori parlamentari, ma quello che lascia più perplessi è il fatto di non aver convocato i propri settori e la sua militanza per esprimere il proprio dissenso nei confronti di una misura che recherà danni enormi al paese e soprattutto ai settori già di per sé deboli ed arretrati.

Proprio nel momento in cui i deputati stavano decidendo le sorti del Cafta, il Presidente Bolaños si riuniva in modo del tutto inaspettato con il Segretario del Fsln, Daniel Ortega.
E' stata una riunione di oltre sette ore che si è conclusa verso le 19.30 quando Bolaños è apparso in diretta televisiva per rilasciare una dichiarazione (audio originale su www.itanica.org )
Nella sala delle Conferenze era presente l'intero Gabinetto di Governo, esponenti dei partiti (tra cui alcuni membri del Movimento dell'ex sindaco di Managua, Herty Lewites), i movimenti della società civile filo governativi (Movimiento Por Nicaragua), varie istituzioni e quelle organizzazioni della società civile (come la Coordinadora Civil) che, invece di organizzarsi per protestare contro ciò che stava accadendo in Parlamento, hanno preferito presenziare alla conferenza del Presidente e poi inviare per posta elettronica un comunicato di poche righe in cui si dichiaravano contro l'approvazione del Cafta.

Durante il suo intervento, Bolaños ha fatto sapere che la riunione con Ortega e con l'emissario della Organizzazione degli Stati Americani (Oea), Dante Caputo, aveva prodotto tre importanti risultati.
Il primo punto riguarda l'accordo di trovare una figura giuridica per sospendere le riforme costituzionali (alla base di tutti i conflitti tra Potere Esecutivo e gli altri Poteri dello Stato) fino a gennaio del 2007, quando si insedierà il futuro Presidente della Repubblica.
Il secondo punto prevede l'organizzazione di una giornata di Dialogo nazionale in cui si affronteranno tutti i temi più importanti sul tappeto e che sarà aperta a tutti i settori della società e del mondo politico che vorranno partecipare.
Il terzo ed ultimo punto riguarda l'approvazione di una serie di leggi che serviranno per poter accedere alle fonti di finanziamento da parte degli Organismi finanziari e per questo si coinvolgeranno tutti i partiti presenti in Parlamento per studiare questo aspetto.

E' presto per dire se quanto accaduto oggi potrà portare un po' di calma nel paese e potrà porre fine al conflitto istituzionale in atto.
Prima di tutto sarà da verificare la reazione degli altri partiti, ma soprattutto del Partido Liberal che non era presente all'incontro e che, apparentemente, non è stato coinvolto in questa negoziazione tra Bolaños e il Fsln.
Senza il consenso del Plc e di Alemán nessuno di questi punti potrà avere un effetto davvero significativo per la soluzione dei problemi che vive il Nicaragua.
Inoltre sarà da capire cosa sia davvero successo oggi e quanto questa negoziazione improvvisa sia correlata con ció che é accaduto all'interno della Asamblea Nacional con l'approvazione del Cafta.
Difficile anche dire se le durissime dichiarazione dell'altro giorno del Vicesegretario di Stato nordamericano, Robert, Zoellick, abbiano inciso su questo cambiamento repentino da parte del Fsln (approvazione del Cafta e mediazione con Bolaños) e sul Plc e ci sarà bisogno qualche giorno per vedere le prossime mosse da parte dei partii, del governo e anche della società civile che non esce certo vittoriosa da questa giornata.
Alla fine, l'unico vero risultato di oggi è che il Nicaragua verrà molto probabilmente travolto dall'ondata del CAFTA colpendo, come sempre, le fasce più deboli che, in questo paese, rappresentano ancora la maggioranza assoluta.

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