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Nicaragua: uragano beta, evitata la catastrofe e prime valutazioni


Gravi danni nel sud della Costa Atlantica nicaraguense
2 novembre 2005 - Giorgio Trucchi


L'Uragano Beta, che sta ancora spostandosi all'interno del territorio nicaraguense in forma di Perturbazione tropicale, ha alla fine risparmiato al Nicaragua una maggiore devastazione che avrebbe potuto provocare moltissime vittime.
L'improvviso cambiamento di direzione favorito da una corrente di aria fredda proveniente da nord-ovest, ha fatto sì che "Beta" abbandonasse la traiettoria che avrebbe investito in pieno Puerto Cabezas/Bilwi e che si dirigesse verso sud, entrando poi all'altezza della Desembocadura de Río Grande.
Senza questo cambiamento, i danni, soprattutto in termini di vite umane, sarebbero potuti essere devastanti dato che a Puerto Cabezas erano state concentrate migliaia di persone dei villaggi circostanti e che le misure di protezione adottate dall'Esercito si erano rilevate insufficienti.
L'impatto con la parte sud della Costa Atlantica, dopo che "Beta" aveva percorso più di 100 Km ed aveva diminuito la sua forza a Categoria Uno, ha creato gravi danni alle infrastrutture, continuati poi, in modo però minore, nella parte centrale e nord del paese.
Secondo le prime verifiche operate dall'Esercito, le comunità maggiormente colpite sono state Sandy Bay, Desembocadura de Río Grande, Lagunas de Perlas, El Tortuguero, Kara ed altri villaggi circostanti.
La maggior parte delle case sono state scoperchiate o distrutte, i raccolti sommersi, numerosi animali da allevamento morti e soprattutto, le comunità restano praticamente isolate in quanto o non esistono più barche o sono senza benzina.
Per ora si parla di 4 persone disperse e l'Esercito ha smentito la notizia secondo la quale tre villaggi sarebbero stati completamente sommersi dall'acqua e più di 3 mila persone morte.
Le autorità regionali della Regione Autonoma del Atlantico Sud (Raas) hanno già iniziato a lanciare messaggi di allarme in quanto né l'Esercito, ne il Governo si è recato in queste zone dove la gente comincia ad avere bisogno delle cose più urgenti come medicine, acqua potabile, coperte e soprattutto alimentazione e materiale per ricostruire le proprie case.
A Sandy Bay, per esempio, più dell'80 per cento delle case sono inagibili o sono crollate
Per ora si contabilizzano circa 5-6 mila persone che hanno bisogno immediato di aiuto e quasi 18 mila evacuati.
Anche nella parte nord della Costa Atlantica continua l'emergenza.
La maggior parte della gente che era stata evacuata ha fatto ritorno alle proprie case, ma restano ancora circa 3 mila persone rifugiate che non hanno mezzi per far ritorno (soprattutto quelle che vivono in villaggi raggiungibili solo per mare e per le quali il Governo non ha destinato dei fondi per il pagamento del combustibile per le barche) e per le quali le scorte alimentari sono terminate.

Dopo la grande paura dei giorni scorsi, il Nicaragua inizia a fare un primo bilancio di quanto successo e sorgono anche le prime pesanti critiche sull'operato del Governo, non tanto per l'impegno dimostrato e per la presenza continua durante i momenti di pericolo previo all'arrivo dell'Uragano, ma più che altro rispetto all'effettivo grado di organizzazione e di funzionamento della Protezione Civile e del Sistema Nacional de Prevención y Mitigación de Desastres (Sinapred).
E' senza dubbio doveroso riconoscere l'impegno di questo Governo e del Presidente Bolaños che si sono messi alla testa dell'emergenza ed hanno coordinato tutte le azioni di evacuazione e protezione della gente in pericolo e allo stesso tempo rimarcare l'importantissima funzione dell'Esercito che, una volta ancora, ha dimostrato il suo totale impegno nel rivestire il ruolo che gli compete come difesa del territorio nazionale, ma soprattutto delle vite umane (cosa per nulla scontata in Centroamerica).
Se si paragona con il disinteresse totale da parte del Governo Alemán (di cui Bolaños era comunque Vicepresidente e vale la pena ricordarlo, responsabile della Pritezione Civile) durante la tragedia del Mitch, è chiaro che questo Governo ne esce con un'immagine positiva per gli sforzi fatti.
Allo stesso modo, però, è giusto e necessario rimarcare le evidenti debolezze e a volta assenze di un meccanismo di prevenzione e di intervento in caso di disastri naturali che, in questi paesi, sono purtroppo all'ordine del giorno.
Questo tipo di fragilità è in gran parte dovuta alla poca considerazione e alla mancanza di fondi con cui devono lavorare i settori preposti alla prevenzione dei disastri naturali come la Protezione Civile e il Sinapred.
Se poi si tiene conto che questi fenomeni colpiscono quasi sempre zone già di per sé considerate a rischio, è inevitabile fare un discorso più amplio e rimarcare il loro stato di abbandono totale da parte del Governo centrale e il continuo sfruttamento delle risorse naturali ad opera di compagnie multinazionali straniere o affaristi locali, che stanno snaturando e distruggendo l'ambiente e quindi alterando tutti gli equilibri.
Proprio nei mesi scorsi, le popolazioni del nord e del sud della Costa Caribe avevano inscenato grandi proteste per la mancanza di investimenti nella Regione da parte del Governo, il rincaro dei mezzi di trasporto che comunicano la Costa Caribe con quella Pacifica, il completo deterioramento delle vie di comunicazione terrestri, la mancanza di fonti di lavoro, lo sfruttamento e il danno recato al territorio e i seri problemi di alimentazione a conseguenza delle tormente tropicali dei mesi scorsi.
Il Consiglio degli Anziani della zona aveva più volte protestato contro il Governo, dato che le Istituzioni regionali, sorte con la Legge di Autonomia, ricevevano importi ridicoli dal Bilancio Generale della Repubblica e questo nonostante la Costa Caribe incida in modo significativo nella formazione del Bilancio stesso con il pagamento di imposte per lo sfruttamento delle sue risorse.

Proprio a causa dei pochi finanziamenti pubblici a quei settori che devono gestire i meccanismi di prevenzione e azione al momento di un pericolo come è stato quello dell'Uragano Beta, e nonostante la buona volontà e ripeto ancora, il fantastico lavoro dell'Esercito, se Beta avesse investito direttamente Puerto Cabezas/Bilwi ci sarebbero stat perdite inimmaginabili, anche a livello di vite umane.
Secondo un reportage di El Nuevo Diario del 31 ottobre, molti villaggi al confine con l'Honduras non erano stati evacuati e la gente era rimasta ad aspettare le barche che le avrebbero portate a salvo, ma alla fine avevano cominciato ad allontanarsi da soli a piedi, in mezzo al fango e diretti non si sa bene dove.
"Il grado di improvvisazione era tale che i leader comunitari volevano solamente del cibo e delle coperte e che poi avrebbero eretto delle tende in mezzo ai campi ed era difficile far capire loro che con un uragano sarebbe stato impossibile proteggersi in tende di plastica.
In effetti il trionfalismo del Presidente Bolaños e del suo governo per i pochi danni causati da Beta contrastava con una frase lapidaria proveniente dal Caribe nicaraguense: ci siamo salvati perché l'uragano ha cambiato traiettoria, altrimenti saremmo qui a piangere molti morti...
Lo stesso Coordinatore del Governo centrale per la Costa Atlantica Nord, Hurtado García, ha detto che non esistevano le condizioni necessarie per poter evacuare e dare rifugio a tutta questa gente. Sono state messe circa 10 mila persone in scuole e chiese, ma non esistevano le condizioni per poterle proteggere e assistere. Per fortuna è andata tutto bene".

"Alla fine - continua il reportage de El Nuevo Diario - l'Uragano Beta ha portato alla luce una grandissima verità che emerge dietro i discorsi ufficiali e i complimenti del momento e cioé che il Nicaragua non ha una sufficiente capacità per prevenire e combattere i disastri naturali che accadono ogni anno.
Secondo lo storico e geografo Jaime Incer Barquero, il Nicaragua si trova in un grande pericolo, non solo perché ogni anno gli uragani aumentano la loro intensità a causa del riscaldamento globale della Terra e quindi migliaia di persone restano esposte ad inondazioni e frane a causa della ormai poca resistenza dei terreni, ma questi effetti saranno sempre peggio in quanto il territorio è ormai più vulnerabile per i processi di erosione dei terreni per la mancanza di protezione dei boschi.
Il Nicaragua è inoltre un paese arretrato in tema di prevenzione e gestione del rischio e di conservazione, in quanto i governi passati non hanno mai voluto bloccare il fenomeno della deforestazione e della desertificazione del paese o il fenomeno di bruciare i campi per poter coltivare. Credono ancora che quando si parla di conservazione dell'ambiente ci si riferisca a persone che vanno a guardare gli uccellini e non capiscono che è necessaria per la sopravvivenza del genere umano".
Su iniziativa di Barquero, nel 1983 il Governo sandinista emise il decreto di Creazione delle Riserve Naturali e tra esse, quella del Volcán Casita.
"Molte delle famiglie - continua Barquero - che morirono nel crollo del vulcano con l'Uragano Mitch del 1998, erano installate lì grazie alla Riforma Agraria fatta dai sandinisti. Questo è solo uno dei tanti esempi che dimostrano che nessun governo ha mai avuto interesse alla protezione del territorio".
Tra le misure più urgenti c'é quella di un sostanzioso aumento dei finanziamenti al Sinapred e alla stessa Protezione Civile dell'Esercito.
A poche ore dall'impatto di "Beta" su Sandy Bay, il Sinapred poteva contare con una sola persona a Managua e quattro nella zona dell'impatto. Un personale veramente insignificante per un organismo da cui dipende la difesa del territorio.
I 5 milioni di cordobas (circa 300 mila dollari) assegnati erano già praticamente finiti e il Fondo Nacional de Desastres era senza un solo cordobas, in quanto la Asamblea Nacional non aveva ancora assegnato altri fondi.

Tutte queste disfunzioni sono state evidenti anche al momento dell'impatto.
Come hanno testimoniato varie riprese fatte da un canale nazionale di televisione che si è trovato casualmente nel posto dell'impatto iniziale (Sandy Bay), le comunità più colpite non erano state evacuate ed hanno affrontato l'arrivo diretto dell'uragano senza nessuna protezione, se non le fragili case di legno in cui vivono.
Nonostante l'imprevedibilità della direzione presa all'ultimo momento dall'Uragano, è risultato evidente che nella zona sud la prevenzione era stata quasi inesistente a causa della mancanza di fondi per l'acquisto della benzina per le barche, per mancanza di comunicazione ed organizzazione tra le autorità regionali, quelle del Governo centrale ed i villaggi.
Ancora oggi, a due giorni dal disastro, non sono arrivati i primi importanti aiuti.

Durante il suo programma "Causa y efecto" su Radio La Primerísima (www.radiolaprimerisima.com lunedí, mercoledí e venerdí dalle 14.30 alle 15 italiane), l'analista politico Julio López Campos, ex direttore della Dirección de Relaciones Internacionales (Dri) durante il governo sandinista, ha fatto un'analisi a caldo della situazione.
"Vorrei analizzare quanto è successo in questi giorni con il pericolo dell'Uragano Beta.
E' innegabile che il Governo si sia attivato e che almeno ci sia stato il tentativo e lo sforzo di prendere misure preventive, con l'invio di alcuni Ministri nella zona prevista dell'impatto e con l'utilizzo delle poche risorse del paese.
E' un punto positivo ed è giusto segnalarlo e prenderlo in considerazione.
Un altro fattore positivo è stata la presenza dell'Esercito che ispirava fiducia. E' una colonna vertebrale necessaria per articolare gli sforzi in occasioni come queste.
I suoi livelli di organizzazione e i suoi componenti sono importanti.
E' importante far notare che i meccanismi di previsione e prevenzione di fronte ai disastri naturali si sono attivati in tutto il paese e se è importante avere la capacità di riconoscere le cose positive, bisogna anche avere l'umiltà di dire quali sono stati i punti deboli durante l'emergenza nazionale, per poter migliorare nel futuro le azioni da intraprendere di fronte ad eventi che in Nicaragua possono accadere in qualsiasi momento.
E' evidente la differenza tra l'operato di questo governo e quello di Alemán durante il Mitch. Non sarebbe giusto non riconoscere lo sforzo fatto da questo governo rispetto ad Alemán.
Quando esiste una minaccia al territorio nazionale per eventi naturali, credo che la cosa più importante sia quella di uscire immediatamente a dare appoggio e protezione alla gente che é a rischio. Questa era una zona con una situazione precaria già da prima e il governo ha una grande responsabilità in tutto questo e ora bisogna andare subito a constatare e verificare i danni e soccorrere le popolazioni.
L'uragano non ha avuto l'impatto che si pensava, ma c'è gente che ha bisogno di aiuto.
Questa è stata la prima volta in cui si è dovuto mettere in pratica i meccanismi e le misure previste solo teoricamente.
L'organizzazione era molto debole e i meccanismi non hanno funzionato come ci si aspettava.
Molta gente ha dovuto fuggire da sola perché nessuno è arrivato ad evacuarla.
Nei rifugi non c'erano le condizioni necessarie per assisterle e ci sono stati problemi che devono essere verificati.
Bisogna fare un bilancio a freddo, sereno e mettere in evidenza tutte le debolezze emerse in questa occasione.Se non lo facessimo sarebbe molto rischioso per il futuro.
Siamo esposti a vari tipi di disastri naturali e i piccoli passi compiuti in questi anni per rafforzare la Protezione Civile, per fare previsioni, per attivare le autorità locali, municipali ed i territori per prendere misure preventive, sono importanti, ma sono ancora molto fragili e vulnerabili.
Non siamo qui per fare elogi inadeguati per questa o quella persona o forza politica, ma dobbiamo identificare le debolezze per migliorare il sistema.
Lo stesso Incer Barquero ha detto che siamo indifesi davanti a questi eventi perché non abbiamo la capacità di far fronte a queste cose. I fondi che vengono destinati sono insignificanti.
La Protezione Civile e il Sinapred dovrebbero funzionare bene ed avere fondi sufficienti per poter far fronte ad emergenze di questo tipo.
Dobbiamo sapere fino a che punto si è riusciti a gestire l'emergenza e in cosa si è sbagliato o non si è stati in grado di intervenire, perché se le istituzioni non hanno i mezzi per poter prevenire ed agire in questi momenti sarebbe molto grave.
Dobbiamo chiedere ed esigere al governo che vada nelle comunità che sono state colpite dall'uragano e in quelle che vivevano già in situazioni drammatiche per portare i soccorsi.
Inoltre è importante capire che non possiamo aspettarci dal governo la soluzione di tutto e sarà solo con l'organizzazione, la volontà e la solidarietà della gente che potremo andare avanti..
Se prevale l'idea del Fondo Monetario Internazionale, del governo di Bolaños, della Banca Mondiale, secondo la quale ognuno deve pensare a sé stesso, a fare soldi in qualsiasi modo, questa mentalità terribile e individualista del neoliberismo, la situazione si convertirebbe in un attentato grave alla nostra gente. Oggi più che mai ci deve essere organizzazione, unità e solidarietà tra le persone.
In questo momento non è il caso di cercare di approfittare della situazione per cercare "guadagni " politici o d'immagine e l'obiettivo resta quello di fare un bilancio serio di quanto successo per poter migliorare".

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